Il contrario


Ultimamente, mi soffermo sempre più su questo dato: la fede è desiderio. Ci insegnano, spesso, a non desiderare, a esercitarci nel distacco: ma la vita è il contrario, è un volere con intensità, con tutto il cuore, l’anima e la mente, come dice la Bibbia. Desidero Gesù: dovremmo ripeterlo, offrirgli ogni piccola cosa che facciamo, sapendo che Lui desidera noi, quanto nemmeno possiamo immaginare. Se Dio è amore, deve amare in un modo infinito: corrispondere significa stare nell’eterno, nell’unione più felice che ci sia.

Desideri

da qui

La fede è desiderio, dice Agostino. Ma desiderio di che? Di un Dio che non si vede, che non posso toccare, odorare, di cui non ho tracce sensibili, di qualcosa che sfugge a un approccio concreto?
È il problema della perdita del coniuge: il prete si affretta a consigliare un rapporto trascendente, un’unione degli spiriti, ancora più profonda di quella vissuta fino a allora. Ma fa un buco nell’acqua. Basta una semplice obiezione: ci abbracciavamo, ci facevamo compagnia; mi manca la sua fisicità. C’è poco da opporre.
Desiderare Dio: perché sia possibile, è necessario sfondare la barriera dei sensi, provare il gusto che nasce da un cuore unificato, assaporare l’affrancamento dagli istinti, accedere a un abbraccio che non è di carne, ma di più, perché è tutta la persona a essere coinvolta, nella sua radice più profonda.
Lo voglio così, Gesù: il Tutto, per me e con me. L’abbraccio puro e totale, che supera ogni altro desiderio.

De-sidera


Il peggio è smettere di desiderare. Qualcuno, tuttavia, lo propone, anche nelle filosofie più note, anche in un certo modo di intendere la religione. Non desiderare per non soffrire, per non trasgredire, per non essere legati al proprio io.
Non c’è niente di più falso e nocivo. La vita è desiderio: se voglio ricevere il dono che mi arriva da lontano, dal Cielo, devo desiderare ardentemente.
Non facciamoci ingannare su una questione così decisiva. Impariamo, piuttosto, a dirigere il nostro desiderio, ad aprire il cuore a ciò che costruisce, e non a ciò che distrugge.
E, come per miracolo, cominceremo a vivere.