A cena con Sparz

Il fisico passa la vita a formulare e verificare ipotesi su come interagiscono corpi e corpuscoli; il narratore, lo storico, il filosofo, passano la vita a fare altrettanto con gli esseri umani. È una analogia che può sembrare calzante oppure tirata per i capelli. Fino a che punto si può spingerla? Stiamo pure attenti a non esagerare, ma forse vale la pena di portarla piuttosto a fondo. È utile. Ed è pure divertente.
Non lasciamoci condizionare dal fatto che la fisica è parente prossima della matematica. È vero: alla base dell’analogia tra fisica e umanistica c’è il “modo di ragionare della matematica”. Ma nessuno ci chiede di dimostrare teoremi o risolvere equazioni. Per approfondire la nostra analogia basta rifarsi al modello che tutte le scienze hanno in comune. Cioè la logica. Di questo, o meglio, di tante cose scollegate che reclamavano una sintesi, ho chiacchierato con Antonio Sparzani. Continua a leggere

Etere 2: i secoli “bui” e anche no.

di Antonio Sparzani

statuta di Giordano  Bruno a piazza Campo dei Fiori, Roma

Dopo un inizio all’insegna della poesia, l’etere s’inoltra proteiforme nelle tenebre dei cosiddetti secoli bui, che bui non furon poi tanto, intrufolandosi negli scritti degli scienziati e dei filosofi, parole a quei tempi davvero equivalenti. Questi secoli vanno dall’ottavo al quattordicesimo, molto approssimativamente dico, perché distinguere il buio dalla luce non è agevole per nessuno, con quella retina poi così limitata che abbiamo tutti. Limitata realmente perché mentre è in grado di percepire i meravigliosi colori dell’iride, è invece del tutto cieca a tutte le altre radiazioni elettromagnetiche, infrarosso, ultravioletto, e su su fino ai raggi X, raggi gamma, e, d’altra parte, alle onde radio di tutte le frequenze possibili. Del resto pensate che spavento se la retina “vedesse” le onde radio, le UHF e tutto il resto, non vivremmo più – la televisione in diretta continua. Ma ancor più limitata metaforicamente, perché come facciamo a percepire le sconosciute latitudini dei pensieri di uomini così lontani da noi, se già facciamo così fatica a percepire quelli di chi ci sta a due passi.
Continua a leggere