La poesia della settimana. Elio Pecora

Mai che l’attimo si fermi,
da guardare, capire.
Sempre una corsa.
Cogliere lembi.
Udire parole mozze,
promesse a metà.
Così risa, musiche, amori, sogni.
Tutto accennato e lasciato.

Elio Pecora, Simmetrie, Milano, Mondadori, 2007, p. 55.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.82: Poesia del disagio esistenziale. Aa. Vv., “Viaggi di versi. Nuovi poeti contemporanei”

Viaggi di versi n.68Poesia del disagio esistenziale. Aa. Vv., Viaggi di versi. Nuovi poeti contemporanei, Roma, Edizioni di Pagine, 2013

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di Giuseppe Panella

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Un forte disagio esistenziale trapela dalla lettura dei tredici poeti raccolti nelle pagine di Viaggi di versi, una delle più recenti antologie pubblicate da Elio Pecora nelle sue Edizioni di Pagine e dedicate alla valorizzazione di poeti contemporanei più o meno giovani e a lui legati.

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Le “Simmetrie” di Elio Pecora

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di Fabrizio Fantoni

“E’ una stanza il corpo: / nido-cella-recinto. / Abito in cui bastarsi, / da non potersi assentare un istante. / Gabbia d’ossa e di arterie, / di dove assistere al mondo”.

Con questi versi Elio Pecora introduce il lettore ne La Stanza, poemetto che apre la sua ultima raccolta di poesie dal titolo: Simmetrie (Modadori, 2007). Una silloge che rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso poetico iniziato dall’autore nel 1970 con La chiave di vetro.

In Simmetrie il corpo mai sazio e mai quieto, sede di attese e delusioni diviene il punto di partenza di un lungo e travagliato itinerario esistenziale in cui l’autore coglie e fissa lo scorrere della vita nel suo svolgersi. Sono momenti di vita reale, “lacerti di un mondo spiato, intravisto da un occhio corto” quelli che Pecora descrive riuscendo, attraverso soluzioni stilistiche diverse, dal poemetto al frammento, dalla lirica alla prosa, a rappresentare la quotidianità nella sua elementare e naturale dignità. Continua a leggere

Elio Pecora

da Simmetrie

L’inesprimibile (ciò che mi appare pieno di mistero e
che non sono in grado di esprimere) costituisce forse lo
sfondo sul quale ciò che ho potuto esprimere acquista
significato

(Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi)

Quadri cittadini

*

Torna la folla, ad assalire, a tenere
le mura strette della città fra le porte.
In mezzo ai gridi, alle risa, ai richiami,
anche minacce, anche parole d’intesa:
sgombro il futuro di ogni resa o castigo.

In cielo appare la luna del primo quarto,
il sole scende dietro terrazze e antenne.

Di tanti ognuno comprende nel buio cuore
l’urgenza estrema di questo andare insieme,
l’uno a fianco dell’altro, portando la norma
che viene prima del pane, prima del sonno,
e qui si spinge e consuma nel giorno veloce.

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