“Ciao, vecchio”. Luis Sepúlveda, 1949-2020

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Ci troviamo nella sala vip dell’aeroporto internazionale di Santiago, e sembra che noi cinque siamo davvero dei vip perché ci hanno assegnato un plotone di soldati e varie guardie che vigilano sulla nostra incolumità. Ed è forse per mettere in risalto il nostro status di vip che ci tengono al centro della sala, seduti per terra con le mani alla nuca. Non è certo il modo migliore di rilassarsi prima di un lungo viaggio, e i soldati ci guardano storto quando reclamiamo per la durezza della moquette e per il pessimo servizio: non ci hanno neppure offerto qualcosa da bere. Un trattamento schifoso per dei vip.
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Dialoghi d’amore 4: tendenza Marie Claire

di Antonio Sparzani

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Ecco a voi un dialogo d’amore e politica frammischiati inestricabilmente, così come quasi tutte le pagine di quell’inimitabile romanzo di Manuel Scorza (Lima, 1928 – Madrid 1983) che è La danza immobile (Feltrinelli, Milano 1983). Quello che vi trascrivo qui è il capitolo 5, che si intitola così:
ACCANTO ALLE DALlE, RICOMPARE LA SCONOSCIUTA

Scesi per rue Cuvier. Perché non visitare il Jardin des Plantes, dove avevo contemplato l’indimenticabile spirale? Penetrai fra la folla di madri e di bambini che, terminati i loro giochi, stavano rincasando. Nel centro del maestoso edificio centrale scorsi la Vergine della Scienza fiancheggiata da medaglioni di pietra con le effigi dei saggi che imperituramente avevano lì svelato tanti enigmi della scienza. A sinistra: Guy de la Brosse, Facon, Buffon, Cuvier, Geoffroy Saint-Hilaire. A destra: Lamarck, Brugnias, Jussieu, Havy, Gay-Lussac. Le strade parallele o convergenti al Jardin portano i loro nomi. Senza fermarmi a guardare la statua di Buffon, avanzai per l’avenue Cuvier, parallela al Grande Viale Centrale, ombreggiato da platani, freschi e profumati come d’estate. Continua a leggere