Nord-Sud Europa: note di viaggio

Nord-sud Europa: note di viaggio in compagnia di Stéphane Hessel e di Alexis de Toqueville
di Marina Torossi Tevini

Viaggiare è strappare almeno per un po’ le radici da un luogo – abitudini ripetitività conforto che una vita che si ripete fornisce – e lasciarsi scivolare sul mondo. Al mattino ti ritrovi in un altro ambiente, ripeti le tue abitudini con delle variazioni, fai la tua passeggiata, fai colazione, cerchi una nicchia per scrivere e pensare. Ma non è la solita passeggiata Continua a leggere

Rimangono (suicidi per debiti)

da qui

Sarà giusto che partano così?
Rimangono le vedove a sfilare
con le bandiere bianche di vergogna,
la puzza di bruciato di Giuseppe,
che pure Tiziana amava. Non resta
che gridare: non era pazzo, solo
disperato. Vallo a spiegare ai mani-
chini, la Tributaria di Bologna:
è un assurdo filosofico il suicidio,
un nonsenso teologico;
chissà che ha detto il prete al funerale,
che ha scritto, quel tale, prima di farla
finita. O cosa non ha detto e scritto, forse?
Non potersi/volersi confidare,
come se fossi solo al mondo, amici
neanche tanti quante sono le dita
di una mano. Non esiste notizia
più crudele del silenzio assordante su chi resta.
Gli sciacalli non provino a bussare
alla porta, segnata con il fiele:
Il fuoco è ancora acceso, la mannaia
è già pronta a calare sulla testa.

Vivalascuola. Crescere nel tempo della crisi

In tre anni sono stati persi un milione di posti di lavoro. E sono un milione i disoccupati esclusi da qualsiasi sussidio. Ben oltre i 65.000 i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione per effetto del cambiamento dei requisiti pensionistici dovuto al governo Monti. E cresce il numero degli italiani in situazione di povertà relativa: secondo l’ultimo rapporto Caritas sono 8 milioni e 272.000, il 13,8% dell’intera popolazione. In crescita rispetto all’anno precedente, quando il dato si fermava al 13,1%. Al Sud i numeri raggiungono il 74%. I più colpiti dalla crisi sono i giovani e i bambini. (vedi qui)

Chi, come Gramellini ha tacciato di fascismo la maglietta con la scritta, provi a riflettere – il vero fascismo è togliere speranza e giuste aspettative ad altri esseri umani, che poi, lesi a fatti, non possono nemmeno reagire a parole. (Giovanna Lo Presti)

Crescere nel tempo della crisi
di Stefano Laffi

Se da giovani si è figli del proprio tempo almeno quanto dei propri genitori, se c’è un’orizzontalità che taglia e crea un effetto generazione in questo momento, questa è la crisi. Materiale, a questo punto più che educativa, morale, istituzionale, ecc. Continua a leggere

Vivalascuola. Basta con i governi della disequità

Abbiamo aspettato di vedere all’opera il governo Monti e dopo 17 giorni la manovra salva-Italia è arrivata. I più colpiti sono i cittadini con più basso reddito, e tra questi i lavoratori della scuola: colpiti in particolare dagli interventi sulle pensioni, dall’aumento dell’Iva, dall’introduzione dell’Ici sulla prima casa. Intanto in Italia continua a crescere il divario tra ricchi e poveri, che supera la media dei Paesi Ocse, mentre diminuisce la redistribuzione della ricchezza attraverso servizi pubblici come sanità e istruzione.

Smettiamo di parlare di discontinuità e cominciamo a praticarla
di Giovanna Lo Presti

Basta con i governi di nani e ballerine

Quando, negli ormai lontani anni Ottanta del secolo scorso, Rino Formica deprecava il craxismo bollandolo con l’efficace espressione “un governo di nani e ballerine”, non poteva immaginare quanto quelle parole sarebbero state adatte per l’Italia futura.

Il nostro Paese ha appena liquidato un governo di nani (metaforici, molti – reali, alcuni) Continua a leggere

Vivalascuola. Vita da prof

“Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in più, in Finlandia 16 mila in più. La media Ocse è superiore ai 40 mila euro l’anno” (on. Maria Stella Gelmini, qui).

“Dall’1 settembre il mondo della paura si spalancherà per tutti quelli che come me hanno fatto della scuola la propria ragione di vita e di lavoro: 42.000 persone che da settembre non lavoreranno più, schiacciate dalla logica brutale e stracciona di chi svende il futuro del Paese, che è la scuola nel suo essere pubblica e di qualità” (Rossella Zelioli, insegnante precaria, qui).

(Il prossimo lunedì vivalascuola sarà in vacanza. Ritornerà lunedì 20 aprile. Buona Pasqua a tutti)

Storia minima
di Alessandro Cartoni

Venerdì sera. Sbarbato di fresco. Quasi calmo.
Passo davanti all’istituto in macchina, col ghigno di chi indossa i vestiti curiali del weekend. Lo guardo appena, l’istituto superiore “De Amicis”, il carcere bruto che mi affama e mi deprime per cinque giorni a settimana. Continua a leggere