Ora rimane la sera. Una nota su Effekappa (Zona Editrice.)

di Fabio Franzin

Non conosco di persona Franz Krauspenhaar, ma mi sono emozionato, qualche anno fa, leggendo il suo romanzo Era mio padre, dove l’autore ricercava, dentro la sua scrittura, le radici di un amore profondo, pur nel passato scomodo del genitore.
Non lo conosco di persona Franz, dicevo, ma so, per via del web dove ogni tanto mi rifugio – rete che tutto imbriglia e tira su, che tutto pesca nei suoi mari ora calmi, ora burrascosi, e sempre più spesso così inquinati dall’invidia e dal rancore, da discussioni insulse –, che anch’esso è una personalità scomoda, capace di attirare a sé simpatie e antipatie, di essere persino frainteso, credo.
A me, a pelle, sta simpatico. Sarà quel suo nome che è già più di metà del mio cognome, sarà che alcuni amici, in tempi per me più felici, mi chiamavano proprio Franz. Sarà… quella sua aria da sborone nelle foto che lo ritraggono – che ho trovato sempre nella rete, fra cozze e perle –; ne ho incontrati tanti con quell’aria: prima mi stavano un po’ sulle palle, poi, conoscendoli meglio, siamo diventati sempre ottimi amici; perché dietro la maschera c’è sempre l’uomo, con le sue lacrime, le sue fragilità. È dietro le facce serie e per bene che spesso si cela il farabutto. Continua a leggere

Prima presentazione milanese di Effekappa (Zona)

Trattoria FERMADA, Mi a sun chi!, Via Decemviri 14, 20138 Milano, cucina milanese tradizionale.
Venerdì 10 Febbraio 2012 ore 19,00 … Presentazione della raccolta poetica   EFFEKAPPA Nuove Poesie
Ne parlerà l’autore Franz Krauspenhaar con Marco Saya.   Interventi jazzistici a cura di Stefano Tampellini al sax
Per info e prenotazioni: trattoriamilanese@yahoo.it Tel. 0287380195 Cell. 3490761629

I versi color amaranto di Krauspenhaar

Lo scrittore milanese nella sua nuova raccolta esplora
la realtà attraverso il dramma umano e la fisicità del dolore.

di Angelo Molica Franco

Se il poetare di Franz Krauspenhaar fosse un colore, sarebbe l’amaranto poiché esso tocca tonalità – cremisi, scarlatto, granata capaci solo di somigliargli. Allo stesso modo, le strofe di “Effekappa” (Editrice Zona, 2011) sono ammantate da un sentimento che non è solo malinconia, dolcezza, dramma, dolore, bellezza: c’è sempre una traccia che sa sfuggire all’interpretazione del lettore. Continua a leggere

Nota su Effekappa – di Andrea Caterini

Leggo le poesie di “Effekappa” di Franz Krauspenhaar. Di Krauspenhaar colpisce il modo in cui l’invettiva sia la bolla che custodisce la propria solitudine: “Per rabbia consumo chilometri. E’ così. Vite/ appese al collare del diavolo/ si nasce spalancati…”. Colpisce, poi, come l’io, la sua nudità (che è quel “nascere spalancati” al quale Franz desidererebbe fare ritorno) sia l’unica arma contro la cecità del mondo. Un’arma però, che incendia solo se stessa, che in se stessa s’illumina e s’accende, che sogna una vita fatta di slanci. Leggo da “Letteratura” questi tre versi: “Insegnami a mirare in alto/ a fare della vita un salto/ verso l’estremità del cielo”. Ecco, nel libro si contrappongono continuamente poesie scritte, si direbbe, per rabbia e altre scritte in intimità. Ma se a un primo sguardo si potrebbe pensare che le poesie scritte per rabbia siano quelle nelle quali Franz si rivolge a qualcuno, a un interlocutore preciso e determinato (un soggetto estraneo alla sua persona e quindi fuori da sé), credo però che quelle più intime, scritte come in un ripetuto dialogo con se stesso – o col se stesso desiderato e nudo – quasi fossero preghiere, siano invece quelle che più delle altre cerchino occhi capaci di incontrarsi con i suoi. Occhi che finalmente si riconoscono. Occhi che riconoscono l’uno la solitudine dell’altro: “Nessuno/ di caro che si affacci/ dalla vita, un minuto, a guardarmi”.

Franz Krauspenhaar

Effekappa (Zona Editrice.)

128 pagg. 13 euro.

“Effekappa”, di Franz Krauspenhaar

Recensione di Giovanni Agnoloni

Definire Franz Krauspenhaar un poeta è riduttivo, e non solo perché è anche un romanziere.
Ce lo dimostra la sua nuova pubblicazione, la raccolta poetica edita da Zona, che ha per titolo le sue iniziali, Effekappa. Quasi un imperativo consonantizzato, che si fa personaggio e declina se stesso e il proprio grumo gutturale in una varietà di sfumature che sono lirica, flusso di coscienza e dialogo intimo. Continua a leggere