49. L’integrazione

da qui

E’ come si conoscessero da sempre. Parlano fitto, con gesti ampi delle mani. Che ne pensi, Gilda? Ti porteranno via il tuo Giorgio? E’ per questo che, dopo l’amnesia di qualche giorno, ti ricordi di Arturo? Dove sarà? E’ un po’ che non lo vedi in giro. Che sia partito? Non si sarà offeso perché non l’hai cercato? Loro parlano, parlano. Ti avvicini, per provare a rubare qualche frase. Ecco, da qui si sente tutto.
Ne sei convinto? Continua a leggere

47. A poco a poco

da qui

Sì, è una bella casa, come quella delle fate. Colori disposti ad arte, per creare un’atmosfera. Si vede che c’è una mano femminile, ogni donna è un artista. Cosa pensi, Ester? Fausto se n’è andato: sei delusa? Hai perso un’occasione? Non tornerà mai più? E’ giusto che lo riabbia la moglie, che qualcuno, almeno, sia felice?
Chi sarà?
E’ incerta se aprire o non aprire. Vorrebbe starsene da sola, a meditare sul da farsi. Non si può restare sempre disponibili, il suo lavoro la impegna già abbastanza. Basta, per oggi ha chiuso. Continua a leggere

Pop raffinatissimo per le nuove poesie in musica di Andrea Chimenti

C’è un uomo e ci sono i suoi cinquanta anni. C’è una casa di Lego da smontare e rimontare, valutando ogni singolo mattone. Il colore: è abbastanza felice? La robustezza: è abbastanza solido? L’utilità: orpello improduttivo o sostanza?

Domande che producono un album, “Tempesta di Fiori”, il nuovo cd di Andrea Chimenti, cantautore aretino che da quasi trent’anni, prima con i Moda e poi come solista, emerge dalle nebbie della musica indipendente italiana con felice ostinazione e meritati riconoscimenti, il più famoso fra tutti un singolo con David Sylvian dei Japan che da solo varrebbe tutta una carriera.
Un album bello e intenso sulla vita, sul cambiamento, sull’amore. Sulla timidezza, sulla paura, sui percorsi da fare col cuore che brucia, sul coraggio che germoglia dalla disperazione, dal bisogno di restare vivi, umani con sé. I testi di Chimenti sono poetici e diretti, toccano corde profonde e comuni, si fondono con una musica originale e estremamente raffinata senza essere mai autoriferita o snob: tutt’altro, “Tempesta di fiori” è un album con molte più venature pop dei precedenti, leggerezza e melodia. Continua a leggere