Archivi tag: didattica a distanza

Vivalascuola. Bianchi libera tutti senza tamponi e senza vaccini

Il 23 aprile 2020 apprendevamo che la commissione del ministero all’Istruzione, guidata dall’economista ex assessore alla scuola in Emilia Romagna Patrizio Bianchi, si era insediata. “In carica sino al 31 luglio, lavorerà al ritmo di due incontri al giorno vista l’urgenza” . Tanto lavoro per nulla? No, un risultato c’è stato: Bianchi ha sostituito Azzolina al vertice del MIUR. Non rimpiangeremo l’una e sul neo-ministro abbiamo, per ora, più di un dubbio ma ci limitiamo ad un solo appunto: la scuola, a nostro avviso, non è affare da economisti. Chi non comprende che il problema della scuola italiana non sta nel discettare di “territorio educante” o di’ “autonomia” o di “metodologie innovative” ma consiste nel ridare un senso profondo al processo delicato dell’insegnamento e dell’apprendimento sarà pure un buon economista ma non sta dalla parte di chi spera che la scuola serva per trasmettere conoscenza al fine di costruire, passo dopo passo, una società di eguali.

La lezione della pandemia, il virus rimosso e la “questione scolastica”
di Giovanna Lo Presti

…Tutti fra sé confederati estima
Gli uomini, e tutti abbraccia
Con vero amor, porgendo
Valida e pronta ed aspettando aita
Negli alterni perigli e nelle angosce
Della guerra comune.

Il 9 aprile 2020 in Italia si contavano 610 morti e 4.200 nuovi casi di contagio da Coronavirus. La situazione veniva considerata così grave da non mettere in discussione né l’allentamento delle severe misure restrittive né la riapertura delle scuole. Continua a leggere

Vivalascuola. Tutti i bambini meritano il massimo dei voti

Tutti i bambini sono stati piccoli cittadini collaborativi e meritano il massimo dei voti. La classe docente guardi ai piccoli con il sorriso di chi appunta scherzosamente una metaforica medaglia sulla maglietta dei propri allievi, quasi a chiudere un brutto periodo di sofferenza collettiva. Per adesioni: scuola_e_societa@libero.it

Un appello: 10 in pagella a tutti gli alunni della primaria
di Giovanna Lo Presti

È mai possibile che ai maestri delle primarie non sia corso un brivido lungo la schiena dopo aver letto l’Ordinanza che regola lo svolgimento degli scrutini finali? Continua a leggere

Vivalascuola. Dad nella pandemia e oltre? Non sarà una cosa seria?

Dal 9 marzo – in alcune regioni dal 24 febbraio – in tutte le scuole italiane si sta svolgendo una sperimentazione a tappeto. Oggetto: la DaD (Didattica a Distanza). Durerà fino alla fine dell’anno scolastico, ma possiamo anticiparne l’esito: se la conosci, la eviti. Per la scuola, come per la società, è ora di pensare al futuro.

In questa puntata di vivalascuola presentiamo esperienze di didattica a distanza nella scuola primaria (Sebastiano Aglieco, Ginetta Latini, Mauro Presini), secondaria superiore (Fabio Cuzzola, Emanuele Rainone, Raffaele Salomone-Megna) e nei corsi serali (Marina Polacco), oggi denominati IdA (Istruzione degli Adulti). Da tutti gli interventi emerge che la DaD, imposta nell’emergenza sanitaria, ha reso evidente, se mai ce ne fosse stato bisogno, che alla base dell’insegnamento c’è la relazione. E in tutti s’impone una domanda spesso accantonata nella frenesia lavorativa che è diventata “normalità“: cosa è la scuola? Come è bene che prosegua dopo l’epidemia? La riflessione introduttiva di Giovanna Lo Presti coglie nei fatti di questi giorni i segni che “sulla scuola grava una minaccia tecnocratica, così come sul lavoro grava una ulteriore precarizzazione” e formula “una proposta per i tempi “normali”, nata nell’emergenza“.

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La farina nel sacco: per una revisione della didattica a distanza

di Francesco Pettinari

È tutta farina del tuo sacco?”

“Sì prof, l’ho fatto da solo.”

Il sospetto, il dubbio, la convinzione che quell’esercizio svolto in modo pressoché perfetto sia frutto del lavoro degli altri, sia farina del sacco altrui, di un genitore, di un fratello maggiore, di Google è un pensiero ricorrente di molti colleghi alle prese con la didattica a distanza. Un’osservazione e, quindi, una valutazione pienamente legittima, suffragata spesso da evidenti discrepanze tra le competenze dell’alunno pre-Covid e la qualità degli elaborati e dei compiti consegnati ora dallo stesso alunno in modalità virtuale. Alessio aveva difficoltà a distinguere il predicato verbale da quello nominale e ora nell’esercizio sul predicativo del soggetto non ne sbaglia una; Marzia non azzeccava neanche un minimo comune denominatore e adesso svolge espressioni con frazioni, potenze, parentesi tonde, quadre e fratte; Lorenzo all’improvviso consegna in una manciata di giorni disegni di Arte simili ai paesaggi di Monet. 

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Vivalascuola. La tragedia della pandemia e la farsa della “didattica a distanza”

La scuola italiana, chiusa per l’emergenza sanitaria, ha attivato ove possibile la didattica a distanza. 6,7 milioni di studenti ne sono raggiunti, mentre 1,6 milioni non ne possono usufruire. Ricorriamo a tutti i mezzi a disposizione per non interrompere la relazione educativa con i nostri allievi. Ma adesso che la stiamo praticando lo possiamo dire per esperienza: la didattica a distanza non è scuola, la scuola richiede prossimità. Diciamolo chiaramente per sconfiggere, dopo il coronavirus, il virus dell’ignoranza e della diseducazione. Sul tema vivalascuola propone una riflessione di Giovanna Lo Presti e, tra i numerosi materiali disponibili in rete, le riflessioni-esperienze di Paolo Piccolella e Flavia Franco. Qui testimonianze da scuola primaria, secondaria, corsi serali.
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