Vivalascuola. A.s. 2013-2014: fumo e niente più

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2013-2014, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno scolastico di Tullio Carapella, ricordando che su vivalascuola si può leggere un bilancio degli anni scolastici da Gelmini a Giannini: 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. Bambini a rischio? A rischio di che?

Un bambino di 4 anni è ritenuto troppo violento per restare nella sua classe della scuola materna e così viene cacciato dalla scuola. Nel verbale del consiglio di classe del 4 marzo 2014, si legge: “il suo bambino dice parolacce, corre in classe, non ascolta gli insegnanti, colpisce con violenza gli altri piccoli, si rifiuta di stare seduto, sale su tavoli e sedie, si sdraia a terra e stacca l’estintore del corridoio. Non le sembra quindi una buona idea quella di mantenere, per un periodo limitato, suo figlio lontano dalla classe…?” (vedi qui). Bambini a rischio. A rischio di che? Ce lo spiega in questa puntata di vivalascuola Donata Castiello, che ci suggerisce come cogliere i segnali del rischio e quali strategie educative sia possibile attivare, mentre Marina Massenz ci aiuta a capire le paure dei bambini e la loro funzione nell’età evolutiva, e Daniele Novara ci mette in guardia dalle insidie della medicalizzazione: quando la discriminazione assume le parvenze di una diagnosi medica. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola degli altri: in Germania

Vivalascuola presenta un’intervista di Donata Miniati a un docente tedesco che insegna in una scuola elementare di Dresda. Una intervista effettuata allo scopo di conoscere pregi e difetti di un sistema scolastico diverso dal nostro situandolo all’interno del proprio contesto. Non per operare paragoni inopportuni e forzature ideologiche, ma per avviare un confronto che stimoli alla riflessione critica, su principi, assunti, forme organizzative, pratiche. E’ anche un modo per ampliare l’orizzonte, uscire da prospettive chiuse, dal disastroso cabotaggio pseudoriformatore degli ultimi anni, coltivando l’esile speranza che un giorno si torni a pensare alla scuola con coraggio, razionalità e visione complessiva. Continua a leggere

Vivalascuola. Ridiamo i BES alla didattica

Una direttiva nel dicembre 2012, una circolare nel marzo 2013, una nota del giugno 2013, una nota di chiarimento il 22 novembre 2013: in 11 mesi il Miur è tornato 4 volte sul tema per annunciare, chiarire, chiarire i chiarimenti. L’unica cosa chiara è che la “rivoluzione” dei BES (Bisogni Educativi Speciali) si è sgonfiata. Succede spesso in Italia con le rivoluzioni annunciate. Il Miur tranquillizza le scuole: con i BES non cambia nulla, continuate a fare quello che avete sempre fatto. Tutto come prima? No: si è messa in moto una “strategia della gradualità” rivolta: a giustificare un nuovo taglio di insegnanti di sostegno, come appare evidente dalle anticipazioni sulla spending rewiew; e a deprimere la didattica, come mostra Alain Goussot nell’intervista rilasciata a Marina Boscaino che proponiamo in questa puntata di vivalascuola. Continua a leggere

Vivalascuola. Che Bes pasticcio!

Il susseguirsi, a ogni cambio di ministro, di riforme, circolari, direttive, decreti, distrugge quello che non si è nemmeno finito di costruire. Ogni proclama si ferma allo stadio di annuncio, senza che trovi la strada della realizzazione. Il ministero emette le sue direttive, sempre più approssimative dal punto di vista teorico: compito degli insegnanti realizzarle, senza risorse e senza strumenti. Con aumento di carichi di lavoro e della burocratizzazione. E poiché molti insegnanti prendono sul serio il loro lavoro, soffrono nell’impresa di Sisifo di realizzare quanto lo stesso ministero distruggerà quanto prima. Questo è non solo uno dei motivi del burn out degli insegnanti, ma un ostacolo alla pratica didattica e un danno per gli allievi. E’ quanto è successo quest’anno con i BES: annunciati come una grande rivoluzione, hanno messo in allarme le scuole; poi una circolare annunciata pare ridimensionare l’ennesima “riforma epocale“. In questa puntata di vivalascuola ne parlano, su posizioni diverse, Carlo Avossa, Tullio Carapella e Luisa Formenti. Continua a leggere

Vivalascuola. La dislessia non finisce mai, si può solo combattere

In questa puntata: un’analisi della nuova legge sui DSA (Disturbi specifici di apprendimento), risposte alle domande più comuni sulla dislessia, indicazioni didattiche, bibliografia.

E domani 14 dicembre giornata di mobilitazione contro il ddl “Gelmini” sull’università: sciopero nelle scuole, protesta il Paese.

Dunque, Giovanni che fa sempre gli stessi errori e non impara le tabelline, Laura che non è neppure capace di correggere i suoi errori nel compito che la maestra le ha restituito sono distratti, fannulloni, in una parola somari? O magari hanno incontrato maestre non competenti, dure, incapaci? E genitori poco attenti ai loro problemi, impazienti e nervosi? La risposta non è nessuna di queste. (Daniela Bertocchi). 

Nuove norme in materia di DSA: occasione per la scuola di una riflessione sulla didattica
di Luciana Ventriglia

Premessa: uno sguardo al passato
E’ con soddisfazione che l’A.I.D. si volge indietro a vedere il percorso accidentato che ha portato a questo importante obiettivo di riconoscimento a tutela degli alunni DSA: quanti tentativi di dilazione, elusione, di sottovalutazione e resistenza al problema sono stati combattuti e di volta in volta superati. Continua a leggere