Vivalascuola. 1968. Feci bene a partecipare a quella rivolta?

Dopo gli interventi di Donato Salzarulo e Marilena Salvarezza, vivalascuola presenta il 68 di Ennio Abate e di Lidia Goldoni. E’ un 68 che continua a porre domande, come riferisce Ennio Abate: “Feci bene a partecipare a quella rivolta di studenti? erano di gran lunga più potenti e insidiose le sotterranee manovre dei partiti di destra ma anche di quelli di sinistra per bloccare la rivolta e non si fu in grado di respingerle? e perché buona parte di quelle élites, i nostri compagni, che sembravano i nuovi portavoce di noi intellettuali di massa e degli operai, si riciclarono così presto nei posti di potere mentre tanti di noi si dispersero rassegnati e delusi nelle filiere dell’insegnamento medio o superiore o nel basso lavoro impiegatizio o altrove?”. Di fronte a tali cambiamenti Lidia Goldoni pone il tema della individuazione di un “filo rosso” nelle proprie scelte. “Ecco, il mio filo rosso è questo, che non ho messo in discussione certi assoluti. Per me esistono una realtà, una verità e una conoscenza autentica, per quanto noi possiamo accedervi in modo limitato. Questo mi ha mantenuto in salute (virtualmente parlando) in mezzo a tutte le vicissitudini della vita”. Anche Ennio Abate riferisce un “filo rosso”: “Dal ’68 avevo imparato che è possibile lottare assieme agli altri; e che potevo continuare a cercare compagni con cui farlo”. Chi dei lettori fosse interessato a dare il suo contributo, ce lo comunichi nei commenti e sarà contattato. Continua a leggere

Ciao Attilio!

(Attilio Mangano, Palermo, 2 aprile 1945 – Milano, 10 aprile 2016)

Vai, esci nel sole, cammina lento
di Ennio Abate

*ad Attilio*

I
M’ero addormentato inquieto
sì, con brutti presentimenti.
La sentivo la Signora Nera: dettava
laconica, dura
parole ancora più di lei oscure
sbattute sulla faccia
di qualcuno.
Oh, implacabile, potente Maestra!
Sempre ci stai addosso.
Ci curi, ci segui, ci agguanti. Continua a leggere

Ennio Abate, Immigratorio

Martedì 13 dicembre 2011
ore 18
alla Palazzina Liberty,
Largo Marinai d’Italia 1
Milano

Luca Ferrieri e Donato Salzarulo
parlano di

Immigratorio
di Ennio Abate
(edizioni CFR – ottobre 2011)

«Di qui, non serve dirlo, il titolo forte e attualissimo dell’opera. Questo libro non è però la storia di una migrazione interna, né solo l’allegorizzazione, per mezzo di quella, dei grandi movimenti migratori di oggi: è soprattutto la ricostruzione di una condizione stabile della civiltà moderna, e del modo in cui il soggetto ha trasformato in destino la scelta dell’emigrazione» (dalla Prefazione di Pietro Cataldi)

Immigratorio

Mai in alberghi o nei letti sontuosi della memoria.
Mai.
Per i vicoli, ti dico, fu tutta
la mia trepida lussuria. Abbandonai
la gialla casa mediterranea
palpeggiata nella malinconia
degli aranceti
sotto piogge di primavera
(un vento aspro, là a redarguirci!). Continua a leggere

Ennio Abate, Donne seni petrosi

Il 22 ottobre alle ore 18
alla Libreria Odradek

Viale Principe Eugenio 28
(tel 02.314948)

Paolo Giovannetti

presenterà la raccolta

Donne seni petrosi
di Ennio Abate

pubblicata dalla casa editrice
Farepoesia di Pavia.

Le donne, sì, seni petrosi
contro fantasticati, molli seni
a strapparmi il filo del respiro.
E bambocci si chinano gli ometti
dinanzi ai femminili simulacri: Continua a leggere

Franco Fortini: Per un buon uso delle rovine

Martedì 9 febbraio 2010 ore 21, Milano
Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia 1

Franco Fortini: Per un buon uso delle rovine

storia d’Italia tra poesie e prose

uno spettacolo di Ezio Partesana
a cura di Ennio Abate

Ingresso libero

con Oliviero Corbetta
Interverrà Giancarlo Majorino Continua a leggere

Ennio Abate, Per Michele Ranchetti

Nel secondo anniversario della morte di Michele Ranchetti (Milano, 1925 – Firenze, 2 febbraio 2008), propongo una discussione sviluppatasi a partire da una vecchia intervista di Ennio Abate a Michele Ranchetti, che vede gli interventi di Fabio Milana e Costanzo Preve. Il tutto mi pare esemplifichi la vastità delle questioni poste dalla ricerca di Ranchetti. Ricordo che dello stesso è appena uscito il volume postumo Scritti diversi. Vol. 4: Ulteriori e ultimi (2000-2008), curato da Fabio Milana.

Ripensando a Non c’è più religione di Michele Ranchetti
di Ennio Abate

Nel 2005 andai a Firenze e feci una lunga intervista a Michele Ranchetti sul suo Non c’è più religione (Garzanti, Milano) 2003. La si può leggere sul n. zero (maggio 2005) di Poliscritture o sul sito http://www.poliscritture.it. Il filo conduttore delle mie domande partì da una istintiva reazione alla lettura del libro, che potrei così riassumere: bisognerebbe scrivere, a completamento, un Non c’è più comunismo altrettanto rigoroso e appassionato. Continua a leggere

Cartolina dall’inferno

degli immigrati “clandestini” espulsi da Rosarno

di Ennio Abate

Cari cittadini normali e italiani,
dei fatti di Rosarno vi hanno detto tutto quello che dovete pensare giornalisti, politici ed ecclesiastici. Mancano i nostri racconti. Nessuno ha fatto in tempo ad intervistarci o ha avuto voglia di sentire le nostre ragioni. Nulla di male. Non ne abbiamo, infatti. E perciò vi scriviamo solo per scusarci. Vi scriviamo dall’inferno, dove ci hanno accompagnati i vostri bravi carabinieri su ordine dell’equanime ministro Maroni.
Ecco, qui siamo finalmente in compagnia dei nostri simili: streghe ed eretici, bruciati dalla Chiesa cattolica, prima che Papa Wojtyla si pentisse; indios passati a fil di spada dai conquistadores; ebrei arrivati qui a milioni passando dai forni crematoi; anarchici e comunisti rieducati dai gulag di Stalin; delinquenti e delinquentesse d’ogni forma e d’ogni età; dannati della terra giunti a bizzeffe dai vari angoli del pianeta.
Avete avuto ragione a spedirci qui. L’inferno è il posto che meritiamo per aver osato venire in Italia da clandestini: disturbandovi, impaurendovi, complicando la vostra vita già complicata. Continua a leggere

Per Gaza

Il rosso e la neve
Nello splendore del supplizio*
di Adam Vaccaro

Qui è ormai tutto bianco
come una perfetta notte
di Natale mentre una fitta
si conficca nel costato
di questa impotenza
che può solo pensare
al rosso che cola
tra i muri massacrati
di Gaza Continua a leggere

Ennio Abate, “Salernitudine”

Renato Guttuso, Ragazzo alla finestra

Presentazione
di Michele Ranchetti

Tra le due quinte in prosa – due testi bellissimi – si apre il paesaggio meridionale della poesia di Abate. Chi legge, assiste ad una storia di paese e di infanzia, ne vede i particolari, le figure: il padre, ritratto da vecchio, impettito e quasi oleografico, soprattutto la madre, sempre presente in una memoria senza tempo né storia, i compagni di giochi, le tentazioni, che richiamano saghe, proverbi e storie di briganti ma non hanno nulla di incantato. Sono, anzi, oscure e ataviche, sgraziate e senza innocenza. Come senza innocenza è la poesia di Abate, che insegue e interroga le figure della sua origine per riconoscere la natura difficile e paurosa di se stesso bambino, senza alcuna pietà. Continua a leggere