Vivalascuola. Detachment – Il distacco: note su un film e su una malattia

detachment volto vuoto

Negli ultimi 20 anni si è passati dalle permissive baby-pensioni al sistema previdenziale odierno, senza la benché minima valutazione della salute della più numerosa categoria professionale… Solo nel giro dell’ultimo anno si sono avuti: la cancellazione della dispensa dal servizio per i docenti inidonei all’insegnamento; l’abolizione del ricorso alla causa di servizio nel pubblico impiego; il demansionamento nel ruolo ATA sempre per gli insegnanti inidonei… Una sorta di accanimento – ai limiti dell’incostituzionalità – sui “deboli“, resi tali da malattie sviluppate durante il lavoro, dopo aver tolto loro anche la possibilità di richiedere un indennizzo a titolo di risarcimento. Una netta inversione di marcia deve essere attuata dalla politica governativa nei confronti della scuola e dei suoi protagonisti: gli insegnanti. (Vittorio Lodolo D’Oria)

Detachment – Il distacco: note su un film e su una malattia
di Renata Morresi

A metà del film c’è l’episodio del gatto. Il ragazzo con l’apparecchio – un ragazzo dolce, coi capelli mossi che gli cadono sulle spalle – lo prende in braccio con cura. È a scuola, all’aperto, davanti la palestra. Continua a leggere

Vivalascuola. Riti & detriti

La scuola dell’autonomia ha subito dal 2000 in poi una costante riduzione di personale… Questo impoverimento di risorse professionali diventa un allarme sociale dopo il piano di cui all’art. 64 della legge 133/2008. Le previsioni di bilancio, infatti, danno… circa 87.000 docenti e 45.000 Ata in meno. Questi tagli sono inaccettabili e forieri di ulteriori sofferenze per la qualità della scuola pubblica. La qualificazione e la valorizzazione del lavoro di tutto il personale che svolge, dopo l’autonomia, maggiori compiti con meno risorse umane diventano fattori imprescindibili. Alleggerire i carichi di lavoro del personale, poi, significa migliorare la qualità del servizio scolastico a vantaggio degli alunni (vedi qui).

Riti & detriti
di Anna Leoni

Il collegio docenti
E’ obsoleto quanto un mammut, testimonianza di antichi splendori democratici, e sopravvive a se stesso in una parvenza di senso, come evento mondano noioso, inevitabile ma a volte anche piacevole se ci vai con lo spirito giusto: una specie di festa di prima comunione di nipoti lontani. Continua a leggere

Vivalascuola. Malati di scuola

Penso. A domani. Il rito degli scrutini, dopo il rito degli esami per il recupero del debito: ragazzi con carenze diffuse accumulate in più anni sottoposti a corsi brevi e frammentati… Penso. A dopodomani. Assegnazione delle cattedre; collegio docenti. E poi ancora, riunione per materie. E così via, fino al giorno in cui ci verrà chiesto di rientrare in classe, in questa estenuante preparazione di inizio settembre. Penso. All’anno che verrà. Agli anni che sono passati… Penso. A una società che ancora viaggia sull’idea che gli insegnanti lavorino 4 ore al giorno e abbiano 3 mesi di vacanza. Mediamente torno a scuola 3-4 pomeriggi a settimana. Quando non torno ho valanghe di lavori da correggere: da sempre i miei studenti ogni 10 giorni sono chiamati a scrivere un saggio breve, un articolo di giornale, una relazione. Oltre ai proverbiali compiti in classe. Ma d’altra parte si sa: a scrivere si impara scrivendo. E discutendo le correzioni. Su 3 classi, circa 2500 lavori corretti ogni anno (Marina Boscaino, qui).

Burnout e disagio ambientale a scuola
di Giovanna Lo Presti

Fra i molti limiti dei tentativi di riforma scolastica negli ultimi due decenni il più grave è l’aver totalmente eluso il problema principale Continua a leggere