Dalla gola del leone

di Domenico Lombardini

Voce tuono fulgore

oggi silenzio non il clangore

metallico dei tuoi eserciti schierati –

il residuo ferrigno lisciviato

dalle piogge fu il sangue

di chi credé nel Dio supplice

il Dio che acconsentì a ridursi a uomo

inumandosi nella carne

giacendo coi morti.

Quella carne primizia

di colliquazione in vita

il cui lezzo ci fa inorridire

su queste ossa ancora viva

la stessa carne adorna

dei bei corpi

di donne e uomini

di bimbi festanti

nella festa della vita.

Niente, nulla vale

il dolore irredento –

e non basta alla salvezza

il presentimento ma di Dio

la personale conoscenza.

Voce tuono fulgore

oggi scandalo non il furore

adamantino di chi ti annunciò –

la tepidezza è inconseguente

al tuo orizzonte di salvezza

vituperio delle genti

scherno del mondo

dall’Areopago all’empiria –

ancora e ancora ci sarà detto

Su questo punto ti sentiremo un’altra volta –

al tuo potente Thalita kumi

proporranno una scrollata di spalle

gli adoratori del nulla.

Esiliato è così dal mondo

Cristo e noi con Lui 

nel disegno del Padre

fallimento e gloria

oscuramente coincidono.

E nella sequela che è vita

da stranieri abitando il mondo

attraversando randagi una città

immagine dell’oltreumano

come frenetici scorgiamo

segni sicuri delle cose ultime

come i primi atti della parusia –

che la giustizia di Dio deflagri infine

minutando maggesi, terre incolte

separando cosa da cosa, uomo da uomo;

che sia strage tra gli iniqui

i conniventi, i tiepidi

e che il piccolo resto del popolo di Dio

gli umili, i semplici

venga risparmiato all’ultimo momento

già sbrindellato, smembrato

scampato a stento dalla gola del leone.

IL RITORNO DEL PADRE EDIPICO. PERCHÉ DOVREMMO ESSERE UOMINI CASTI.

di Domenico Lombardini



Papa Francesco è agli antipodi del padre edipico: “Chi sono io per giudicare”, disse il pontefice riferendosi agli omosessuali. Non è un padre legislatore, che legifera; non è un padre governatore, che fa rispettare la legge; non è un padre giudice, che giudica e condanna i colpevoli. In effetti, non sembra essere padre tout court. Vapuntualizzato che secondo il Vangelo, Gesù Cristo non venne per annullare la legge dei padri ma per emendarla e per compierla; con lui non venne un caos anarchico ma una nuova libertà, che dalla legge tuttavia promana: una libertà dura da portare, certo, come ogni libertà radicale; e poi che ognuno porti la sua croce. Sebastian Franck ci ammonisce: Il Cristo del mondo è l’anticristo di Dio, e viceversa. Tutto nel mondo è stato fatto contrario al Regno dei Cieli, perché così piacque a Dio; ed ecco perché vi mando come agnelli fra i lupi. Guardatevi da chi occulta lo spigolo duro della realtà, da chi con toni accomodanti e amichevoli vorrebbe cattivarsi le nostre simpatie, da chi ci costringe a sognare in un giardino incantato (De André).

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Vincenzi e Genova

di Domenico Lombardini

Allora, riassumiamo. Qui a Genova, a detta della sindaca (già in questa autodenominazione sulla cartellonistica cittadina vi è il sintomo di qualche stortura caratteriale: perché mai enfatizzare il fatto sono-donna-e-sindaco? I risultati del femminismo e del post-femminismo sono sotto gli occhi di tutti, solo i ciechi non vedono), c’è stato un evento straordinario non prevedibile. Poi rivendica il fatto che, in quanto vigente l’Allerta 2 già da ieri, era implicito, a suo dire, che la gente fosse al corrente della gravità della situazione. Continua a leggere

Nuove armi

di Domenico Lombardini

Gli effetti immediati di una guerra, a prescindere dall’oggettività delle fonti giornalistiche in loco e dalla reale possibilità che queste hanno di riferire sugli eventi bellici, sono spesso riportati in termini ponderali, quindi misurabili: numero di morti e di feriti, danni agli edifici e alle infrastrutture, ecc. Un simile approccio è ben più problematico, invece, quando gli effetti sotto studio sono quelli a lungo termine sulla salute dei sopravvissuti. Questo è in gran parte dovuto alla difficoltà intrinseca di studi condotti sul posto, che sono invìsi alle forze occupanti, e alla natura stessa di questi studi, i quali necessitano di lunghi periodi di follow-up, un numero elevato di campioni, personale altamente specializzato per la raccolta dei dati ecc. Un gruppo di ricercatori italiani ed esteri ha appena pubblicato su una rivista scientifica internazionale i risultati di una ricerca, del tutto inedita come approccio e sui generis, sugli effetti delle nuove armi usate dall’esercito israeliano a Gaza nelle operazioni militari del 2006 e 2009, e i dati che ne derivano sono allarmanti. Continua a leggere

Economia

di Domenico Lombardini

(certo che si potrebbe fare

lì all’entrata un bell’archetto.

l’intonaco fresco è un

bel vedere, e anche questo

odore di calce fa

pensare al nuovo. mi

accanisco sulle asperità

levigando furiosamente

con carta vetrata la parete.

la polvere caduta la accumulo

ordinata assieme al resto).

sopra la pietà ho costruito la mia casa,

questa pietra presto friabile, fatta

poltiglia colloidale dalla volubilità

degli eventi. vagotonìa

della storia, si direbbe. o sinusalità

delle fortune. o virata capricciosa

dell’entropia del sistema, a manca,

a destra, da mane a sera, di decennio

in decennio, in secula seculorum, sui poveri dirocca. gli edifici

si trattengono in piedi grazie a un’inspirazione

trattenuta, come mantici, tutto stante in apparente docilità,

si attende la caduta,

l’eco roboante. la cecità,

il cupio dissolvi sono una

scelta coerente. ci si immerge

nell’oblio vivi, la testa nella pece bollente. ho

le unghie consumate, le mani nude.

la parete vuole essere levigata, la casa curata, tutto

pretende una speciale attenzione, e non ho pace; le cose

consumano i viventi. ho imbrattato

tutto di sangue, l’èscara alle nocche

non mi duole come dovrebbe, l’analgesia

precede di poco la morte, un millesimo di secondo

per cui: sia grazie a Dio. correnti catarrine

si frangono, lasciano rivoli sbavanti, cascano

sui ruderi da cui provengono, non

miscibili, questo è certo, con il mare

di sperma che guizza con spasmi pelvici

e spasimi riproduttivi, di là, dal mare,

in aneliti di infinito, di innocente

rabbia.

L’ordine naturale delle cose, di Domenico Lombardini

L’ordine naturale delle cose

abituazione

quello che c’è contorna e include;
poiché medium, fa velluto di tocchi;
la pelle assuefatta non sente, abituata.
le elitre, le graziose venature ambrate,
le fimbrie: pelle non sente
se non cute penetrata,
e pungiglione. il reticolo nocicettivo
non si cura di piccolezze, risolve
solo il dolore che serve, a suo gusto,
i tocchi giusti. dài a un cane dosi crescenti
di chinino o arsenico, non si è mai
troppo malati. la cecità è idiopatica. – lo sapevi?
il dolore non ha alcun meccanismo attenuativo,
come se ne valesse della vita – il soffrire. Continua a leggere

L’ordine naturale delle cose

abituazione

quello che c’è contorna e include;
poiché medium, fa velluto di tocchi;
la pelle assuefatta non sente, abituata.
le elitre, le graziose venature ambrate,
le fimbrie: pelle non sente
se non cute penetrata,
e pungiglione. il reticolo nocicettivo
non si cura di piccolezze, risolve
solo il dolore che serve, a suo gusto,
i tocchi giusti. dài a un cane dosi crescenti
di chinino o arsenico, non si è mai
troppo malati. la cecità è idiopatica. – lo sapevi?
il dolore non ha alcun meccanismo attenuativo,
come se ne valesse della vita – il soffrire. Continua a leggere