Time machine: scritto nel 2011 ma ancora attuale? Giudicate voi….

La discussione in rete (e non solo) sulla rete sta negli ultimi giorni tornando ad agitare i pomeriggi afosi di chi ha appena finito le vacanze. Internet continua a essere la nuova frontiera, il grande universo rigirato che vive dietro gli indici cliccanti di milioni di persone. Il buco del coniglio è uno schermo sempre più piatto, dove a detta di molti si potrà scendere sempre più in profondità, con orizzonti e confini tutt’ora impossibili da delineare. È una vera e propria ‘corsa all’ovest’ dove alle terre si sostituiscono i ‘domini’ e dove ognuno, come nella migliore tradizione pionieristica, può crearsi una nuova identità a cavallo della quale rifarsi un’altra vita.
Si cercano regole. Si parla di buon senso. Regole e buon senso che difficilmente potranno essere trovate, se pensate sulla base dei parametri del mondo, cosiddetto, reale. La prima regola del mondo-internet, infatti, è che non pare esserci distinzione tra reale e immaginario, in una sorta di paradossale ricostituzione delle tre unità aristoteliche secondo la quale tutti possono essere (quasi) chiunque, in (quasi) ogni luogo e (quasi) nel medesimo tempo. Continua a leggere

“Quando muore uno famoso”, i miei post su FB e Zerocalcare

cop di Max Ponte

Vi riporto due post pubblicati sul mio profilo FB datati 8 dicembre 2014 e commentati dai miei “amici” in modo molto partecipato, e spesso infastidito per quanto scritto.

(1) e ritornano i necrologi a segnare la scomparsa dell’ennesimo personaggio con diffusione di falsi commiati e lacrimucce telematiche, come diceva mia nonna “quando nascono sono tutti belli, quando si sposano son tutti ricchi e quando muoiono son tutti buoni” Continua a leggere

Esiste un uso efficace di Facebook o è solo una perdita di tempo?

di Sandrone Dazieri

Non riesco a far funzionare il social network come vorrei e comincio a chiedermi se sia un simpatico imbroglio. A cominciare da Facebook. Sono doverose alcune premesse: sono un buon conoscitore delle reti, che ho cominciato a frequentare dai tempi delle bbs, quindi non ho problemi tecnici o di conoscenza del mezzo. E il “come vorrei” significa che il social network, oltre a a farmi chiacchierare con estranei e lontani conoscenti (potrei riuscirvi ugualmente, visto che la mia Email è pubblica), mi aiuti nella mia professione. Che è quella di far circolare contenuti, a volte di intrattenimento puro, a volte seri, per lo più una sorta di commistione.
Ora, veniamo al caso in questione.
Su Facebook ho circa 650 amici, che è un termine improprio per definire qualcuno che si è linkato a te e mette la sua faccia sulla tua homepage (piu’ o meno) e mette la tua faccia sulla sua homepage. Questo permette all’amico in questione di poter scrivere sulla tua bacheca pubblica, di inviarti simpatici e inutili test, di essere aggiornato su quello che fai attraverso una versione facebookiana di twitter. Oltre ai suddetti amici, mi pregio di avere un fan club (!!) a me intitolato che contiene circa duecento membri (che è poco rispetto a Saviano, ma meglio di quanto mi aspettassi). Continua a leggere

“Feisbuuc” di Lorenzo Pezzato – Il libro

Feisbuuc

Era iniziato con la pubblicazione a capitoli sul web, ed è finito sugli scaffali delle librerie stampato su carta.

Si tratta di Feisbuuc, il romanzo del giornalista veneziano Lorenzo Pezzato, di cui avevamo già scritto. Una storia intrigante che parla delle relazioni sociali nell’era di internet, e che usa come “scenografia” proprio Facebook, il social network più famoso del momento. Continua a leggere

Occhi da vendere (intorno a Facebook)

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di Alberto Berretti

Fabrizio mi chiede di commentare in questa sede la vicenda dell’amico Vittorio Zambardino cassato da Facebook. Lo faccio solo ora, a vicenda conclusasi felicemente con la riapertura dell’account di Zambardino, sostanzialmente per ragioni di tempo (sto traslocando, due case in una, vi lascio immaginare). Ma la prospettiva mi da anche la possibilita’ di parlare d’altro, e piu’ in generale di dove un sistema come Facebook vuole arrivare e che futuro puo’ avere.

E’ anche arrivata una parziale ed incompleta risposta da parte dello staff di Facebook, che conferma quello che ho pensato fin dall’inizio in questa vicenda. Si e’ trattato dell’errore di un “bot”, un programma che analizza il comportamento degli utenti e che, sulla base di principi euristici, cerca di determinare se qualche utente stia violando le condizioni di servizio (ad es. usando il sistema per veicolare spam). Ovviamente possono succedere due cose, e cioe’ che il bot, come tutti i programmi, contenga dei bugs, degli sbagli, per cui si comporta lui in modo anomalo cancellando utenti innocenti, oppure che l’utente in questione devii dal profilo dell’utente medio che lo staff di Facebook si immagina per ragioni perfettamente lecite. Continua a leggere

Feisbuuc, il romanzo – Che dire?

articolo di Giovanni Agnoloni

Il sito è questo, e l’autore si chiama Lorenzo Pezzato. Ne ha parlato anche la stampa nazionale. “Feisbuuc” è un romanzo offerto in rete un pezzo per volta su un blog, e aperto al confronto con i lettori-attori di Facebook, il social network che ormai spopola in rete. Ne potranno anche risultare modifiche al testo da parte dell’autore. Continua a leggere

FACEBOOKMANIA. Nel condominio elettronico senza fine.

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di Franz Krauspenhaar

1) In pieno reality.

E’ la moda del momento. Via ai salotti, via ai ritrovi, stasera si resta a casa. Per molti, milioni di persone sparse in tutti i continenti, è venuta l’ora di ritrovarsi con tante persone a distanza, proprio comodamente a casa. Ognuno se ne sta seduto al suo computer e interagisce con gli altri. Parla? No, tace, nel silenzio ovattato delle fibre ottiche. E’ il “social network”, il circolo allargato a possibile dismisura. E’ Facebook, il “faccialibro”, una specie di catalogo elettronico di se stessi messo in rete. Con tanto di profilo, corredato di foto, sostituibile in ogni momento, di informazioni personali. E descrizione dei gusti, delle preferenze, delle adesioni politiche, calcistiche, eccetera. E la possibilità di inserire album fotografici, di pubblicare pezzi scritti di varia provenienza (anche la propria), di inserire video, registrazioni di eventi. Di tutto quanto fa spettacolo. E poi gli “amici”, rigorosamente tra virgolette. Continua a leggere