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Vivalascuola. Senza zaino

Questa puntata di vivalascuola è dedicata alla Scuola Senza Zaino, un modello didattico che parte dal basso e si sta diffondendo attraverso il passaparola. Senza Zaino prende le mosse dalla “Giornata della Responsabilità” organizzata in una scuola di Lucca nel 1998. Ufficialmente parte nel 2002 adottando il metodo dell’Approccio Globale al Curricolo come modello di innovazione metodologico-didattica. Molte scuole, in tutte le regioni d’Italia, hanno scoperto che era possibile aderire a questo metodo e introdurre un vero e profondo cambiamento nella scuola pubblica. Si è venuta costituendo così la Rete Nazionale delle scuole SZ. Con SZ, come con altre esperienze innovative, è la scuola che si muove controcorrente senza aspettare le direttive di chi governa, grazie alle sensibilità, al coraggio e alle intuizioni delle persone, oltre l’istituzione e le sue derive (vedi qui e qui). In questa puntata di vivalascuola Donata Miniati illustra il modello Senza Zaino e intervista il suo ideatore Marco Orsi, le maestre Ginetta Latini, Loredana Facchinetti, Beatrice Damiani e Simona Valle della scuola di via Brunacci a Milano presentano il loro lavoro e ne indicano aspetti positivi e criticità, mamme e bambini prendono la parola per dire la loro esperienza. Continua a leggere

Vivalascuola. Come si formano i maestri

Abbiamo accolto la provocazione di Luigi Monti e della sua lettera aperta agli studenti di Scienze della Formazione che per gentile concessione della redazione della rivista “Gli Asini” di seguito riproduciamo. E abbiamo da parte nostra invitato i giovani laureati Magda Dabrowska, Emanuela Del Gatto e Andrea Tonti a raccontare la loro esperienza. Per favorire un confronto più ampio presentiamo anche le testimonianze di Anna Celso e Nives Camisa, riguardanti la formazione dei maestri negli anni 80 e 70.

Lettera aperta agli studenti di Scienze della formazione
È impossibile non avvertire, per chi si occupa di educazione e intervento sociale, un senso di orfanezza nei confronti di quello che dovrebbe essere il punto di riferimento teorico “naturale”: il pensiero pedagogico. Continua a leggere