Ornithology 28. Montale, Neri e Renzetti

Bufera Montale
Sul Llobregat

Dal verde immarcescibile della canfora
due note, un intervallo di terza maggiore.
Il cucco, non la civetta, ti dissi; ma intanto, di scatto,
tu avevi spinto l’acceleratore.

*

Eugenio MONTALE, La bufera e altro (1940-54; pubbl. 1956)
in Tutte le poesie
a cura di Giorgio Zampa
Oscar Mondadori, Milano, 1990

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Entro a volte nel tuo sonno

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C’è uno scrittore – un poeta diresti – che scrive frammenti lirici, lasse di testo che hanno una consistenza piumosa e, a un tempo, abbondante. È Sergio Claudio Perroni – io lo conoscevo soprattutto come traduttore di Steinbeck – che ora pubblica, con La nave di Teseo, un bellissimo libro, Entro a volte nel tuo sonno (pp. 180, euro 12), una sorta di modernissimo Zibaldone di pensieri, più aderente alle piccole cose, più intimo ancora, un diario senza tempo che lo sguardo può scorrere in un senso e anche nell’altro, poiché la forza dell’insieme sta nello scorcio sempre inedito che ogni rigo getta sulla vita. Continua a leggere

Punti di vista. Eugenio Montale e Amelia Rosselli



a cura di Barbara Pesaresi

FALSETTO di Eugenio Montale (da Ossi di seppia)

 

Esterina, i vent’anni ti minacciano,

grigiorosea nube

che a poco a poco in sé ti chiude.

Ciò intendi e non paventi.

Sommersa ti vedremo

nella fumea che il vento

lacera o addensa, violento. Continua a leggere

I mercanti nel tempio

da qui

Sono convinti che non siamo capaci di pensare, che ormai ci hanno ridotto a macchine, automi, pronti a obbedire al dio mercato. Evaporati i valori, non si crede a niente, tutto è rimesso in discussione, eccetto il dio mercato, che pretende fede, né ammette obiezioni. L’antidoto è uno solo: pensare, rendersi conto delle realtà in cui Dio – quello in cui non crede più nessuno – si comunica ancora: il bello, il buono, il vero. Ha ragione Dostoevskij: la bellezza può salvare il mondo, il bene lo rimette in sesto, il vero ricupera il mistero in cui troviamo la nostra identità. Rinunciate al mercato e a tutte le sue seduzioni? Credete alla gratuità della vita? Ripartiamo da qui: cacciamo i mercanti dal tempio, facciamogli capire che non hanno vinto.

72. Cluster bombs

da qui

El Pueblo de la Iglesia de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles de Porciúncola. Gli angeli, Los Angeles, LA, un bel nome, forse non c’è modo migliore per chiamare una città.
La luna: me la ricordo in mezzo ai rami che parevano un merletto, un pezzo pregiato di biancheria intima steso contro il cielo.
Il mare era un panno azzurro ondulato, su cui galleggiavano materassini e bagnanti di ogni età.
Difficile dire quali fossero le cause: la povertà, il degrado; la criminalità cresceva a vista d’occhio. Continua a leggere

Crocifisso ( e risorto?)

da qui

La solita manfrina delle uova,
colombe imbalsamate nella glassa,
biglietti colorati a sfondo azzurro
e giallo; la pasqua delle gite fuori porta,
forse perché quel giorno l’hanno messo
in croce oltre le mura cittadine
– maledetto da Dio e dalla gente
chi pende dal legno – col biglietto
scritto in varie lingue, perché tutti
potessero sapere quale danno
ordisse al centro del potere. Continua a leggere

“Upupa, ilare uccello calunniato” – di Mauro Candiloro

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Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

Lirica appartenente alla stagione miracolosa degli Ossi brevi, si situa quasi in chiusura di sezione, in posizione estremamente marcata, quasi il poeta volesse affidarcela come exemplum della presenza animale della raccolta in questione.
L’upupa montaliana è ascrivibile alla categoria che Derrida definisce degli “animots” , intraducibile neologismo della lingua francese composto dalle parole “animaux” e “mot” (parola), coniato dal filosofo algerino per superare la tradizione filosofica (da Aristotele a Heidegger) secondo la quale l’essenza dell’animale è ontologizzabile sotto il paracadute della categoria assoluta “Animale”; premettendo che ogni discorso sull’animalità sia inevitabilmente «dell’uomo, ma per l’uomo e nell’uomo» , Derrida prova a scavalcare l’aporia proprio tramite il neologismo animot, che sorge dalla volontà di «collegare in un unico corpo verbale tre parti eterogenee» : Continua a leggere

Alfabeti, M come Mare

Saluto al mare

Thàlatta! Thàlatta!
Io te, mare eterno, saluto!
Io te, con cuor giubilante,
diecimila volte saluto,
come te salutarono un giorno
diecimila cuori di greci
eroi, famosi nel mondo,
con l’avversa fortuna pugnanti,
anelanti alla patria lontana… Continua a leggere

Eugenio Montale (1896-1981)

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La Storia

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l’ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell’orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
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Alfabeti, E come Estate

Luce tu

Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.

E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere

Montale metafisico

La radicale sfiducia da sempre professata da Montale nei confronti di qualsiasi “progresso” delle arti, e quindi verso la missione sedicente “rivoluzionaria” dei movimenti d’avanguardia sorti a partire dal primo Novecento, è forse all’origine della preferenza accordata dal poeta alla corrente artistica italiana, la Metafisica, che più d’ogni altra rivendica il suo carattere “implosivo”, il suo remare in direzione opposta alla smania di rinnovamento dilagante nel panorama generale dell’arte del tempo.

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