Angolazione

Il problema è vivere del contingente, di quello che passa. È la causa dell’angoscia di fondo che attanaglia le persone, con l’aggravante che non sanno da che cosa dipenda. Siamo fatti per l’eterno: la vita si capisce soltanto da questa angolazione.

Nulla ti turbi

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Diceva bene Teresa la grande, con la sua intuizione tutta femminile. Mi sono accorto che due degli articoli che avevo programmato sono stati cancellati. Chi sarà stato? Il nuovo editor, con cui devo prendere ancora confidenza? Un hacker, che non ha niente di meglio da fare che perdere tempo nella bacheca di WordPress? Poi ti ricordi di Gesù, dell’annuncio evangelico di pensare soltanto a quello che rimane, al convincersi una volta per tutte che il mondo, coi suoi mille desideri, è una trappola destinata a diventare ruggine e a sparire. E allora anch’io dico con Teresa: nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Pensa solamente a ciò che è eterno.

Per chi


Non è sufficiente domandarsi perché (ed è già tanto), dobbiamo chiederci per chi. Per chi facciamo le cose, viviamo, ci impegniamo? Se lo facciamo per noi stessi, proveremo l’amara delusione di ritrovarci in mano un pugno di mosche: l’io, infatti, non basta a se stesso, e si consuma nel nulla se non aderisce a qualcun altro. Se facciamo tutto per Gesù, ogni atomo della nostra esistenza s’impregna, fin d’ora, dell’eternità.