Vivalascuola. Malascuola

In questa puntata presentiamo la Malascuola: ne parlano Alvaro Belardinelli, Anna Angelucci, Emanuele Rainone, Franco Toscani, Luigi Capitano. E’ la scuola che ci ritroviamo in questo inizio d’anno scolastico e con cui dobbiamo lottare per sopravvivere e per limitarne le ricadute (i danni) sui nostri studenti. Quella che i governi chiamano la “Buona Scuola“, anche se purtroppo il nome non può cambiare la sostanza. Sarebbe meglio chiamarla Non-Scuola, come suggerisce Luigi Capitano. In essa ai vecchi mali della scuola italiana si sono aggiunti quelli della Legge 107, la cosiddetta “riforma” renziana. Ci piacerebbe che leggessero questa puntata non solo quelli che lavorano nella scuola, ma tutti, affinché tutti conoscano cose che hanno dell’incredibile e nessuno si sorprenda delle ricorrenti inchieste giornalistiche che dicono che i giovani sono sempre più ignoranti. Non potrebbe essere altrimenti: la “riforma Gelmini” ha tagliato l’equivalente di un anno di scuola e l’alternanza scuola lavoro ha tagliato due mesi e mezzo di scuola. E per il futuro? E’ in programma il taglio di un altro anno di scuola superiore. Sarà già tanto se i giovani tra qualche anno sapranno parlare anziché esprimersi solo a grugniti o a bip bip. Per questo gli studenti hanno scioperato il 13 ottobre, adesso tocca agli gli insegnanti. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola di Renzi e l’eros che non c’è

I politici parlano di eros nell’insegnamento e di passione per il sapere, della scuola di Narciso e della scuola di Telemaco. Si potrebbe pensare a un salto culturale che recupera Platone e le nostre radici, a una capacità della classe politica di pensare in profondità. Poi andiamo a vedere i “frutti di tanto “pensiero” (“Dai loro frutti li riconoscerete, Mt. 7, 16), cioè a dire il DDL appena prodotto, e non troviamo traccia di eros. L’eros richiede la presenza fisica dell’insegnante e loro progettano “insegnanti digitali, richiede la stabilità della relazione e loro progettano la precarizzazione di tutti i docenti, richiede amore per la disciplina insegnata e loro progettano un organico funzionale come tappabuchi, richiede un valore fondante della scuola e loro progettano la sua svalutazione in favore dell’azienda. Allora comprendiamo: i politici riferiscono a mo’ di slogan quanto orecchiato del libro di Massimo Recalcati L’ora di lezione, senza che esso trovi spazio nelle loro “riforme. A questo punto torniamo a Matteo l’evangelista (7, 15): “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Donata Miniati e Emanuele Rainone. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: schiava dell’azienda Matteo la creò

Quindi: la Confindustria fa cento proposte per una riforma del sistema dell’educazione e la ministra Stefania Giannini vi trova “parole chiave e temi che sono anche la linea guida del rapporto ‘La buona scuola‘ presentato dal governo“. Cosa chiedono gli industriali? “Riformare i meccanismi per l’immissione in ruolo dei docenti; abolire le graduatorie per anzianità; assumere per concorso e per chiamata diretta premiando il merito“. E ancora: “rimodulare la retribuzione in base a orario servizio, funzioni, conseguimento obiettivi; potenziare l’Invalsi; abolire il valore legale del titolo di studio”. Insomma, Renzi e Giannini lavorano alla scuola di Confindustria, la quale al contempo falsa dati pubblici per screditare la scuola italiana e renderla ancora più conforme alle esigenze del mondo economico. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Alvaro Berardinelli, Bruno Moretto, Emanuele Rainone.
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Vivalascuola. Precariato nuova schiavitù

L’istruzione richiede continuità, cura e perseveranza. Anche il governo dell’istruzione. In Italia invece un governo cade prima che sia riuscito ad approvare una legge – il decreto L’istruzione riparte – a prescindere dai meriti della legge. La precarietà è una situazione tipica della scuola italiana, che non riesce a essere una scuola “normale“, così come l’Italia non riesce a essere un Paese “normale“. Insomma, Italia precaria, scuola precaria. In questa puntata di vivalascuola Carlo Seravalli legge i numeri annunciati dal ddl L’istruzione riparte, indice di una politica che non risolve la precarietà ma la crea; Emanuele Rainone riflette sulla condizione dell’insegnante precario; Marina Boscaino presenta la precarietà come la nuova schiavitù. Continua a leggere

Vivalascuola. Concorso, Tfa e figli di nessuno

I figli di nessuno sono i giovani e i meritevoli, i neolaureati, i trentacinquenni iscritti al Tfa, i docenti precari già abilitati inseriti nelle graduatorie. Ma il concorso non era fatto per giovani e meritevoli? Come dicono il ministro Profumo e i suoi portavoce? In realtà giovani e meritevoli sono esclusi dal nuovo concorso, mentre i docenti già abilitati per aver vinto un concorso dovranno rifarlo. Inoltre: i posti previsti dal concorso (11.000 in tre anni) sono inferiori persino al piano predisposto dalla Gelmini (fino a 22.000 per anno) e non copriranno neanche i pensionamenti. Come dice Giovanna Lo Presti citando Shakespeare: “Schifo! Schifo!” (Amleto, atto I, scena II).

Si bara, si bluffa, si recita a soggetto: è il concorso truffa
di Emanuele Rainone

La scuola pubblica statale è il principale luogo di formazione della cittadinanza e di trasmissione dei valori di civiltà della nostra Costituzione. Bene: lo Stato Italiano riserva agli insegnanti e al personale della scuola un trattamento incivile Continua a leggere