Vivalascuola. Donne e uomini nell’insegnamento

Nella puntata di vivalascuola dedicata all’8 marzo abbiamo parlato della femminilizzazione della scuola. Abbiamo visto che le insegnanti sono circa il 100% nella scuola dell’infanzia, il 95,6% nella scuola primaria, il 76.5% nella media, il 60.3% nella superiore. Questa realtà fa nascere molte domande. Come maestre e maestri vivono nel loro lavoro quotidiano la femminilizzazione della scuola? L’assenza di uno dei due generi in ambito educativo può nuocere ai bambini? Nascono difficoltà quando nel lavoro e nella relazione educativa si trovano a collaborare insegnante uomo e insegnante donna? Abbiamo rivolto queste domande a Donata Glori e Sebastiano Aglieco, di cui qui presentiamo le risposte. Quella che segue è la losro esperienza, ognuno dei lettori può aggiungere la sua. Continua a leggere

Vivalascuola. Per l’8 marzo della scuola

Nelle facoltà che formano insegnanti ed educatori i maschi sono solo il 13%. “Le conseguenze di questa sproporzione sono molto gravi”, spiega Barbara Mapelli. “Il messaggio dato, soprattutto ai più piccoli, è che siano solo le donne a prendersi cura di loro. L’educazione viene ancora considerata un’attività femminile, gli uomini se ne sono sempre preoccupati poco. Sarebbe utile che dall’asilo in su gli insegnanti fossero un uomo e una donna. I maschi hanno modi e competenze diverse, ma questo non può che essere un bene”. (vedi qui)

Scuola: sostantivo femminile
di Marina Boscaino

La delegittimazione programmatica dei docenti italiani è stata uno sport prevalentemente di centro destra. A turno Garagnani, Brunetta, Berlusconi, Gelmini hanno pronunciato parole trasudanti profondo disprezzo per chi fa il nostro lavoro. Continua a leggere

Vivalascuola. Un tempo pieno di vita

A iscrizioni chiuse, una bocciatura del modello del maestro unico: sei famiglie su dieci hanno scelto l’orario scolastico delle 30 ore, mentre il 34% chiede le 40 ore. Analizzando le iscrizioni per l’anno scolastico 2009/2010 di un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite su tutto il territorio nazionale risulta che il 3% ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. E adesso?

Ci vuole tempo
di Donata Glori

Proviamo tutti per un attimo ad aprire la porta di un’aula. Continua a leggere

Vivalascuola. La buona scuola

Ecco la buona scuola ed ecco il caos di questi giorni qui, qui, qui, qui, qui, qui… E con la “riforma” Gelmini si perderanno: buone pratiche, posti di lavoro (ecco i tagli nell’anno 2009-2010), indirizzi consolidati come questo e questo, l’insegnamento di Diritto ed Economia e della seconda lingua comunitaria… E si avvicina la legge Aprea.

Per l’amore e per la libertà
di Maria Zambrano

… Nel vuoto delle aule accade qualcosa che va oltre ciò che si apprende materialmente in esse. Molti di coloro che sono passati attraverso di esse forse non hanno acquisito tante conoscenze, com’era necessario. Continua a leggere

Viva la scuola. La scuola che verrà

Inizio d’anno nel caos per la scuola, e la circolare del ministro non migliora la situazione. Oltre a essere confusa e ad avere vizi formali. Anzi Mario Piemontese dimostra che la circolare è fuorilegge. Intanto si simula il caos che verrà, si riflette sul tempo pieno (qui) e sulla valutazione (qui, qui, qui). Si parla anche del ministro che verrà… mentre la scuola si riorganizza: a Milano, a Bologna, a Firenze, i precari

Voglio fare la maestra
di Donata Glori

Passo spesso per un’ ottimista ai limiti dell’ottusità, questa volta non è così.

Complici malattia e vacanze a sprazzi ero riuscita a tenermi un po’ fuori dall’assillo dell’ orribile Controriforma Gelmini-Tremonti-Brunetta-Aprea-Cota e dagli scenari che si aprono per il nuovo anno per godermi Natale, famiglia e amici.

Sono rientrata molto sfiduciata, sento che ho consumato quasi tutte le energie di cui sono capace per contrastarla, per cercare forme di opposizione ma devo ammettere che sono stanca. Continua a leggere