Vivalascuola. Bambini a rischio? A rischio di che?

Un bambino di 4 anni è ritenuto troppo violento per restare nella sua classe della scuola materna e così viene cacciato dalla scuola. Nel verbale del consiglio di classe del 4 marzo 2014, si legge: “il suo bambino dice parolacce, corre in classe, non ascolta gli insegnanti, colpisce con violenza gli altri piccoli, si rifiuta di stare seduto, sale su tavoli e sedie, si sdraia a terra e stacca l’estintore del corridoio. Non le sembra quindi una buona idea quella di mantenere, per un periodo limitato, suo figlio lontano dalla classe…?” (vedi qui). Bambini a rischio. A rischio di che? Ce lo spiega in questa puntata di vivalascuola Donata Castiello, che ci suggerisce come cogliere i segnali del rischio e quali strategie educative sia possibile attivare, mentre Marina Massenz ci aiuta a capire le paure dei bambini e la loro funzione nell’età evolutiva, e Daniele Novara ci mette in guardia dalle insidie della medicalizzazione: quando la discriminazione assume le parvenze di una diagnosi medica. Continua a leggere

Viva la scuola. 5 in condotta? Sì, a Gelmonti

Mentre prosegue la battaglia delle iscrizioni (la Cgil impugna la circolare del ministro che non rispetta la legislazione vigente: vedi qui, qui, qui), il ministro propone telecamere (ma attenti al garante della privacy e al portafoglio), task force e 5 in condotta per contrastare violenza e bullismo nelle scuole. E sul 5 in condotta scoppia il caos (a es. qui, qui, qui). Dubbi sull’utilità (qui, qui, qui, qui, qui), dubbi sulla legittimità del decreto. Vivalascuola propone un articolo del pedagogista Daniele Novara, che ringraziamo per la gentile concessione.

Prevenire il bullismo
di Daniele Novara

Dall’insegnante giudice al gruppo classe mediatore di conflitti
Come pedagogista mi interessa sempre capire cosa si può fare sul piano operativo per attivare dei processi di cambiamento.
L’educazione in effetti si occupa di cambiamenti: per vivere in una società complessa come la nostra bisogna continuamente adeguarsi alle nuove sfide. Rispetto al problema del bullismo, quindi, la domanda che mi pongo e che, immagino, si pongono anche gli insegnanti, è la seguente: cosa si può fare? Continua a leggere