Aut aut


C’è un libro di Sören Kierkegaard intitolato Aut aut. Tratta della scelta, che prima o poi si pone, tra l’estetica e l’etica. Fare ciò che mi piace o ciò che devo. Dal punto di vista cristiano, il dilemma si potrebbe rendere così: vivere per sé o per Dio; cercare la soddisfazione personale o lasciarsi guidare dallo zelo per il Regno dei Cieli; scegliere tra l’egoismo e l’amore. Le definizioni si possono moltiplicare, ma il senso è quello. Meno scontato è il fatto che, se optiamo per Dio, l’altro e l’amore, bello e buono convergono: la vera bellezza, come aveva intuito Dostoevsky, è quella del bene e della verità, in barba a Lucifero e a tutti i portatori della falsa luce dell’io.

“Carnage” – una ‘operetta morale’ che ci dice cosa siamo diventati.

Carnage, il film di Roman Polanski (tratto dall’opera teatrale di Yasmina Reza) è quella che una volta si sarebbe chiamata operetta morale.
Bastano poco più di 70 minuti per mettere in scena, con una efficacia tragica e comica insieme, la disperazione della condizione umana, di occidentali all’alba del terzo millennio.

Il pretesto narrativo è noto: in una lite al parco, un ragazzino di 11 anni colpisce un coetaneo al volto con un bastone. I genitori, due coppie di Brooklyn, decidono di incontrarsi per discutere del fatto e risolvere la cosa da persone civili. Gli iniziali convenevoli si trasformano però subito in battibecchi velenosi e il comportamento delle due coppie degenera in situazioni paradossali. Continua a leggere

Animali, creature di Dio

Articolo di Evi Mibelli


Padre Luigi Lorenzetti è considerato, negli ambienti ecclesiali, un assoluto punto di riferimento nel campo della teologia e della dottrina morale. Sacerdote dehoniano, laureato in teologia morale, è stato Presidente dell’Associazione Teologica Italiana per lo studio della morale (Atism) e insegna teologia morale presso lo Studio Teologico S.Antonio di Bologna e all’Istituto Superiore delle Scienze di Trento.
Perchè parlare di lui? Per cosa si distingue dai suoi colleghi di fede? Tra i tanti valori cristiani promossi nel suo operato ecumenico uno, apparentemente ‘secondario’, appare foriero di profonde riflessioni sull’agire dell’uomo e del suo rapporto con Dio: gli animali. Continua a leggere

Etica e nichilismo – Se la Chiesa rivendica l’autorità

di Nadia Urbinati

Alla base dell’ identificazione tra nazismo e nichilismo riproposta recentemente dal Pontefice ci sta, ci suggeriva perspicacemente Adriano Sofri, la difficile relazione del cristianesimo cattolico con la modernità. Il Papa ha scelto una strategia retorica efficace chiamando “nichilismo” la modernità perversa, quella che rifiuta la trascendenza e pensa che il mondo morale sia in grado di reggersi solo sulla ragione e quello sociale solo sul consenso. L’ idea (non nuova) è che ci siano due modernità: una radicale, rappresentata dall’ illuminismo e gestatrice del male estremo che ha segnato la storia occidentale – il nazismo, l’ olocausto; l’ altra moderata, sintetizzata da Vito Mancuso come primato dello spirituale sul materiale, contenimento della ragione. Prima ancora che il nichilismo, un termine che ha funzione polemica più che analitica, il tema centrale é il fondamento dell’ autorità, e quindi l’ interpretazione dell’ umanesimo e della modernità. Continua a leggere

Le ragioni di Benedetto XVI su ateismo e nichilismo

di Vito Mancuso

Martedì Adriano Sofri ha esordito dicendo che avrebbe voluto provarea descrivere “lo sconcerto” col quale ha letto le parole di Benedetto XVI domenica nell’ Angelus, in particolare “il sobbalzo” provato nel vedere “la naturalezza e quasi la distrazione con la quale il Papa ha accostato nazismo e nichilismo”. Sofri è riuscito perfettamente nel suo intento perché chiunque abbia letto il suo articolo ne è uscito con la convinzione che il Papa ha sbagliato nell’ equiparare nazismo, nichilismo contemporaneo e umanesimo ateo. È veramente così? Si tratta di una conclusione azzardata, infondata, magari persino nociva per la convivenza sociale? La questione si può affrontare dal punto di vista storiografico oppure dal punto di vista filosofico-esistenziale. Lasciando a Benedetto XVI la responsabilità storiografica dell’ equiparazione tra nazismo e nichilismo contemporaneo, io affronterò l’ equiparazione tra umanesimo ateo e nichilismo, specificando dapprima che cosa intendo per nichilismo. Continua a leggere