Doni

Gesù ci fa molte sorprese: un’alba più bella, un usignolo che canta per noi, una parola gentile che arriva quando meno te l’aspetti. Siamo noi che non ce ne accorgiamo. Dobbiamo esercitarci: a indovinare. Gesù è dietro la porta, spia ogni nostra comprensione, tutti i nostri assensi, e ne è felice.

Il mantello

Gesù può darci Tutto, ma la gioia ha senso se riconosciamo che è un regalo, se lo amiamo di più, se capiamo che Lui “non è mai alla fine dei suoi doni”, come dice alla Bossis. Non potremo immaginare, sulla terra, quale sia la grandezza del suo amore; lo vedremo di là. Qui possiamo nasconderci nel mantello delle sue virtù, finché il Padre, in noi, non vedrà che Lui.

Il dono


Dio si serve di noi. Potrebbe fare da solo, ma è interessato a produrre comunione, solidarietà, legami. Nel Primo Testamento agiva per mezzo degli angeli: è il suo metodo, il suo stile. Per questo, per quanto ci riguarda, dobbiamo solo fissare Gesù, tenercelo stretto, prendergli la mano come quella di un gigante che protegge da tutto. Confidiamogli le debolezze, perché ci accoglie con slancio, come il padre con il figlio prodigo. La vita si capisce dalla parte del dono, altrimenti è un mistero impenetrabile.

Molto meglio


Più vado avanti, più capisco che la vita è dono. Vorremmo credere che siamo premiati per i nostri meriti, che riceviamo grazie per qualche buona azione, per un pio desiderio o cose simili. E invece è stato per la preghiera di qualcuno, per la bontà di Dio, o l’aiuto di sua Madre. È molto meglio pensarla così: salva dalla superbia e permette di sorridere di sé, dono supremo dell’Altissimo.

Siamo un popolo


Rimproveriamo i capi dei giudei, perché hanno fatto condannare Gesù; rimproveriamo la folla urlante, perché si è fatta trascinare nel rifiuto; rimproveriamo Pilato, per essersene lavate le mani; i soldati, per aver percosso e schernito il Nazareno. Rimproveriamo quelli che lo hanno abbandonato, tradito, facendone ciò che hanno voluto, sebbene il Cristo si fosse dato loro totalmente.
Ma anche oggi si dona, nell’eucaristia, e ne facciamo ciò che vogliamo: negligenti, distratti, indifferenti; pensiamo a tutto, tranne che al suo dono generoso, totale. Siamo un popolo di dura cervice, ora come allora. Ma a qualcuno, Gesù, toccherà il cuore.

dono

dono

“Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele”.

czeslaw milosz

un piccolo augurio di serenità per lpels

Per un libro di Veronica Tomassini e una poesia di Lisa Sammarco

I lampi di dolore attraversano un cielo ingioiellato .
Ci sono volti devastati.
E sogni sul letto del mare più profondo, li , dove non si respira più
E parole, parole terrene, gridate ,stupite di essere ancora vive ,come se ogni goccia di sangue ,di vino potesse colorare appena ,come in un baleno il buio.
Questo buio rischiarato dalla penna di una scrittrice che ha il dono delle più lontane costellazioni.
Quelle che ti attraggono per amore, per distruzione, per onnipotenza delle passioni. Perché in fondo conosciamo già il posto dove cadere quando il profumo di ciò che porterà la morte ,è superato dalle marce innestate di un amore che va più forte di ogni velocità che non dà giudizi, che non ha bisogno di martiri, di niente.

Perché Qui niente dubbi solo certezze . Come in quei libri che ti vengono a cercare e che ti porterai dietro per una vita intera e un’altra pure e un’altra ancora.
Perché è cosi L’Amore in questo dono letterario: Incanto e Disperazione.
Prodigioso ostinato urgente poetico
Come una poesia che amo

Perché è così, l’amore: Idea
una la scrissi
ancora prima di conoscerti
affiorò
in versi carsici,
mentre lavavo il pavimento
me l’appuntai
senza neanche togliere i guanti
venne di getto,
come acqua strizzata da uno straccio,
una parola dopo un’altra,
con quell’idea di amore
così vaga e inquieta
così come a volte guardando uno sconosciuto
affiora incontrollata
e astratta l’idea di un figlio

veronica tomassini sangue di cane laurana editore 2010
lisa sammarco perché è cosi autoprodotto (per fortuna) 2010

Il dono di Eraclito – Jibril AL-HALIM


(Un rarissimo ritratto di Jibril Al-Halim. Dalla collezione privata del Prof. Franz Doch Gebrochen, per gentile concessione.)

Jibril Al-Halim (Gibraltar, 1454 – Rákóczy, 1532) – Il dono di Eraclito (1507)

Traduzione a cura del Prof. Franz Doch Gebrochen (Univ. di Sárospatak) e del Prof. Ugolino Conte (Univ. di Tozeur)

 

1.

trama volti dove traspare il taglio
il grumo arso di graffi
che alla pietà si stempera
e declina
in piume e acerbe fedi
di memoria Continua a leggere