75. Conclusione

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Per l’uomo, la possibilità di pienezza è solo nella libertà. Agli occhi di chi crede, l’essere di Dio viene incontro all’essere dell’uomo, Lasciando emergere l’identità profonda, fino ad allora sconosciuta. Continua a leggere

73. Alla ricerca del senso perduto

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La perdita dell’unità dell’essere è la grande malattia dell’uomo moderno ed è la fonte delle maggiori depressioni che colpiscono i giovani d’oggi, perché perdendo l’unità di se stessi si perde il senso della vita. Continua a leggere

72. Bontà e bellezza

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Qualche tempo fa, in occasione dell’anno dedicato a Giorgio Vasari, il Cardinal Ravasi lodava l’abilità del maestro nel «riuscire a ricostruire il proprio passato, attraverso il filo continuo della memoria e l’intreccio tra vita, santità e bellezza». Per Vasari la bontà, che raggiunge i suoi massimi vertici nella carità tipica dei santi, è dunque legata inestricabilmente alla bellezza.
Eppure questa unione, per noi, non è così immediata. In un’epoca in cui il pensiero cristiano impregnava la cultura e la mentalità, era più facile intuire questo dato: arte e fede si abbracciavano e vivevano l’una dell’altra. Poi si è consumato un divorzio, per dirla ancora con Ravasi. Quel legame non ha caratterizzato soltanto la cultura cristiana. Anche nel Primo Testamento compare chiaramente: per esempio nel primo libro delle
Cronache dove, in ebraico, si usa la stessa parola per indicare l’ispirazione dei musicisti e dei profeti, o in Esodo, dove si afferma che l’artista costruttore dell’Arca era “avvolto dallo Spirito di Dio”, come un profeta.
Un autore più vicino a noi, Hans Urs Von Balthasar, ha contribuito a ricostruire la continuità tra queste dimensioni: nella sua “via estetica” sostiene che la bellezza è il punto di partenza, perché una bontà senza bellezza rischia di ridursi a norma rigida e ben poco attraente. Nella sua prospettiva, la contemplazione della bellezza fa trascendere i limiti presenti nella mente dell’uomo, gli permette di non appiattire la realtà col suo metro insufficiente. La stessa esperienza si ritrova nell’amore autentico, in cui si passa il limite del calcolo e dell’egoismo naturale.
Entrambi i valori dilatano i confini della vita: la bontà esercita attrazione e dunque è bella; la bellezza dilata mente e cuore, e innalza l’uomo al di sopra della sua mediocrità, ricordandogli chi sia veramente e di quale bene possa essere essere capace.

69. Coltivare i valori

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Viviamo in una realtà in cui gli stimoli sono così numerosi e di tale varietà, che tutto spinge verso l’esterno: rischiamo di vivere alla periferia di noi stessi, identificati nei ruoli che incarniamo. Continua a leggere

68. L’arte della vita

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Da ciò che abbiamo detto, si può evincere che la vita di ogni uomo o donna, sulla Terra, è un’opera d’arte: un’elaborazione personale delle categorie del bello, del buono e del vero, in vista di un riconoscimento della propria identità e di un dono da trasmettere agli altri, perché anch’essi diventino se stessi. Continua a leggere

61. Il male

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Padre Amorth, uno degli esorcisti più famosi e competenti, ha scritto un libro dal titolo “Dio più bello del diavolo”, testamento spirituale prezioso per chi è interessato a un certo tipo di tematiche. Continua a leggere