Vivalascuola. 1968: memoria contro damnatio

(Elaborazione grafica di Francesco Mele)

Nonostante ricorrenze e convegni, il 68 è stato condannato a una sorta di damnatio memoriae: la cancellazione di qualsiasi traccia che lo riguardi, come se non fosse mai esistito. Il 68 è imbarazzante, scomodo, da rimuovere anche per chi vi ha partecipato, sia chi non la pensa più come un tempo e lo ricorda con disappunto sia chi ne è uscito con un senso di sconfitta e ne serba la frustrazione. Eppure molte elaborazioni di quegli anni sono di un’attualità impressionante, in una realtà mutata ma in cui il nocciolo duro delle forme di potere e di oppressione resta lo stesso. Memorie e riflessioni sono perciò necessarie e pongono il problema di come trasmettere quel che è stato alle giovani generazioni. Anche vivalascuola vuole approfittare del 50° anniversario del 68 per fare memoria, convinta, come scrive Ernesto Sabato, che “Senza utopia nessun giovane può vivere in una società orribile“. Cominciamo in questa puntata dando la parola a chi il 68 l’ha fatto, proponendo i testi di Donato Salzarulo e Marilena Salvarezza e il ricordo in poesia di Graziella Tonon; proseguiremo con altre puntate dedicate specificamente alla scuola e all’università, che sono stati tra i territori principali del 68. Chi dei lettori fosse interessato a dare il suo contributo, ce lo comunichi nei commenti e sarà contattato.
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Vivalascuola. Il canto di una classe

Poi succede qualcosa
in un momento preciso della giornata:
il canto di una classe dietro ai vetri
interroga tutti i nostri destini.
(Sebastiano Aglieco)

Scrivere poesie che parlano degli studenti, in molti casi dei propri studenti – bambini, ragazzi – è un’operazione pericolosissima: il rischio è infatti quello di sommare alla difficoltà di accesso che la poesia spesso porta in sé quella atmosfera paternalistica, o moralistica, che deriva dal fatto di insegnare, trasmettere qualcosa o almeno sforzarsi di farlo. Allora sgombriamo subito il campo dalle congetture, dicendo che nei testi raccolti in seguito ciò non accade. (Francesco Tomada)

Ai miei bambini maestri
di Chandra Livia Candiani

Io vi conservo il camminare
incollo ogni passo a terra
resto
per voi mi sveglio
disegno la faccia
sotto l’acqua e le dita
io vi conservo le parole
come pane inzuppato Continua a leggere

Vivalascuola. Asini e carrozze

Si succedono appelli in difesa della cultura umanistica, dell’insegnamento della Filosofia, della Geografia, della Storia dell’Arte, della Educazione Musicale. Appelli in difesa del liceo classico (qui, qui). Il sapere non specificamente aziendalistico sta sparendo dalle nostre scuole? E la ministra Carrozza cosa dice? Leggiamo il suo Atto di indirizzo 2014 e troviamo ancora: digitalizzazione, potenziamento dell’istruzione tecnico-professionale, raccordo dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro. Inoltre: un anno in meno di scuola, e comunque una scuola per imparare a lavorare, una scuola fatta di stage e tirocini! La scuola della “alternanza scuola-lavoro” che piace tanto a Confindustria! A chi giova la diffusione di un’idea di sapere rivolto esclusivamente al profitto? A chi il potenziamento dell’analfabetismo? Poniamo il problema a partire dal libro di Nuccio Ordine L’utilità dell’inutile su cui riflette Donato Salzarulo.
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Vivalascuola. Nonni a scuola

“Anche in tempi di crisi, si può fare “buona scuola”. Noi nonni, acciacchi permettendo, siamo pronti a offrire il nostro contributo culturale ed educativo, a incontrare tutti i nostri nipoti di sangue o non di sangue, da qualsiasi luogo provengano, per esplorare insieme i mondi passati, scoprire le radici del presente e mettere i germogli di un futuro, lo speriamo per loro, felice e meno opprimente. Tutto bene allora? Sì, se il contributo che si chiede alle famiglie è questo. Se, invece, si chiede loro di mettere mano obbligatoriamente al portafoglio e di contribuire economicamente al funzionamento della scuola perché questa coi tagli che subisce non riesce a garantire più neanche la famosa carta igienica, il discorso si fa diverso. Le famiglie non possono supplire ai doveri dello Stato di finanziamento della scuola pubblica. Le tasse già le pagano a monte, come suol dirsi”. (Donato Salzarulo). Di nonni a scuola parlano, in questa puntata di vivalascuola, Donata Castiello, Gianpiero Cattaneo, Donato Salzarulo. Continua a leggere

Vivalascuola. L’insegnante è un ricercatore

I test Invalsi occupano la ribalta della settimana scolastica. Il giorno dell’inizio della loro somministrazione alla scuola primaria hanno scioperato i sindacati Cobas, Cub, Unicobas, Usb. Gli stessi invitano allo sciopero anche il 14 maggio (inizio dei test Invalsi alle medie) e il 16 (inizio dei test Invalsi alle Superiori). Test di cui “sono troppo poco definiti gli intenti” (Benedetto Vertecchi): il trionfo della meritocrazia (Roger Abravanel), il “rilancio del sistema scolastico italiano” (Paolo Sestito), “una mostruosità, una cosa senza alcun senso” (Luciano Canfora). La scuola è anche altro…

Altro che scuola a quiz, altro che scuola azienda, l’insegnante è un ricercatore
di Donato Salzarulo
intervista a cura di Monica Felisari

L’insegnante è un ricercatore

Pensa che la pedagogia possa essere considerata una scienza? E se sì, in quali termini? Quali autori ha conosciuto e quali ha apprezzato di più? Continua a leggere

Vivalascuola. Noi fratelli di Pinocchio

pinocchio e il pescecanePinocchio è un libro di negazioni, che denuncia, che sorride ironicamente sulla giustizia e sull’organizzazione della società del suo tempo. E’ però anche un libro positivo, ricco di fermenti e di valori; di fronte agli ostacoli non evade rifugiandosi nell’eterna fanciullezza come Peter Pan, ma varca e dà solidarietà e progressivamente supera le difficoltà. Il messaggio collodiano è un messaggio nuovo, che annuncia una società diversa. (Roberto Eynard-Francesco Aglì)

Ecco una seconda puntata di vivalascuola dedicata a Pinocchio (la  prima puntata si può leggere qui. Donato Salzarulo, Francesco Pazienza e Mariaserena Peterlin riferiscono le loro riflessioni su Pinocchio, Stefano Benni effettua un paragone fra Pinocchio e Alice, Guido Michelone fa un breve excursus su Pinocchio al cinema, Paolo Tesi risponde alle nostre domande e ci offre le sue illustrazioni. Continua a leggere

Vivalascuola. Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

«“Come si fa a scrivere una poesia dopo Auschwitz?” chiese Adorno […] “e come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?” obiettò una volta Mark Strand. Comunque sia, la generazione a cui appartengo ha dimostrato di riuscire a scrivere quella poesia» (Iosif Brodskij, Discorso per il Nobel, 1987)

Verba manent
meditazione sulle parole dei testimoni in Shoah di Claude Lanzmann, 1985
di Maria Grazia Calandrone

Non era il mondo. Non era l’umanità. Non sembravano esseri umani. Invece, siamo capaci anche di questo. È una scelta.

Quando abbiamo aperto le fosse piangevamo tutti per quella legna marcia fatta di uomini – figuren. Avevamo davanti uno strato secco, una pianura di corpi che si sbriciolavano. Continua a leggere

Vivalascuola. Fratelli d’Italia e figli di nessuno

Molti, troppi maldicenti criticano la politica scolastica del governo. Scuole che crollano, lavoratori a cui si bloccano contratto e persino scatti d’anzianità, risorse inesistenti, classi-pollaio: forse è vero, ma le vere emergenze vengono affrontate! (Giovanna Lo Presti, Natale Alfonso)

“D’ora in poi sarà più difficile notare sportivi che rimangono in silenzio o persone che inseriscono parole a caso mentre suona l’inno di Mameli: impararlo a scuola è obbligatorio. Il Senato, infatti, tra le accese proteste della Lega, ha dato il via libera definitivo al ddl che prevede l’insegnamento dell’inno tra i banchi. La norma, che è passata con 208 voti a favore, 14 contrari e 2 astenuti, istituisce inoltre il 17 marzo giornata nazionale dell’Unità d’Italia, della Costituzione, dell’inno nazionale e della bandiera” (la Repubblica, 8 novembre 2012)

Inno di Mameli, tablet e manganello
di Donato Salzarulo

Soffermati sull’arida sponda (A. Manzoni, Marzo 1821)

1. – Nei cinque anni di scuola elementare non ricordo bene se il maestro ci abbia mai fatto cantare in coro l’Inno di Mameli. Ricordo che ci fu proposto in prima media Continua a leggere

Donato Salzarulo, Il gatto di Fortini

La parte monografica del prossimo numero nove di Poliscritture sarà dedicato a Franco Fortini. La redazione della rivista ha pubblicato una traccia di lavoro ed aperto un “cantiere” sul grande poeta e saggista, invitando alla collaborazione ed ad inviare materiali relativi alla sua notevole produzione intellettuale, critico-letteraria e poetica.

La traccia di lavoro si può leggere sul sito www.poliscritture.it; gli eventuali materiali vanno inviati al seguente indirizzo email: poliscritture@gmail.com. Il “cantiere” viene avviato con questo testo di Donato Salzarulo, che propongo alla vostra attenzione. Continua a leggere

Vivalascuola. Appunti d’assessore. Per il 150° dell’Unità d’Italia

A 150 anni dall’Unità d’Italia permangono immutate alcune questioni: per restare nell’ambito della scuola, la “questione meridionale“, la “questione romana“, la distanza tra “paese legale e paese reale“. E adesso il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni lancia uno strappo alla Repubblica nel settore dell’educazione. A che punto siamo? Che Paese siamo? Ci sentiamo davvero italiani? Ci sentiamo o no parte di una nazione?

Insorgere per risorgere. Non solo contro lo “straniero
di Donato Salzarulo

I più pericolosi nemici degli italiani sono gli italiani stessi
M. D’Azeglio

Quando il Sindaco e i colleghi di Giunta, un mercoledì di quasi estate del 2010, mi affidarono il compito di organizzare e coordinare le iniziative nella nostra città per il 150° dell’Unità d’Italia da un lato mi sentii onorato, dall’altro perplesso e disorientato. Continua a leggere

Vivalascuola. La lettura spiegata a chi non legge

da qui

Impressiona la classifica Ocse sugli investimenti in conoscenza: tra i sei ultimi Paesi figurano Portogallo, Grecia, Italia (terzultima), Irlanda e Spagna. Gli stessi messi sotto sorveglianza da Fmi e Ue per l´indebitamento schiacciante e l´incapacità di farvi fronte. Eppure non c´è segno di resipiscenza che indichi una qualche attenzione alla cultura. Indicative e inedite sono in proposito le ore dei programmi culturali sui vari canali (fonte Istat): Rai Uno ore/anno 4,3%, Rai Due 10,6%, Rai Tre 13,2%, La 7 20,3%, Canale 5 0,3%, Italia1 0%, Rete4 1,9%.

La lettura spiegata a chi non legge
di Donato Salzarulo

1. – Non ricordo l’ultima volta che ho preso la metro. Mesi fa, sicuramente. Sono un habitué della periferia, un amante degli angoli colognesi. I miei percorsi quotidiani sono quasi sempre gli stessi: casa, edicola, ufficio, villa Casati, libreria Celes, piazza della Resistenza, piazza Castello, piazza XI Febbraio… Continua a leggere

Vivalascuola. Appunti d’assessore. Il dimensionamento scolastico

E’ in arrivo una nuova tornata di tagli alla scuola, si chiama dimensionamento. 172 milioni devono saltar fuori con la chiusura e l’accorpamento di 1.130 scuole, la soppressione di altrettanti posti di dirigente scolastico e DSGA e la cancellazione di 1.765 posti di Collaboratori Scolastici. La Lombardia, contrariamente a quanto hanno fatto altre regioni, si è quasi subito adeguata. I comuni devono deliberare sulla rete scolastica entro il 15 ottobre, le province consegnare i piani in regione entro il 31 ottobre, la Regione recepirà i piani provinciali il 10 novembre (Pippo Frisone, qui).

Il piano di dimensionamento delle scuole a Cologno
di Donato Salzarulo

1. – La prima a telefonare fu la dirigente scolastica del Terzo. Aveva letto la nota Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 7286 dell’11.7. 2001, firmata dal dott. Giuseppe Colosio, Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, avente per oggetto l’applicazione del D.L. 6 luglio 2011 n. 98 (“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”) Continua a leggere

Donato Salzarulo, “Meteo”: le previsioni della poesia

Una lettura di Meteo di Andrea Zanzotto
di Donato Salzarulo

1. Innanzitutto il titolo. Tratto di filato dalle note rubriche televisive di previsioni del tempo. Ma anche ME-TEO, ME-DIO, conoscendo il presupposto teorico di base della ricerca zanzottiana che, a partire da La Beltà, istituisce il significante come produttore e depositario in proprio di senso. Evidente l’intento di instaurare un legame tra l’atto poetico e quello scientifico-conoscitivo del fare previsioni. Poesia come meteorologia, quindi. Come presa diretta, dal vivo, live delle alte e basse pressioni affettivo-sociali, dei loro nuclei di condensazione, della loro distribuzione, dei loro moti e precipitazioni. Continua a leggere

Donato Salzarulo, Dittico delle ceneri

Il vestito vuoto

Era già sconnessa e fradicia – poco
lontano un’altra aveva il disegno intatto –
e mio padre riemergeva vestito vuoto,
lacerato: qui le dita dei piedi, qui
il femore, le costole ad una ad una,
le clavicole, il teschio. Tutto confuso
con la terra. Tutto dello stesso colore
scuro. Immaginavo un odore marcio,
di liquame. Annusavo, invece, l’humus
di un bosco, l’uomo. Continua a leggere

Vivalascuola. E’ sufficiente un professore – uno solo! – per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri

Tutti quanti, ogni mattina, allo squillare della campanella, dopo aver varcato la soglia della loro scuola, si tolgono il soprabito e il loro bagaglio di idee, giudizi, pregiudizi, gusti e disgusti, ed entrano in classe armati solo del loro registro e della loro preparazione, per “accendere un fuoco” nei loro ragazzi, come diceva Yeats, e aiutarli a conseguire “virtude e canoscenza“. Diversamente, non sarebbero insegnanti, sarebbero degli agit-prop. Ci saranno anche delle pecore nere e delle pecore rosse, ma la stragrande maggioranza è così. (Francesco Anfossi)

Il quaderno delle prove giovanili
di Donato Salzarulo

inculcare [in-cul-cà-re] v.tr. (inculco, inculchi ecc.) [sogg-v-arg-prep.arg]. Imprimere profondamente, con insistenza, qlco. nell’animo o nella mente di qlcu.: i. il senso del dovere nei figli

Rimarrà sempre un segno. Non si trascorrono inutilmente ore ed ore nelle aule scolastiche. Tra una lettura e un esercizio, un’interrogazione e una traduzione, un riassunto e una parafrasi, ad un certo punto, succede qualcosa. Può succedere qualcosa. Continua a leggere

Vivalascuola. Appunti d’assessore

Cosa vuol dire amministrare la cosa pubblica in tempi in cui chi governa fa scempio della cosa pubblica? Cosa vuol dire in particolare amministrare la scuola della Repubblica, in tempi di tagli all’istruzione pubblica in contravvenzione al dettato della Costituzione? Cosa vuole dire per un amministratore che concepisce il suo compito come un servizio e ritiene la scuola un bene comune? Ci risponde con i suoi “appunti” Donato Salzarulo, Dirigente Scolastico e Assessore all’Istruzione.

Appunti d’assessore: tra cifre e finestre sociali
di Donato Salzarulo

«Tutti i casi della nostra vita sono materiali di cui possiamo fare ciò che vogliamo»
Novalis

1.- L’ultima me l’ha raccontata la dietista. Una madre, col figlio iscritto in una classe a Tempo Pieno (con l’obbligo, quindi, della mensa), le presenta un certificato col quale un medico richiede per l’alunno una dieta speciale: consumare ogni giorno pasta in bianco con olio.
«Perché?…», domanda la dietista, «ha qualche malattia?…»
«No, risponde la mamma, è che a lui piace solo questo…»
«Ma no, signora!… Non si può fare…». Continua a leggere

“Cartoline dai morti” di Franco Arminio. Appunti di lettura

di Donato Salzarulo

So che morirò, ma non lo credo
J. Madaule

Al termine della lettura dell’ultimo libro di Franco Arminio, Cartoline dai morti (Nottetempo, 2010, pagg. 137, euro 8,00), mi è tornata in mente una massima di Spinoza. Cito a memoria: l’uomo libero su nessuna cosa riflette meno che sulla morte. La sua sapienza non è meditazione della morte, ma della vita.

In fondo, mi sono detto, i morti non scrivono nulla e chi attribuisce loro delle cartoline è un abile e sperimentato scrittore vivo (io preferirei di più definirlo poeta) che utilizza questa intelligente finzione per parlare d’altro. Continua a leggere

Donato Salzarulo, La casa del respiro

di Donato Salzarulo

«Ammetto di avere quasi una passione
per i ritocchi.»

I

Ho eseguito il concerto di una sinfonia
che non conoscevo.

Ho lavorato su uno spartito antico,
privo di pentagrammi,
con note ricavate dal respiro. Continua a leggere

Vivalascuola. A che punto è la scuola

Primo giorno di scuola:
che cosa cambia.
I numeri della
“nuova” scuola.
Le ultime dal governo,
le ultime dalla scuola.

Anno scolastico 2010-2011: rivoluzione a scuola?
di Donato Salzarulo

Giovedì 9 settembre. Compro i soliti giornali. La copertina di SETTE, il magazine del Corriere, ha in prima pagina la fronte e gli occhi verdemiele di un’adolescente mentre scruta un libro aperto all’altezza del volto. Sotto a caratteri cubitali SCUOLA e il sottotitolo: “il manuale della rivoluzione”. Caspita. Sapevo che non era un pranzo di gala, ma far passare per “rivoluzione” ciò che accadrà quest’anno nelle scuole medie superiori è davvero troppo. Le parole possono essere usate per le operazioni più spudorate. Continua a leggere