Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: bischerata per grulli

Dal 3 settembre è disponibile il documento La Buona Scuola di Renzi e Giannini, oggi parte la “consultazione“. Niente di nuovo: petizioni di principio, descrizioni della scuola come dovrebbe essere, totale messa tra parentesi dello stato di fatto e completa omissione di qualsiasi soluzione dei problemi reali della scuola reale, accompagnati dal basso continuo costituito dal ritornello che intreccia meritocrazia, privatizzazione, precarizzazione della condizione di lavoro: queste ultime, sì, un pericolo reale. “Io mi oppongo” è un ottimo punto di partenza per cominciare a respingere i vapori oppiacei con cui chi comanda cerca di inebetirci. E’ l’augurio di vivalascuola per il nuovo anno scolastico 2014-2015. Continua a leggere

Vivalascuola. A.s. 2013-2014: fumo e niente più

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2013-2014, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno scolastico di Tullio Carapella, ricordando che su vivalascuola si può leggere un bilancio degli anni scolastici da Gelmini a Giannini: 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. Docenti di lingua-cultura italiana, precari e bistrattati all’estero

L’Italia esporta la sua scuola nel mondo con gli Istituti Italiani di Cultura all’Estero. Quindi, anche lì, i mali dell’Italia e della sua scuola: precarietà dei docenti e abolizione dello stato di diritto, corruzione e familismi, spregio per la cultura e tagli indiscriminati. In questi giorni gira in rete un appello per salvare dalla chiusura 8 Istituti Italiani di Cultura. Non basta salvare gli IIC, vanno cambiati da cima a fondo. Visto l’interesse comune per le tematiche trattate, questo articolo viene pubblicato simultaneamente da Carmilla, Minima et Moralia e La poesia e lo spirito / Vivalascuola.

Docenti di lingua-cultura italiana, precari e bistrattati all’estero
di Fabrizio Lorusso Continua a leggere

Vivalascuola. Precariato nuova schiavitù

L’istruzione richiede continuità, cura e perseveranza. Anche il governo dell’istruzione. In Italia invece un governo cade prima che sia riuscito ad approvare una legge – il decreto L’istruzione riparte – a prescindere dai meriti della legge. La precarietà è una situazione tipica della scuola italiana, che non riesce a essere una scuola “normale“, così come l’Italia non riesce a essere un Paese “normale“. Insomma, Italia precaria, scuola precaria. In questa puntata di vivalascuola Carlo Seravalli legge i numeri annunciati dal ddl L’istruzione riparte, indice di una politica che non risolve la precarietà ma la crea; Emanuele Rainone riflette sulla condizione dell’insegnante precario; Marina Boscaino presenta la precarietà come la nuova schiavitù. Continua a leggere

Vivalascuola. Ssis, Pas, Tfa: a che pro?

Le promesse della ministra Carrozza di “riportare gradualmente l’investimento almeno al livello medio dei Paesi OCSE (6% del PIL)” sono un lontano ricordo. Il decreto “L’istruzione riparte” assegna alla scuola 400 milioni in 3 anni, mentre le sono stati tolti 8 miliardi nel triennio Gelmini. Non sono state riparate le incostituzionalità dei tagli operati dall’ex ministro Gelmini e del dimensionamento scolastico. Il nuovo anno scolastico comincia con la sensazione che in Italia nulla possa cambiare. A tutti buon anno scolastico 2013-2014! Nonostante tutto.

La ministra inaugura l’anno scolastico esortando: “Ragazzi, siate ribelli e non accettate le cose come sono“. Proveranno a farsi sentire il 26 settembre i laureati che hanno frequentato i TFA, il perché ce lo dicono Renata Morresi e Eleonora Tamburrini. L’11 ottobre manifestano gli studenti medi, il 12 ottobre coloro che hanno a cuore la Costituzione. Perché “Non c’è più tempo“.

Di cosa parliamo quando parliamo di Tfa
di Eleonora Tamburrini

è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene, una formalità

Non ultima tra le cose di minor conto viene la reazione della gente. Spiegare ai non addetti ai lavori cosa sia stato il Tfa e cosa significhi adesso non è semplice. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola non è una merda

“La scuola sarà sempre meglio della merda” (Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa).

Sarà lotta durissima. Basta alla follia di questo governo e al suo disprezzo per scuola e insegnanti“: a dirlo è uno dei sindacati più moderati della scuola. Altri parlano di “impazzimento“, “abuso“, “barbarie“. Si riferiscono a quanto contenuto nell’art. 3 della bozza di quella ennesima finanziaria mascherata chiamata Legge di stabilità 2013: “A decorrere dal 10 settembre 2013 l’orario di servizio del personale docente della scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali“. A questo punto Fatti, non parole: i docenti si sveglino” è l’esortazione di Giuseppe Caliceti. Ma è necessario che “gli insegnanti non si battano soltanto contro le 24 ore; si battano perché la scuola viva” avverte Giovanna Lo Presti. Anzi “È ora che si ribellino non contro questo o quel singolo provvedimento, ma contro l’intero complesso delle norme che, almeno a partire dal 2008, sono state varate” dice Girolamo De Michele.
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Vivalascuola. Concorso, Tfa e figli di nessuno

I figli di nessuno sono i giovani e i meritevoli, i neolaureati, i trentacinquenni iscritti al Tfa, i docenti precari già abilitati inseriti nelle graduatorie. Ma il concorso non era fatto per giovani e meritevoli? Come dicono il ministro Profumo e i suoi portavoce? In realtà giovani e meritevoli sono esclusi dal nuovo concorso, mentre i docenti già abilitati per aver vinto un concorso dovranno rifarlo. Inoltre: i posti previsti dal concorso (11.000 in tre anni) sono inferiori persino al piano predisposto dalla Gelmini (fino a 22.000 per anno) e non copriranno neanche i pensionamenti. Come dice Giovanna Lo Presti citando Shakespeare: “Schifo! Schifo!” (Amleto, atto I, scena II).

Si bara, si bluffa, si recita a soggetto: è il concorso truffa
di Emanuele Rainone

La scuola pubblica statale è il principale luogo di formazione della cittadinanza e di trasmissione dei valori di civiltà della nostra Costituzione. Bene: lo Stato Italiano riserva agli insegnanti e al personale della scuola un trattamento incivile Continua a leggere

Vivalascuola. 10 e 1 volta: buon anno scolastico!

Dieci e una volta: buon anno scolastico! Perché al popolo della scuola oltre all’attività fondamentale di insegnamento-apprendimento spetta difendere la scuola pubblica dalla débâcle a cui l’hanno condotta le politiche governative. Introdotti da Marina Boscaino, presentiamo 10 punti per cui battersi: se ne parlerà il 23 settembre a Roma. Ringraziamo per averli presentati per vivalascuola Anna Angelucci, Stefano Bonaga, Cosimo Forleo, Valerio Gigante, Luca Kocci, Roberta Roberti, Antonia Sani, Marcello Vigli, Giancarlo Vitali “Ambrogio”.

Gridare il dissenso e pensare – e fare – un’altra scuola
di Marina Boscaino

Da quanti anni la scuola non trova pace? Considerando il tempo della mia vita professionale, siamo passati – dal concorsone di Berlinguer – attraverso le 3i di Moratti, il “cacciavite” di Fioroni, la “semplificazione e razionalizzazione” di Gelmini; attraverso, cioè, aberranti stravolgimenti volontari della funzione della scuola nel nostro Paese Continua a leggere

Vivalascuola. Bellezza tra parole non perfette

“Insegno in un carcere, tra detenuti che hanno alle spalle storie diverse, ma che sono buoni ascoltatori di poesia. In carcere la buona novella si diffonde meglio che nei rumorosi licei milanesi dove tutto si fa tranne che ascoltare. E’ un luogo di estrema libertà, dove non ci sono ingerenze ministeriali e c’è un rapporto frontale, personale con l’essere umano e con la sua voglia di redenzione. Naturalmente in prigione ci sono anche gli inguaribili, non bisogna idealizzare i carcerati. Ma per quelli che sono incamminati verso l’espiazione e la purificazione di sé la poesia è uno strumento” (Milo De Angelis, qui)

La poesia in carcere
Intervista a Maddalena Capalbi di Nadia Agustoni

Maddalena Capalbi tiene da cinque anni un laboratorio di poesia nella Seconda Casa di Reclusione di Bollate. Un laboratorio che vede ogni anno aumentare la presenza dei detenuti e il loro interesse verso la scrittura poetica. Continua a leggere

Vivalascuola. Arrivano i buoni

Docenti comunisti che inculcano agli studenti valori contrari a quelli delle famiglie, libri di Storia faziosi che denigrano il premier… Andiamo a vedere cosa succede in una regione dove governano i buoni: ad esempio il Veneto.

Come falsificare la Storia e distruggere un tessuto civile: il caso Veneto
di Roberto Plevano

Partiamo dai programmi di Storia: davvero le foibe non sono mai esistite?

I programmi di storia dell’ultimo anno delle scuole superiori comprendono i drammi e gli interrogativi del confine orientale nel Novecento: la tragedia delle foibe e dell’espatrio di tanti Giuliani, checché ne dica Mario Giordano (il Giornale del 28 febbraio 2011, lo stesso numero che offre ai suoi lettori il “testamento politico” di Mussolini). Continua a leggere

Vivalascuola. Sono un insegnante di sostegno

Mi piace contrastare una percezione comune che svaluta questo ruolo ed è per questo che preferisco definirmi «insegnante di sostegno». Mi asterrò, in questa sede, dal commentare il fatto che il mestiere dell’insegnante di sostegno sia sempre di più, nel nostro Paese, uno strumento di accesso alla professione, e non un’evoluzione, un avanzamento di carriera, alla quale accedere a seguito di opportune prove psicoattitudinali e di studi formali. (Paolo Fasce)

I nuovi miracoli italiani: dal risveglio delle coscienze alla dilatazione del tempo
di Tullio Carapella

Sarà per le sentenze della Magistratura o per la Gelmini in forma smagliante delle ultime settimane, sarà ancora perché alla Camera, dai banchi della maggioranza, si è dato della “handicappata di merda” ad una deputata affetta da amiotrofia spinale, fatto sta che pare verificarsi un mezzo miracolo: tanti hanno cominciato ultimamente ad interrogarsi sul tema “disabilità” ed, in particolare, sul tipo di sostegno che nelle nostre scuole si riesce a garantire. Continua a leggere

Vivalascuola. A che punto è la scuola

Primo giorno di scuola:
che cosa cambia.
I numeri della
“nuova” scuola.
Le ultime dal governo,
le ultime dalla scuola.

Anno scolastico 2010-2011: rivoluzione a scuola?
di Donato Salzarulo

Giovedì 9 settembre. Compro i soliti giornali. La copertina di SETTE, il magazine del Corriere, ha in prima pagina la fronte e gli occhi verdemiele di un’adolescente mentre scruta un libro aperto all’altezza del volto. Sotto a caratteri cubitali SCUOLA e il sottotitolo: “il manuale della rivoluzione”. Caspita. Sapevo che non era un pranzo di gala, ma far passare per “rivoluzione” ciò che accadrà quest’anno nelle scuole medie superiori è davvero troppo. Le parole possono essere usate per le operazioni più spudorate. Continua a leggere

Vivalascuola. “Chi fa politica lasci la scuola”

Gli insegnanti non dovrebbero parlare, i presidi non dovrebbero parlare, i giornalisti non dovrebbero parlare, i magistrati non dovrebbero parlare, l’opposizione non dovrebbe parlare… Il 3 ottobre sciopero dei precari della scuola e manifestazione per la libertà di stampa.

Qui non si fa politica. Stiamo lavorando per voi

di Donato Salzarulo

«Dopotutto la gente sembra capace di credere qualsiasi cosa.» (G. Rey, 1996)

1. – 14 Settembre 2009. Primo giorno di scuola. Mi sveglio quasi all’alba. Ho addosso un’eccitazione che mi porto nell’anima da bambino. Ora sono dirigente. Continua a leggere

Vivalascuola. A piccoli e grandi passi: che fare?

Qualche informazione per conoscere meglio il ministro della Pubblica Istruzione. La mappa delle proteste. Una buona notizia da Napoli. Una lettera al ministro. Tre scioperi della scuola: il 3, il 9 e il 23 ottobre. Un appello di docenti in difesa della scuola pubblica.

A piccoli e grandi passi: che fare?
di Tullio Carapella

“Che ne sarà di noi? Della nostra scuola?”
Eccoci di nuovo qua.
L’estate è stata strana per il popolo della scuola, anche sotto gli ombrelloni molti non hanno smesso di chiedersi “Che ne sarà di noi? Della nostra scuola?”, Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola precaria


Una strategia diversa: fuori dal chiuso dei Collegi Docenti

Quando vado al presidio degli insegnanti precari, iniziato il 1° settembre davanti all’Ufficio Scolastico di Milano di via Ripamonti, trovo: il gazebo, i tavoli su cui alcuni insegnanti lavorano preparando dei cartelli, le tende per la notte piantate attorno, in un angolo i sacchi di plastica per la raccolta differenziata dei rifiuti. Su un albero è appeso un foglio con i turni di presenza e una sommaria programmazione delle attività: Continua a leggere

Vivalascuola. Vita da prof

“Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in più, in Finlandia 16 mila in più. La media Ocse è superiore ai 40 mila euro l’anno” (on. Maria Stella Gelmini, qui).

“Dall’1 settembre il mondo della paura si spalancherà per tutti quelli che come me hanno fatto della scuola la propria ragione di vita e di lavoro: 42.000 persone che da settembre non lavoreranno più, schiacciate dalla logica brutale e stracciona di chi svende il futuro del Paese, che è la scuola nel suo essere pubblica e di qualità” (Rossella Zelioli, insegnante precaria, qui).

(Il prossimo lunedì vivalascuola sarà in vacanza. Ritornerà lunedì 20 aprile. Buona Pasqua a tutti)

Storia minima
di Alessandro Cartoni

Venerdì sera. Sbarbato di fresco. Quasi calmo.
Passo davanti all’istituto in macchina, col ghigno di chi indossa i vestiti curiali del weekend. Lo guardo appena, l’istituto superiore “De Amicis”, il carcere bruto che mi affama e mi deprime per cinque giorni a settimana. Continua a leggere

Viva la scuola. Il precariato non è un’emergenza, è un’idea di scuola e di società

Precarietà delle strutture, precarietà dei fondi, precarietà dei lavoratori… di precarietà si muore (qui e qui). La legge Finanziaria per il 2009 approvata alla Camera e al Senato conferma i tagli per la scuola. E taglia anche il Ministro. Mentre piovono denaro pubblico sulle scuole private e “sussidi” alle famiglie benestanti. Questa è la foto dell’emergenza, e questa

Precario e mazziato
di Francesco Accattoli

Sin dai tempi della specializzazione all’insegnamento non mi aveva mai spaventato l’idea che dovessi farmi quei quattro o cinque anni di gavetta, di apprendistato, di anticamera. Continua a leggere