Vivalascuola. La lettura spiegata a chi non legge

da qui

Impressiona la classifica Ocse sugli investimenti in conoscenza: tra i sei ultimi Paesi figurano Portogallo, Grecia, Italia (terzultima), Irlanda e Spagna. Gli stessi messi sotto sorveglianza da Fmi e Ue per l´indebitamento schiacciante e l´incapacità di farvi fronte. Eppure non c´è segno di resipiscenza che indichi una qualche attenzione alla cultura. Indicative e inedite sono in proposito le ore dei programmi culturali sui vari canali (fonte Istat): Rai Uno ore/anno 4,3%, Rai Due 10,6%, Rai Tre 13,2%, La 7 20,3%, Canale 5 0,3%, Italia1 0%, Rete4 1,9%.

La lettura spiegata a chi non legge
di Donato Salzarulo

1. – Non ricordo l’ultima volta che ho preso la metro. Mesi fa, sicuramente. Sono un habitué della periferia, un amante degli angoli colognesi. I miei percorsi quotidiani sono quasi sempre gli stessi: casa, edicola, ufficio, villa Casati, libreria Celes, piazza della Resistenza, piazza Castello, piazza XI Febbraio… Continua a leggere

Ermanno Cavazzoni: “Consigli a rovescio” [da: “Griselda on line, portale di letteratura”]

Se dovessi dare dei consigli ad uno a cui viene voglia di scrivere, gli direi: parti dalle interiezioni, che forse sono la parte più negletta della lingua scritta: ah, ahimè, porco cane eccetera, sono la parte più trascurata e invisa alla scuola. Gli direi: parti da un bel “oh perbacco”, da cui poi ne consegue qualcosa; non ogni persona dice “oh perbacco”, e lo si dice in situazioni particolari, con addosso una carica di sorpresa e anche di perbenismo, per cui c’è già tutto un abbozzo di personalità del personaggio parlante, che se avesse detto invece “vacca d’un cane”, io lo avrei già classificato come un rozzo e un banale, con tutto quello che ne consegue, anche un po’ di schifo per una tale greve personalità. Preferisco in genere i tipi che dicono perbacco. Continua a leggere