The show must go on. No, può anche cambiare.

da qui

È triste notare come oggi, la cultura, sia per lo più una cultura d’apparato. Leggi un giornale e sai già cosa dirà, segui un programma alla televisione e ascolti esattamente ciò che ti aspettavi. Il risultato è una nausea generalizzata, un senso di marcio e di stantio che spinge a cercare altrove cronache e commenti. Gli operatori culturali sono sguatteri di ditte che esigono una linea ben precisa; si ritrovano fra loro con i sorrisi e la complicità di chi sa di essere protetto, di chi è associato a un circolo dove sarà comunque difeso e sostenuto. La vendita dell’anima – perché di questo si tratta – lascia sempre dentro (dentro?) un che di amaro, che bisogna affrettarsi a cancellare con autoconferme miserabili. I gruppi economici decidono le cariche politiche, i ruoli chiave di ogni forma di potere; cantanti, comici, uomini e donne di spettacolo, sono i pagliacci pagati e riveriti di un circo deprimente, ma capace di dettare le mode del momento, di consacrare, senza tema di smentita, le star incontrastate e richieste nei templi autoincensatori dei talk show e dei festival di mezzo inverno. La menzogna collettiva è irrobustita da battage e lanci editoriali, a riprova che solo in allegato ai quotidiani è possibile e pensabile leggere libri e soprattutto venderli. Su questa poltiglia plana uno sguardo desolato che rimpiange le menti di un tempo, gli interpreti che sapevano ancora cosa fosse un’intelligenza libera e brillante. Svegliamoci: non è vero che lo spettacolo debba per forza continuare.

“In viaggio con la poesia”

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Ritratti di poesia – quarta edizione

A Roma, il 22 gennaio 2010, presso il Tempio di Adriano in Piazza di Pietra, ritorna l’appuntamento con la poesia italiana e straniera

promosso dalla Fondazione Roma

Si svolgerà il prossimo 22 gennaio, tra le millenarie pietre del Tempio di Adriano, nel cuore di Roma, la quarta edizione della manifestazione “Ritratti di Poesia”, promossa dalla Fondazione Roma nell’ambito del suo programma di iniziative culturali nel settore dell’ “Arte e cultura”. La rassegna vuole favorire la diffusione della cultura poetica e dei valori artistici, etici e sociali, di cui essa è portatrice attraverso incontri, confronti, letture, idee, versi e voci, con la partecipazione di importanti autori, italiani ed internazionali, e di giovani promesse, nell’ottica di un rapporto interattivo tra i protagonisti e il pubblico. Continua a leggere

Quanto vale quel simbolo

di Vito Mancuso

Dietro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo di Strasburgo vi è la preoccupazione in sé legittima di tutelare la libertà, in particolare la libertà religiosa dei bambini che potrebbe venir minacciata dalla presenza di un crocifisso nelle aule scolastiche. In realtà vi sono precisi motivi che rivelano l’ infondatezza di tale preoccupazione, e mostrano al contrario che dal crocifisso scaturisce uno sprone all’ esercizio della libertà in modo giusto e coraggioso. Il primo di questi motivi si può esprimere con le parole con cui domenica scorsa Eugenio Scalfari concludeva il suo articolo, quando, rivolgendosi al cardinal Martini e dopo aver ribadito il suo ateismo, scriveva: “Sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all’ amore del prossimo.A lei lo invita il suo Dioe il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazaret o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l’ amore prevalse sul potere”. Da queste parole schiettamente laiche appare che il simbolo del crocifisso è un invito all’ amore universale, in particolare a quell’ amore che non teme di scontrarsi con l’ arroganza e la forza del potere. Ma se è lecito scrivere come fa Scalfari che in Gesù l’ amore prevalse sul potere, è altrettanto lecito vedere nella sua croce l’ esatto opposto, cioè la prevalenza del potere sull’ amore. Continua a leggere

L’Ulisse di Dante e i soldi alla cultura

di Eugenio Scalfari

Come sempre sa fare quando prende in mano la penna e si inoltra in un discorso pubblico Alessandro Baricco comincia da lontano, usa la logica, ragiona sulle premesse pianamente, non è mai provocatorio ma didascalico. Pone questioni, sollecita risposte che sono già contenute nelle domande.

A che cosa serve la cultura? E spiega: serve a migliorare l’anima delle persone, a farle riflettere, a renderle più tolleranti verso i diversi da sé, quindi a scoprire il valore della democrazia e della solidarietà, a ricacciare indietro le pulsioni della violenza. Perciò la democrazia, cioè lo Stato democratico, ha un interesse primario a promuovere la cultura, ad allargarne le radici e le fronde.

E poiché il nostro mondo è in preda a un rigurgito di violenza e d’intolleranza, lo Stato democratico è chiamato a intraprendere una necessaria alfabetizzazione incoraggiando la nascita di quella che lui chiama una “intelligenza di massa”.

Chi non è d’accordo con questo “incipit”? Io lo sono completamente. Continua a leggere

Basta soldi pubblici al teatro meglio puntare su scuola e tv

di Alessandro Baricco

Sotto la lente della crisi economica, piccole crepe diventano enormi, nella ceramica di tante vite individuali, ma anche nel muro di pietra del nostro convivere civile. Una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura. Il fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Dato che il fiume si sta estinguendo, ci si interroga. Si protesta. Si dibatte. Un commissariamento qui, un’indagine per malversazione là, si collezionano sintomi di un’agonia che potrebbe anche essere lunghissima, ma che questa volta non lo sarà. Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda. In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell’intreccio fra denaro pubblico e cultura, ma pensare velocemente vuol dire anche pensare l’essenziale, ed è ciò che cercherò di fare qui. Continua a leggere

No alla cementificazione incontrollata

Vi propongo questo testo segnalatomi da Davide Sapienza, inerente a una campagna informativa e di sollecitazione civile, che mi pare essere della massima importanza. Continua a leggere