I corvi e la notte. Di Nadia Agustoni


(Uccelli sui rami)

Una vedetta non abbandona la postazione, nemmeno quando il vento sembra la voce dei morti. La gente mi conosce come un bambino speciale e sembra non pensarmi in altro modo, non immagina che io sono solo un bambino e rido e soffro senza sapere il perché. Infatti non tutte le volte noi sappiamo i perché. Non siamo come i libri: siamo pagine strappate via o ancora da scrivere. Sicché io sto sui tetti e penso, penso profondamente alla notte. Chi capisce la notte attraversa l’universo. Siamo così soli quaggiù che la notte ci nasconde e abbiamo posti dove le cose e la gente riposano. E’ allora, nel riparo, che si vedono i pensieri andare via da noi. Si staccano e fanno un giro di boa, perché somigliano a barchette di carta con righe e parole scritte dentro a caso. Continua a leggere

La notte delle barche fantasma. Di Nadia Agustoni

(Luna mare)

La notte delle barche fantasma.
di Nadia Agustoni

C’è chi crede ai fantasmi e chi no, ma chi è sveglio di notte sui tetti, perché è un bambino cresciuto lì sopra, non fa fatica a dirvi che i fantasmi sono tantissimi e non vengono dall’altro mondo, ma dal nostro. Se ci pensate un po’ lo capite da voi che cosa sono i fantasmi: sono paure grandi come le case dove ci nascondiamo. I fantasmi di terra sono i più comuni e sono fatti di fumo e parole sfuggite alla gente. Per lo più questi sono fantasmi innocui, ma se il luogo da cui provengono è l’acqua marina allora è tutt’altra storia. All’inizio anche io confondevo le cose. Credevo che i fantasmi fossero tutti uguali. La vita però non lascia in sospeso quasi nulla e quindi mi trovai una bella notte a capire come stanno le cose. Quella notte c’era un vento che veniva dal mare, un’aria grande, senza pioggia e senza nuvole in arrivo. Continua a leggere

La capra che volò sul bosco. Di Nadia Agustoni

(Le capre ci guardano?)

La capra che volò sul bosco.
di Nadia Agustoni

A me gli animali creano sempre stupore. Gli animali sono esseri di un mondo più grande del nostro. Un mondo grande quanto il bosco più grande. Alcuni sono semplicemente animali, simpatici o meno, altri sono particolari e si distinguono perché compiono imprese eroiche. Avendo un’ampia veduta della terra circostante dall’alto tetto su cui sono di vedetta, mi capita a volte di assistere ad episodi stravaganti che hanno per protagonisti gli animali. Immagino che tutti sappiate cosa è una capra e magari sapete anche che le capre in genere sono ostinate. Diciamo che sono l’ostinazione a quattro zampe. Questa storia non è inventata, è accaduta: un fatto notturno con prove di volo. Continua a leggere

Il cielo sopra i comignoli. Di Nadia Agustoni

(comignolo)

Il cielo sopra i comignoli.
Di Nadia Agustoni

Il primo cielo che incontro lo dico sottovoce. Appare pochissimo ed è un cielo calmo che respira e ha un azzurro che si apre tra le nuvole e scende fino a una linea bianca simile al fumo di comignoli invisibili. Mi protendo sul cornicione e rimango in bilico un attimo e prendo questo cielo come se stesse tra due dita. In effetti dopo ho le dita azzurre, a piccole macchie quasi pallide. Penserete che sono un artista o un semplice acrobata. In verità è tutto diverso da come sembra. Io sono un bambino che sta sopra i tetti e conosce i tetti e le tegole e i comignoli e il fumo dei comignoli e il cielo sopra i comignoli. Vi basta? Dovete sapere che non è difficile vivere sui tetti. Molti gatti lo fanno e anche io lo faccio, anzi non saprei vivere in un paese dove le case non hanno i tetti. Continua a leggere

Gli occhi d’oro delle volpi. Di Nadia Agustoni

(Volpe)

Gli occhi d’oro delle volpi
di Nadia Agustoni

Le volpi hanno gli occhi d’oro e il mondo intorno a loro è d’oro e a loro sembra sempre che la notte cada lontano e che tutto brilli perché è sempre nuovo. Le volpi, anche se nessuno ci crede, sono animali sbadati e danno la caccia alle galline perché vedono miraggi non galline e non vedono uova, ma piccoli soli. Ci sono certi bambini poveri che hanno gli occhi delle volpi, ma non sono parenti. Sono bambini senza casa e i loro occhi sono gialli più che oro perchè hanno fame. La fame è un animale fantasma che gli entra nel corpo e li fa parlare a vuoto e il vuoto li fa diventare muti. Così molti credono che i bambini poveri sono degli stupidi mentre sono soltanto poveri. Nascere poveri su questo pianeta, che pure è tanto verde rispetto alle galassie, è molto comune. Si nasce bambini e si è poveri. Me lo ha spiegato uno di loro: “ nasciamo e le nostre mamme sono povere e muoiono dopo un po’ e noi diventiamo subito bambini poveri o molto poveri e ci crescono gli occhi, crescono, crescono e sembrano palloncini in volo”. Continua a leggere

I mostri marini. Di Nadia Agustoni

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(Barchetta di carta sul mare)

I mostri marini

I miei occhi sono due sassolini neri, ma a volte è come se fossero più neri e così brillano. Io li lascio brillare perché vedono di più, guardano le cose come a farle diventare trasparenti e le vedono al centro come quando si guarda un cuore fino in fondo. Quando di notte vado in giro arrivo al mare. Il mare è grande e profondo e non lo vedi tutto e certi colori del mare sono ombre e le ombre sono i mostri marini. Dal mare vengono fenomeni strani e si chiamano onde. Le onde sono più piccole del mare, ma si muovono nell’acqua, si alzano e con la schiuma sbattono contro le case: è tutto un trac alle finestre e un cric e c’è un rumore che è diverso dai rumori che si conoscono ed è il mare. Continua a leggere

Io sono un bambino con un mantello nero. Di Nadia Agustoni

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(Il paese dei balocchi. Disegno)

IO SONO UN BAMBINO CON UN MANTELLO NERO.

di Nadia Agustoni

Io sono un bambino con un mantello nero, nero come la notte che è nera e come il buio in cantina che è nero e anche il bosco è nero e neri gli alberi e nera la terra che è ancora più nera nelle grotte e nero il cielo in cima ai rami e le foglie sono nere e neri gli uccelli e la civetta. Questo è il paese nero, con la gente nera e io non ho paura delle cose nere, solo dei cuori neri e di cappuccetto rosso che non capisce nulla dei lupi e fa le cose tanto per farle, ma mi hanno detto e ve lo dico, che solo i bambini veri capiscono i lupi, che solo i bambini neri parlano con i lupi e gli dicono le cose ai lupi come un comandamento e i lupi non rispondono, li guardano e sono lupi che fissano un bambino che è quasi una stella, la loro stellina oscura. Continua a leggere

Fumo. Di Nadia Agustoni

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(Jean Michel Folon. Disegno)

FUMO

di Nadia Agustoni

Riempito il sacco di vento e saliti i gradini tre alla volta fin sul tetto, appena giunto, colsi due o tre stelle e lanciai in aria il vento che ricadeva ovunque. Avevo una foglia in ogni tasca e pensavo all’autunno, alla notte che sembrava uno scudo, al tempo che scivolava piatto tra vita e vita mentre mi cresceva il cuore come un pensiero che cresce troppo e avevo paura di ascoltare: chissà se ero un principe o un bambino e chissà se mi ero perduto in un cielo di puntini più chiari e magari stavo per scoprire che non esistevo, che tutto questo non era il mondo e io sognavo senza un altro sogno che mi svegliasse. Continua a leggere