Il blocco degli sbarchi

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Verrà il tempo in cui
gli alieni bloccheranno
gli sbarchi nelle loro
progressive et prospere
lande per farci pagare
i nostri miseri confini
i morti in mare bambini

Max Ponte
13 giugno 2018
#apriteiporti #restiamoumani

L’Europa di Gabriella Sica: lo sguardo dei poeti su di noi

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Gabriella Sica, Cara Europa che ci guardi (1915-2015), Roma, Cooper, 2015

di Marco Zanier

Quanto è presente Petrarca nel suo libro sull’Europa? Questa domanda, che mi è venuta in mente troppo tardi, avrei voluto farla a Gabriella Sica a Villa Celimontana a Roma, il giorno di una prima presentazione, al “Festival della letteratura di viaggio”, del suo ultimo libro Cara Europa che ci guardi (1915-2015), edito da Cooper. Continua a leggere

Nord-Sud Europa: note di viaggio

Nord-sud Europa: note di viaggio in compagnia di Stéphane Hessel e di Alexis de Toqueville
di Marina Torossi Tevini

Viaggiare è strappare almeno per un po’ le radici da un luogo – abitudini ripetitività conforto che una vita che si ripete fornisce – e lasciarsi scivolare sul mondo. Al mattino ti ritrovi in un altro ambiente, ripeti le tue abitudini con delle variazioni, fai la tua passeggiata, fai colazione, cerchi una nicchia per scrivere e pensare. Ma non è la solita passeggiata Continua a leggere

Quanto vale quel simbolo

di Vito Mancuso

Dietro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo di Strasburgo vi è la preoccupazione in sé legittima di tutelare la libertà, in particolare la libertà religiosa dei bambini che potrebbe venir minacciata dalla presenza di un crocifisso nelle aule scolastiche. In realtà vi sono precisi motivi che rivelano l’ infondatezza di tale preoccupazione, e mostrano al contrario che dal crocifisso scaturisce uno sprone all’ esercizio della libertà in modo giusto e coraggioso. Il primo di questi motivi si può esprimere con le parole con cui domenica scorsa Eugenio Scalfari concludeva il suo articolo, quando, rivolgendosi al cardinal Martini e dopo aver ribadito il suo ateismo, scriveva: “Sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all’ amore del prossimo.A lei lo invita il suo Dioe il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazaret o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l’ amore prevalse sul potere”. Da queste parole schiettamente laiche appare che il simbolo del crocifisso è un invito all’ amore universale, in particolare a quell’ amore che non teme di scontrarsi con l’ arroganza e la forza del potere. Ma se è lecito scrivere come fa Scalfari che in Gesù l’ amore prevalse sul potere, è altrettanto lecito vedere nella sua croce l’ esatto opposto, cioè la prevalenza del potere sull’ amore. Continua a leggere

Europa: un sogno finito?

Il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni.
Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa.
Un ceto politico responsabile non si occuperebbe di altro.
Noi invece discutiamo del “trionfo” di Di Pietro e dello 0,5 in più dell’UDC.
Questioni di capitale importanza, come è evidente.
La cosa non è diversa nella Spagna di Zapatero o nell’Inghilterra di Gordon Brown.
L’Europa, come idea, come progetto, come sogno, declina, si affloscia, e si eclissa insieme alle classi dirigenti che produce.
Massimo Cerofolini ha avviato su Radio Uno un ciclo di interviste sull’identità europea.
La prima la ha fatta a me.

Potete ascoltarla qui

Perché non possiamo non dirci cristiani

di Carlo Caffarra

Ogni volta che leggo un libro, alla fine mi faccio sempre una domanda: a quale interrogativo fondamentale esso intende rispondere? Quale problema risolvere? Se non vado errato, la domanda fondamentale del libro di Marcello Pera Perché dobbiamo dirci cristiani è la seguente: “come impedire che crolli la ‘casa’ – l’ethos direbbero i greci – che l’Occidente ha costruito come dimora degna dell’uomo? Come ridare stabilità ad un edificio che sta mostrando crepe talmente pericolose da preludere al crollo?”
È opportuno chiarire che cosa denota questa metafora della casa/edificio. A diversità degli altri animali, l’uomo si colloca dentro al mondo in cui vive non solo in modo da assicurarsi la sopravvivenza individuale e specifica. Egli desidera naturalmente una collocazione buona e vera, non solo utile e piacevole: desidera un modo di essere e un modo di stare nella realtà che sia adeguato alla sua natura di persona. Per esemplificare: non un qualsiasi modo di vivere in società, ma il modo giusto. Tutto questo intendo quando parlo di ‘casa’, di ‘edificio’ degno dell’uomo.
Ovviamente la domanda di fondo genera logicamente due sottodomande:
a) di che dimora si sta parlando?
b) perché si afferma che essa è a rischio di crollo? Continua a leggere