[EX]PRESSIONI

 

 

> la gru poesia e realtà piceno festival <

 

 

“… non cederemo alla tentazione di parlare di letteratura

nelle forme di una fuga consolatoria da un mondo che chiede invece

concretezza e vitalità, urgenza di pensiero e analisi

da mettere a confronto attraverso una lingua comune.”

 

 

 

Continua a leggere

POESIA LEONIS MINIFEST – 13 e 14 luglio 2011

 

 

“convincimi

che la poesia non ha fretta”

 

(A. Amabili, La gettata del cielo)

 

 

DUE SERATE DI POESIA ALL’OMBRA DEL LEO RIPANUS

 

Continua a leggere

La Punta della Lingua 2011

La Punta della Lingua 2011

POESIA FESTIVAL (VI edizione)

Ancona e Parco del Conero 14-21 giugno

Programma

  Continua a leggere

La polifonia della poesia e la “resistenza” della verità. A cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, “Calpestare l’oblio”

Non è il sonno della ragione che genera mostri,
bensì la razionalità vigile e insonne.
G. Deleuze 

Fine specifico della neolingua […] rendere
impossibile ogni altra forma di pensiero.
G. Orwell

______________________________

di Antonino Contiliano

Calpestare l’oblio / Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, e-book (prima edizione) e Collana Argo (seconda edizione in arrivo per novembre 2010, Ancona).

Nella formazione dell’unità italiana e nel dibattito nato per i suoi assetti istituzionali, la poesia è stata un testimone e un critico sempre scomodo. Vogliamo dire che è stata sempre presente come parola e parte significativa e ineludibile della polis, e che, ora, la pubblicazione (2010) in e-book (prossimamente per i tipi di Nie Wiem, Ancona) dell’antologia poetica “Calpestare l’oblio” / “Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, non è solo una conferma, ma un bisogno, una necessità e un impegno improrogabile. Lontano dal pensiero estetico crociano, qui non possiamo però non ricordarne tuttavia la verità, come fa Norberto Bobbio (Dal fascismo alla democrazia, 2008, p. 232), agganciandosi a Eugenio Garin (Gli intellettuali del XX secolo), che una cultura “disimpegnata”, per Croce, ovviamente e giustamente, “sarebbe stata un non senso”.

Continua a leggere

Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. 8# DAVIDE NOTA

a cura di Franz Krauspenhaar

Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?

Mi piace. Come mi piace andare al fiume.

Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.

Non odio nessuno, non mi sono simpatici i fighetti, i somelier dell’arte e i moralisti che non sanno voler bene agli errori. Amo le persone in grado di sbagliare con generosità e che poi sono diventate mie amiche.

Quanto pensi di valere? Per favore rispondi non in scala da 1 a 10 ma con un discorso articolato.

Penso di poter valere molto in potenziale ma non mi sento di aver dato ancora nulla di importante e questo spesso è un dolore con cui sto lottando e che spero di uccidere prima di morire. Continua a leggere

“Se la destra cita Gramsci. Invito alla battaglia culturale” di Davide Nota

 

 

“E ora che abbiamo perso, ci vuole Gramsci”. No, non sono le parole del compagno Paolo Ferrero dal palco del congresso nazionale di Rifondazione comunista, né si tratta di un intervento di Fausto Bertinotti dalle pagine di “Liberazione” a seguito della disfatta elettorale del 13 e 14 aprile 2008.

A scrivere che “ci vuole Gramsci, cioè che è necessario un progetto gramsciano anche nel centrodestra” è Angelo Crespi, attuale consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi, già docente di “Storia del giornalismo” presso l’Università Cattolica di Milano e collaboratore dei quotidiani “Il Giornale” e “Il Foglio”. Continua a leggere