DON PAOLO FARINELLA – L’Italicum, un colpo di Stato

DA MICROMEGA

 

Abbiamo appena celebrato il 70° compleanno della Liberazione e due giorni dopo ci troviamo in piazza a difenderla da chi l’altro ieri l’ha insultata, festeggiandola con la retorica di rito con ghirlande e alloro. Ci vogliamo distinguere da costoro che svuotano la Resistenza, aboliscono la Liberazione, stravolgono la Carta Costituzionale che gli vieta di fare quello che stanno facendo e scegliamo di stare dalla parte della dignità e della legalità, difendendo la nostra sovranità popolare e rifiutando ogni forma di delega in bianco. Chi delega diventa complice e còrreo, chi si disinteressa lascia spazio agli incompetenti, ai corrotti e ai maneggioni. Non è più tempo di mugugno, ora è tempo di RESISTENZA.
Sì, VOGLIAMO RESISTERE al governo Renzi e a chi lo ha sostenuto fino a ieri e continua a sostenerlo, per il sopruso che sta commettendo in faccia al popolo italiano. La Legge elettorale e la riforma della Costituzione non sono materia di governo, ma appartengono di diritto al parlamento; non a questo parlamento che la Corte Costituzione, dichiarando illegittima la «legge porcata» che l’ha eletto, ha dichiarato anche, indirettamente, che esso è pure illegittimo. Questo Parlamento, pertanto, non può votare né la legge elettorale né la riforma costituzionale. Continua a leggere

Don Paolo Farinella – Il papato complice

DA MICROMEGA

Il papa per distrarsi un po’ dalla maretta che spira nei giardini del Vaticano, ha pensato bene di emigrare in uno Stato estero: Viene in Italia, anzi a Milano, meglio a Brezzo, come dire fuori porta. Sommerso dalle famiglie formato Mulino bianco, almeno in facciata, invita i politici a «non fare false promesse». Peccato che davanti avesse il Celeste Formigoni, Monti Mariong I che ormai di promesse se ne intende avendo superato il maestro e mèntore, che invece non si è fatto vedere. Silvio Berluscempio era impegnato nella costruzione con materiale lego dell’Italia Pulita: lui non va dove non può essere prima donna o primo cretino che gli riesce fin troppo bene. Continua a leggere

DON PAOLO FARINELLA – Il governo Monti, la Trilaterale e l’esproprio della democrazia

Ora lo sappiamo da fonte autorevole e non smentibile. Il governo Monti è il frutto maturo per l’Italia della politica della Trilaterale, il cui presidente italiano, Carlo Secchi, guarda caso anche lui ex rettore della Bocconi dichiara al Fatto Quotidiano in una intervista (26-04-2012 p. 9) dichiara, apertis verbis: «Noi della Trilaterale siamo contenti di Monti» e aggiunge che quando il presidente della repubblica Giorgio Napolitano incaricò Monti di formare il governo, essi [la Trilaterale] erano riuniti e appresero in diretta la nomina, godendone come gatti in calore. Egli chiama Monti Mario, «il nostro reggente europeo». Questo signore oltre che Trilaterale è anche consigliere di amministrazione di sei società, tra cui Mediaset. Come si può pensare che abbia un giudizio politico ed economico indipendente? Non può né lui né Monti, né il suo governo. Continua a leggere

Cattolici moderati? Oiboh! di Don Paolo FARINELLA

DA MICROMEGA

 

Machiavelli oggi farebbe la figura di una novizia verginella davanti ai marpioni che fingono di essere ciò che non sono per abbindolare consapevolmente i creduloni, in nome della religione, usata come vestito per tutte le stagioni. Essi amano tramare nell’ombra, ma non tanto da restare nascosti, ma quanto basta per farsi riconoscere e fare trapelare l’idea che bisogna votare per«i moderati».

Moderati! Altra parola magica o truffaldina. Non ho mai capito perché i cattolici debbano essere moderati, in nome di quale principio etico, di quale versetto del Vangelo, di quale canone del Diritto Canonico. Guarda caso, i moderati alla fine sono Berlusconi, Formigoni, Buttiglione (quelli cogli «oni» come direbbe Benigni), Casini, Fini, Scajola, cioè tutti quelli che sono corrotti nella spina dorsale, che fanno della morale pubblica uno scempio, che vivono d’intrallazzi e che della democrazia fanno strazio pur di avere il potere che serve a sua volta a corrompere ancora di più per allargare oltre ogni misura la corruzione come strumento di governo, cioè di impero oligarchico. Continua a leggere

“Lo “sgomento” all’acqua di rose del cardinale Bagnasco” di don Paolo Farinella

Mi stupisco dell’unanimismo dei giornalisti della tv e della stampa che vedono nel discorso di Bagnasco un «severo monito a Berlusconi… un forte attacco». Ho letto tutta la prolusione al consiglio permanente della Cei (Ancona, 24 – 27 gennaio 2011) e sono rimasto «sgomento» dello «sgomento» del cardinale. Hanno ragione i cortigiani di Berlusconi a negare che il prelato si riferisse al capo del governo o alla maggioranza: «un discorso alto rivolto a tutta la classe dirigente e non solo», commenta il ministro fra’ Sacconi. Come dargli torto? E’ la pura verità. Chi legge il discorso senza conoscere i retroscena non solo non capisce niente di quello che accade, ma non capisce affatto le parole di Bagnasco.
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