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Diego Caiazzo: una scrittura corallina

di Giorgio Galli

L’ironia e la leggerezza non devono far pensare a una poesia priva di passione. Al contrario, Il sistema solare di Diego Caiazzo (Diogene Edizioni, 2020) raccoglie limpide dichiarazioni d’amore e ustionanti riflessioni sulla malattia e la morte, snoda l’epica di un campione di scacchi degli anni Venti e dipinge scenari della Seconda guerra mondiale, quando il padre del poeta serviva in Marina. La pace che emana da questa poesia è la pace della sua forma. Una forma che si realizza  in un’apparente rinuncia alla musica del verso che in realtà è scelta di una musica discreta, misurata eppure infallibile -si provi a cambiare qualcosa nella versificazione di queste poesie: si avvertirà subito qualcosa di stonato, la magia andrà subito persa- e poi scelta di un linguaggio privo di attriti, che smussa le punte espressive. È una scrittura per sedimentazione questa, una scrittura corallina, che se deve far ricorso a un termine insolito lo cerca nel lessico scientifico piuttosto che in quello letterario; che se deve trovare un’immagine la cerca nel mondo degli scacchi, grande passione dell’autore, o in quello della musica, altra sua passione, o la attinge dalla vita quotidiana, ma mai ricorre a topoi letterari. Una scrittura lavorata per sottrazione e per straniamento, che parla la cosa piuttosto che la parola e che al tempo stesso colpisce per la pacatezza della sua parola.  

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Diego Caiazzo, “Il sistema solare”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Diego Caiazzo, Il sistema solare, Diogene Edizioni, 2020 (prefazione di Valentina Di Cesare)

Una volta, quando ero al primo anno di università, feci un sogno. Ero nella cucina di casa mia, che ha un pavimento a mattonelle quadrate bianche e nere, come una scacchiera, e stavo per dare un esame davanti a una commissione universitaria. La materia era quanto mai singolare: “teologia privata”. Ovviamente l’assonanza era con il diritto privato che stavo studiando, ma non ho mai capito che c’entrasse la teologia – e soprattutto che senso potesse mai avere il suo essere “privata”.

Leggendo Il sistema solare di Diego Caiazzo forse sono arrivato a intuirlo. Sì, perché il secondo poemetto poetico-narrativo dell’autore pomiglianese (dopo La via lattea, Lupi Editore, 2017), è capace di prendere per mano il lettore e di condurlo in un percorso che collega le profondità cosmiche alla semplicità dei gesti e dei pensieri di ogni giorno, nella loro normalità che si estende su uno spettro capace di andare dall’intimità di pensieri su amore, poesia, guerra, sport (a proposito, Caiazzo è maestro di scacchi, e adorerebbe senz’altro la mia cucina) e sullo scorrere del tempo, ai temi del dolore, della perdita e della morte. Ecco i primi versi, che dettano fin da subito il tempo musicale e concettuale di tutta l’opera: Continua a leggere

“LA VIA LATTEA”, DI DIEGO CAIAZZO

Testo introduttivo di Giovanni Agnoloni

Da poco uscito per Lupi editore, La via lattea è l’esordio letterario (su carta, almeno, ché in Rete l’autore era già presente) del poeta Diego Caiazzo. Abile e profondo tessitore di parole e stati d’animo, in questo poemetto raccoglie una serie di visioni interiori e di mondo che attingono al suo vissuto personale come alla storia recente italiana e internazionale, con particolare attenzione per gli universi della musica e del gioco degli scacchi, di cui è Maestro.

Seguono la prefazione di Franz Kraushpenhaar e la mia postfazione. Curatrice del libro, è stata Valentina Di Cesare.  Continua a leggere