Appunti

Naturalmente è controcorrente, è disdicevole parlarne, per i più, da tenere nascosto, come fosse una colpa. Eppure è così chiaro: siamo come il bruco che striscia sulla terra, in attesa di mutarsi nella farfalla dai colori magici, libera, felice. Dobbiamo gioire per la nascita alla vita nuova. Così dice il Cristo alla Bossis. Prendiamo appunti.

Suoi

Gesù dice a Gabrielle che una vita si può riparare, insieme a Lui. Perdendosi in Lui, vivendo del Suo amore, si ricapitola tutto nel perdono, si trasforma in qualcosa di eterno. Non bisogna pensare: se potessi ricominciare da capo… Con Cristo, tutto è nuovo, non appena siamo Suoi. 

Già da ora

La vita sulla terra è breve, dice il Cristo alla Bossis. È una considerazione molto attuale. Arriverà il momento in cui Dio ci farà sperimentare la libertà da ogni contingenza. Proveremo la gioia incomparabile di ciò che non finisce. E che assaporiamo, a piccole dosi, già da ora.

Senza fine

Bisogna ricordare alle persone che Gesù le ama, farglielo capire in tutti i modi. Poi sarà Lui a scavare in loro, a conquistarle, come ha fatto con Saulo: è duro per te – gli disse – recalcitrare al pungolo. Dio sa conquistare i timidi, i ribelli, gli orgogliosi.
Si deve comprendere, come rammenta il Cristo alla Bossis, che lo scopo non risiede in questa vita: non gli bastano questi anni per amarci, ci vuole per l’eternità. L’esistenza terrena è solo un mezzo per accedere all’amore senza fine.

I tratti che restano


Amiamo la verità naturalmente, perché così Dio ci ha creati. Lui è verità, e al di fuori c’è il nulla del peccato, la perversione che sfigura l’Immagine, la caricatura che perde i lineamenti del Modello. Ogni nostro atto ha un’eco in Cielo o all’inferno: tutto, di là, prende i tratti che restano per sempre.