Anche così

Dobbiamo entrare fin d’ora nella lode, che è l’opera del cielo, insieme ai beati. L’ascensione di Gesù ci ricorda che possiamo vivere con il cuore in paradiso, per muovere i passi giusti sulla terra. In questo modo consoleremo il Cristo, che vuole essere amato anche così. 

Angeli

Gesù chiede gratitudine, confidenza, intimità. Dice a Gabrielle che sono rari coloro che desiderano e comprendono il Suo amore. La esorta a fare parte di questo piccolo gregge, a consolare gli altri come un angelo, che con un sorriso strappa all’angoscia e riaccende la speranza. 

Consolati

Cerchiamo consolazione, da quando siamo nati, come scrive quel genio di Leopardi. Il quale, però, non aveva capito tutto il resto. Ossia che c’è un Dio che ci consola. Non solo, ma che – udite, udite – vuol esser consolato. Lo rivela il Cristo alla Bossis, spiegandole anche il modo: restandogli fedele.

Dimenticare


Che tristezza dev’essere stato Giuda, per Gesù. Lo ha amato così tanto, e ne è stato tradito, con un bacio. Noi siamo chiamati a consolarlo, a portare ristoro al suo cuore di Dio. Le più belle parole d’amore dovremmo serbarle per permettergli di dimenticare un ricordo così doloroso.

Bar nĕbhū’ah


Consolare: una bella parola. L’apostolo Barnaba la porta scritta nel nome: Bar nĕbhū’ah, figlio della consolazione. Nella quarta stazione della Via Crucis, Maria si lancia incontro a Gesù: non può fare nulla, se non consolarlo. E suo Figlio ne resta consolato. Dovremmo ricordarcene anche noi, accarezzando, nei momenti di buio, il Cristo sofferente, il viandante della Croce; a suo tempo, sapremo quanta gioia gli avremo procurato con un semplice gesto, con questo infinitesimo dono.