Poesia e preghiera


È un libretto prezioso questo “Poesia e preghiera”, redatto da Edoardo Albinati, Sauro Albisani, Francesco Dalessandro, Gianfranco Palmery, Giovanna Sicari e Domenico Vuoto, che si confrontano su un tema inesauribile, per certi aspetti insondabile, e forse proprio per questo concentrato in quaranta, intense pagine. Continua a leggere

Mute voci mute, di Rodolfo di Biasio


di Domenico Vuoto

In cosa consiste la moralità della parola letteraria, se non nell’obbligo dell’esattezza, dell’assenza di compiacimento, della ricerca inesausta di un ordine (e dunque di un senso e della memoria che lo custodisca) nel caos e nel deperimento verbale ed etico che assediano la nostra esistenza quotidiana? Continua a leggere

Domenico Vuoto, Nessuna direzione

Vuoto
di Marco Lodoli

L’arrivo delle tenebre sulla metropoli imbiancata

Leggendo Nessuna direzione di Domenico Vuoto (nome autentico o pseudonimo crepuscolare?) viene da domandarsi come mai alcuni veri scrittori rimangono pressoché invisibili, come mai non hanno avuto riconoscimenti che meritano. I tre racconti di questo esile libretto sono ambientati nei giorni della neve del 2012, quando tutta Roma si fermò imbiancata e stupita. E in questa pausa qualcuno esce dal ritmo inconsapevole del tempo e incontra la sua verità, quasi sempre dolorosa, accecante, fatale. Continua a leggere

La specie dominante, di Nicola Bultrini

Specie dominante
di Domenico Vuoto

La poesia è luogo elettivo di accoglienza: di altra poesia, di vitali contaminazioni linguistiche e, innanzitutto, di sentimenti capaci di irradiarsi e comprendere la vasta comunità umana.
È, nei fatti, punto di incontro di esperienze e percorsi finalizzati a una nominazione veridica degli oggetti del reale e a un loro affidamento di senso. Compito altamente impervio in tempi di decerebrazione diffusa e torpore e ottenebramento delle coscienze (indotti o meno), e tale da esigere azzardi e ostinata determinazione. Continua a leggere

Per Gianfranco Palmery

di Domenico Vuoto

Giorni fa se n’è andato in silenzio il poeta Gianfranco Palmery.

Lontano, per temperamento e scelta, dalle conventicole e convenzioni letterarie, dai clamori e dalle mode; nel silenzio, appunto, e in un riserbo orgogliosamente perseguito, si sono dispiegati i frutti di una sua appassionata attività poetica pluridecennale, dove la parola e il pensiero si affidano a una versificazione di straordinaria intensità e di esatta, musicale tensione lirica; a cominciare dalla prima breve raccolta, Mitologie, del 1981, per proseguire con L’opera della vita, Il versipelle, Sonetti domiciliari, Giardino di delizie e altre vanità, Medusa, L’io non esiste, In quattro, fino agli ultimi due libri, pubblicati da Passigli, Compassioni della mente (2011) e Corpo di scena (2013), intervallati da altra breve, bellissima, raccolta Amarezze – Madrigali e altre maniere amare (2012). Continua a leggere

Su Giulia Napoleone

Giulia Napoleone

di Domenico Vuoto

Le mani dell’artista

Quante volte è stato detto che le mani dell’artista sono l’estensione materiale del suo pensiero, il veicolo di sentimenti, emozioni – e esitazioni e dubbi – impliciti nell’attività creativa? Bisognerebbe aggiungere che esse costituiscono, già di per sé, visivamente, uno dei suoi tratti significativi. E che nella loro conformazione e geografia gestuale si condensa, per chi le osservi, un potere tale di suggestione da portarlo ad immaginare i percorsi e addirittura gli esiti del loro impiego. L’argomento, dicevo, è stato ampiamente esplorato, a cominciare dagli artisti stessi e in epoche anche lontane (penso a Leonardo che parla della mano come di un’interprete dell’animo). Continua a leggere

Gianfranco Palmery

Gianfranco Palmery, Compassioni della mente, Passigli 2011.

di Domenico Vuoto

Bisognerebbe stabilire una volta per tutte che l’organo infido per eccellenza del corpo umano non è certo il cuore, da sempre fatto responsabile di slanci e devozioni e però anche – e soprattutto – di inganni, abiure e catastrofi sentimentali. È il cervello. Del resto, non è necessario un suo studio approfondito (in riproduzione o dal vivo) per accertarsi della sua inaffidabilità: un intrico di circonvoluzioni che i solchi cerebrali rendono più nette nella loro impressionante morfologia labirintica. La mente è qui, qui sono il pensiero e gli impulsi che si irradiano in un organismo determinandone stabilità o vacillamenti, effimere ricomposizioni o conclusive disfatte. Continua a leggere