Il crocifisso e il risorto

di Tiziano Scarpa

E se si sostituisse il crocifisso con il risorto? E’ uno spunto che ricevo dal bellissimo libro della teologa Maria Caterina Jacobelli, Risus Paschalis (edito da Queriniana): Se i cristiani fossero coerenti con la loro fede, toglierebbero tutti i crocifissi dai muri delle loro case. E vi sostituirebbero un’immagine del Risorto. Sarebbe un gesto logico, se si riflette sulle parole di Paolo: “se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra fede” (1 Cor 15, 14). Nella storia dell’umanità sono stati in molti, uomini e donne, a dare la vita per un altro; e i giusti uccisi innocentemente sono stati e saranno sempre un numero tragicamente grande. Ma uno solo è il risorto. Continua a leggere

Quanto vale quel simbolo

di Vito Mancuso

Dietro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo di Strasburgo vi è la preoccupazione in sé legittima di tutelare la libertà, in particolare la libertà religiosa dei bambini che potrebbe venir minacciata dalla presenza di un crocifisso nelle aule scolastiche. In realtà vi sono precisi motivi che rivelano l’ infondatezza di tale preoccupazione, e mostrano al contrario che dal crocifisso scaturisce uno sprone all’ esercizio della libertà in modo giusto e coraggioso. Il primo di questi motivi si può esprimere con le parole con cui domenica scorsa Eugenio Scalfari concludeva il suo articolo, quando, rivolgendosi al cardinal Martini e dopo aver ribadito il suo ateismo, scriveva: “Sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all’ amore del prossimo.A lei lo invita il suo Dioe il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazaret o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l’ amore prevalse sul potere”. Da queste parole schiettamente laiche appare che il simbolo del crocifisso è un invito all’ amore universale, in particolare a quell’ amore che non teme di scontrarsi con l’ arroganza e la forza del potere. Ma se è lecito scrivere come fa Scalfari che in Gesù l’ amore prevalse sul potere, è altrettanto lecito vedere nella sua croce l’ esatto opposto, cioè la prevalenza del potere sull’ amore. Continua a leggere

Il suo parere

da qui

La gente preme, urla, fai fatica ad avanzare. Il mondo è appannato, i capelli ti ricadono sugli occhi, pieni di sangue. Donne che piangono, bambini che giocano con piccoli oggetti di legno. Ti attira lo sguardo di uno di loro: ha gli occhi spalancati di chi vuol capire. Strattona la veste della mamma, vuole seguirti, vedere come va a finire. E’ li’ quando i chiodi penetrano i polsi, mentre un fiotto di sangue disseta la terra appena colorata da ciuffi d’erbaccia. La croce viene issata da quattro soldati impolverati. Il bambino sgrana gli occhi, è affascinato dallo spettacolo terribile. Dopo un po’ china la testa per scrivere qualcosa sul tema assegnato dalla giovane maestra: Pensate che il crocifisso debba essere tolto dalla classe? Il bambino alza lo sguardo: sembra chiedere all’uomo insanguinato il suo parere.