“El otro paredón”: la distruzione della reputazione a Cuba

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

blog.edizionianordest.com è la nuova versione del già attivissimo blog di cultura e latinoamericana di Gordiano Lupi, scrittore ed editore de Il Foglio Letterario nonché curatore della collana “Célebres Inéditos” delle Edizioni Anordest, per la quale è già uscito in libreria da qualche mese La moglie del colonnello di Carlos Alberto Montaner (per la traduzione di Marino Magliani) ed esce in questi giorni Non lasciar mai che ti vedano piangere di Amir Valle (da me tradotto).

Le tematiche affrontate su questo blog hanno una rilevanza non soltanto letteraria, ma anche politica e sociale, nella misura in cui riguardano problemi e situazioni inerenti ai diritti umani, spesso compressi e inaccettabilmente violati dai governi autoritari di quest’area geografica (su tutti, quello cubano).

In questo senso, vogliamo qui segnalare un’opera (cui, unico italiano, ha partecipato con un suo articolo anche Gordiano Lupi), El otro paredón (Eriginalbooks.com), giunta alla seconda edizione e disponibile anche in e-book in spagnolo (già adesso su Amazon.com, Amazon.es e Amazon Italia, e in inglese (da agosto), nonché come sito internet, nella quale accademici e giornalisti condannano esplicitamente un’altra, sottile e pericolosissima forma di eliminazione dell’opposizione politica in atto a Cuba da mezzo secolo, che è il “killeraggio” della reputazione, ovvero la “deliberata e completa distruzione della credibilità di una persona, gruppo o istituzione” (dalla presentazione ufficiale dell’opera).
Sono riportati vari esempi, tra cui il politico Carlos Márquez Sterling, l’imprenditore Amadeo Barletta e il già ricordato giornalista e scrittore Carlos Alberto Montaner. Continua a leggere

GORDIANO LUPI INTERVISTA CARLOS ALBERTO MONTANER

Introduzione e intervista di Gordiano Lupi

da Postpopuli.it

Carlos Alberto Montaner (da abiculiberal)

Incontriamo Carlos Alberto Montaner, autore de La moglie del colonnello (Edizioni Anordest) per parlare del suo ultimo romanzo, appena uscito in Italia dopo aver riscosso un buon successo negli Stati Uniti e in Spagna. Si tratta di una storia d’amore, ma diversa dal solito, perché è il racconto del tradimento della moglie di un eroe della rivoluzione cubana che si trasforma in un thriller erotico con un finale imprevedibile.

L’autore scrive la storia dalla parte della donna, compiendo un’indagine profonda sulla sessualità femminile e sul machismo cubano, ma non trascura di denunciare la mancanza di libertà che affligge Cuba dal 1959. Il romanzo è ambientato nella situazione cubana degli anni Ottanta, in piena guerra d’Angola, ma gran parte della storia (il tradimento di Nuria) si svolge a Roma. Continua a leggere

Da Gibara a Londra – La vita esule di Cabrera Infante

La rivista cubana VOCES (numero 13 – febbraio 2012), ovviamente clandestina, diretta da Orlando Pardo Lazo e Yoani Sánchez, presentata a casa di Yoani. ha pubblicato un lungo articolo-racconto (tradotto in spagnolo da Desogus e La Torre) di Gordiano Lupi che ha per tema la vita di Guillermo Cabrera Infante. Gordiano qui figura come l’unico autore straniero in una rivista fatta da soli cubani. Il mio articolo (qui nella versione italiana) è liberamente riproducibile citando autore e fonte.
La rivista è scaricabile qui.
Da Gibara a Londra – La vita esule di Cabrera Infante

di Gordiano Lupi

Guillermo Cabrera Infante nasce a Gibara il 22 aprile del 1929, povera cittadina della provincia di Oriente che ancora non ha scoperto il fascino del cinema povero di Humberto Solás. Negli anni Trenta a Gibara tutto è povero, non serve un festival cinematografico, si respira miseria frammista al profumo di salmastro che proviene dal lungomare. Oceano Atlantico, testa del Caimano che spinge le fauci in un caldo mare tropicale, diventerà provincia di Holguín, ma adesso territorio di confine, sperduto paese lambito da venti orientali e da inclementi tempeste di pioggia. Guillermo Cabrera fa il giornalista e trasmette al figlio insieme al nome di battesimo anche la passione per la scrittura. Zoila Infante è la sua compagna di vita e di lotta politica, ché nella piccola cittadina di Gibara sono proprio loro i coraggiosi ad aprire una sezione del Partito Comunista, fondato all’Avana nel 1925 da un romantico personaggio come Julio Antonio Mella. Non è la stagione ideale per essere comunisti, sono gli anni di Machado, il dittatore più terribile della storia di Cuba. I coniugi Cabrera Infante vengono arrestati nel 1936, imputati di attività sovversive, insieme al figlioletto che ha soltanto sette anni e deve conoscere per qualche giorno i rigori d’una prigione. La polizia provinciale della dittatura machadista sono le temute Guardie Rurali, che entrano in casa Infante e fanno man bassa, armi alla mano, catturano la madre e il fratello, distruggono mobili e suppellettili, bruciano libri e incartamenti di partito. Il padre non è in casa, ma si consegnerà alla polizia di Santiago – cinquecento chilometri a sud-ovest di Gibara – appena saprà dell’arresto della moglie, mentre il bambino verrà affidato ai nonni fino al giorno della liberazione. Continua a leggere

Fidel

Articolo e intervista di Marino Magliani e Giovanni Agnoloni

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio Letterario. Collabora con La Stampa di Torino come traduttore del blog di Yoani Sánchez. Direttore della collana di narrativa latinoamericana Célebres Inéditos di Edizioni Anordest. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Il mio nome è Che Guevara (A.Car, 2009), Mister Hyde all’Avana (Il Foglio, 2009) e Il canto di Natale di Fidel Castro (Il Foglio, 2010). Continua a leggere

“La patria è un’arancia”, di Félix Luis Viera

Introduzione di Giovanni Agnoloni

Félix Luís Viera, poeta dissidente cubano, oggi cittadino messicano, esce in Italia con le Edizioni Il Foglio, nella traduzione di Gordiano Lupi, con la raccolta La patria è un’arancia (commento critico di Patrizia Garofalo). Vi troviamo una serie di spaccati di vita, atmosfere e ricordi legati alla profonda crisi della Isla, dovuta agli abusi del castrismo e alla povertà. Ma, anche e soprattutto, un campionario di emozioni e visioni, che si estendono anche all’altra “città della vita” del poeta, ovvero Città del Messico.
È un distillato frutto della diaspora cubana. Come testimoniato dalle toccanti righe scritte all’autore da Manuel Parrado, una settimana prima che si suicidasse, con le quali si apre la serie di poesie di Viera, che sembra declinare il succo di quell’affranto rammarico. Continua a leggere

“Otrolunes” – Intervista ad Amir Valle

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

(la versione in lingua spagnola dell’intervista è disponibile qui)


Amir Valle, nato a Cuba nel 1967, è un autore di fama internazionale. Fondatore e direttore di Otrolunes, rivista di cultura ispano-americana e autore di noir che hanno avuto gran successo in America Latina, Spagna e Germania, oggi ci parla della sua attività di scrittore e di giornalista.

– Qual è oggi il senso di una rivista culturale che si propone come una finestra aperta sul mondo culturale latinoamericano?

Nel 2006, quando proposi allo scrittore cubano Ladislao Aguado l’idea di una rivista, ci trovammo d’accordo su un punto: su internet c’erano molte riviste letterarie. Per questo decidemmo che la nostra doveva essere diversa. Così nacque il progetto di realizzarne una in cui gli scrittori riflettessero sulle realtà culturali e politiche dei loro paesi e, più che la risonanza delle loro opere, la cosa importante era che fossero loro, con la loro voce, a parlare dei mondi culturali da cui provenivano. Quest’idea di obbligare lo scrittore a portare alla luce l’intellettuale che molti nascondono dietro le proprie opere è ciò che differenzia OtroLunes da altre riviste. E’ chiaro, conta anche la scelta di ciò che pubblichiamo; infatti possiamo vantare di avere già, tra i nostri autori, la maggior parte dei più prestigiosi scrittori latinoamericani degli ultimi quarant’anni. Credo che a questi due aspetti si debba il prestigio che oggi questa rivista ha in ambito accademico, intellettuale e culturale, in America Latina, negli Stati Uniti e in vari paesi europei, dove OtroLunes è considerata un riferimento imprescindibile per chi studia la letteratura in lingua spagnola. Continua a leggere

“Meglio andare lontano”, di Antonio Steffenoni

Recensione di Giovanni Agnoloni

Antonio Steffenoni, Meglio andare lontano (ed. Carte Scoperte, 2010), € 18,50

A volte si pensa che il tempo sia qualcosa che s’incrosta, una melassa semifluida che progressivamente si solidifica e diventa immutabile.
È vero ed è falso. Dipende.
Meglio andare lontano, di Antonio Steffenoni, scrittore italiano di origini ispano-cubane già pubblicato da Rizzoli, Einaudi e Tropea, con questo romanzo edito da Carte Scoperte (oggi Excelsior 1881) scende nel cuore del concetto di contemporaneità. Tutto è contemporaneo a tutto, infatti, nella vita del suo protagonista, il commissario Ernesto Campos, ricercato dopo trent’anni dal suo amico Fabrizio, che era fuggito a Cuba dopo una “notte di tregenda” inabissata nei baratri della memoria, con sei parole (Me ne devo andare. In fretta), che avevano reciso bruscamente un’amicizia rimasta viva e forte dentro l’animo di Ernesto. Continua a leggere