Vivalascuola. Sono un insegnante di sostegno

Mi piace contrastare una percezione comune che svaluta questo ruolo ed è per questo che preferisco definirmi «insegnante di sostegno». Mi asterrò, in questa sede, dal commentare il fatto che il mestiere dell’insegnante di sostegno sia sempre di più, nel nostro Paese, uno strumento di accesso alla professione, e non un’evoluzione, un avanzamento di carriera, alla quale accedere a seguito di opportune prove psicoattitudinali e di studi formali. (Paolo Fasce)

I nuovi miracoli italiani: dal risveglio delle coscienze alla dilatazione del tempo
di Tullio Carapella

Sarà per le sentenze della Magistratura o per la Gelmini in forma smagliante delle ultime settimane, sarà ancora perché alla Camera, dai banchi della maggioranza, si è dato della “handicappata di merda” ad una deputata affetta da amiotrofia spinale, fatto sta che pare verificarsi un mezzo miracolo: tanti hanno cominciato ultimamente ad interrogarsi sul tema “disabilità” ed, in particolare, sul tipo di sostegno che nelle nostre scuole si riesce a garantire. Continua a leggere

Vivalascuola. Più disabili meno sostegno

In tutta Italia notizie di classi con sei o sette alunni disabili: è disattesa la norma della finanziaria 2008, che prevede un rapporto di 1 a 2 tra insegnante di sostegno e alunno disabile, e il Ministro si smentisce. Intanto si confermano tagli al sostegno in tutta Italia, dalla Sardegna alla Sicilia, dalle Marche a Torino, da Firenze a Reggio Calabria, da Milano a Livorno, da Vicenza a Bolzano. Malgrado le promesse del ministro Gelmini. Che è nuovamente bocciato dal Consiglio di Stato. E sotto ispezione del Ministero dell’Interno.

Una lettera di due genitori di Catania

Siamo Giovanni e Francesco, genitori di Mario e Michele, ragazzi disabili iscritti alla scuola primaria, con grande sofferenza abbiamo deciso di scrivere questa lettera. Continua a leggere