Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e gli insegnanti: felice il popolo che non ha bisogno di eroi

“Gli insegnanti oggi sono degli eroi” (Matteo Renzi, 20, 5, 2014)

“Ridare dignità al lavoro dell’insegnante”, “rivalutare gli insegnanti” , “rimettere al centro gli insegnanti”, “valorizzare il lavoro dei docenti”… Apprezzamenti da fuochi d’artificio (“Gli insegnanti sono degli eroi”) che nascondono un profilo lavorativo scarsamente considerato dal punto di vista economico. Queste belle espressioni, prese in prestito da qualche libro di pedagogia, diventano, se rapportate al nostro contesto lavorativo, una presa per i fondelli e quindi irritanti (vedi qui). Chi ci governa chiama “eroi” gli insegnanti per poter continuare a chiedere loro atti di eroismo: avere per 10 anni lo stesso stipendio, non avere scatti stipendiali legati all’anzianità, accettare come “premio” una diminuzione della retribuzione, lavorare in scuole non sicure, insegnare in classi pollaio, fare esami di Stato gratis… Del “Buon Insegnante” di Matteo Renzi parlano in questa puntata di vivalascuola Lucio Ficara e Donata Miniati. Sullo sfondo, l’insegnante com’è adesso, visto attraverso recenti inchieste. Continua a leggere

Vivalascuola. Uomini in educazione

Le insegnanti sono circa il 100% nella scuola dell’infanzia, il 95,6% nella scuola primaria, il 76.5% nella media, il 60.3% nella superiore. E’ la femminilizzazione della scuola italiana. A cosa è dovuta la scarsa presenza maschile – meglio sarebbe definirla assenza – nei percorsi di studio e nelle professioni educative? Perché, nel 2010, a laurearsi nelle Facoltà di Scienze della Formazione troviamo solo il 9,2 % di uomini? Perché la percentuale degli iscritti nei corsi che abilitano all’insegnamento nella scuola primaria questa percentuale crolla al di sotto del 5%? Perché gli uomini hanno abbandonato la scuola?

Il problema è affrontato nel volume collettivo Uomini in educazione, che riporta gli atti del convegno tenutosi all’Università di Milano Bicocca il 14 marzo 2012. Da questo volume presentiamo, per gentile concessione delle Stripes Edizioni, che ringraziamo, brani degli interventi di Andrea Marchesi, Fabio Arras e Alessio Miceli.

Qui ci vuole (ancora) il maschio. Dialogo tra generazioni di educatori
di Andrea Marchesi

Un’evidenza invisibile: gli uomini fuori dalla scena educativa

Un collega mi racconta che si sono dimessi tre educatori nel giro di poche settimane e nella sua cooperativa sono disperati perché non riescono a trovare figure maschili. Continua a leggere

Vivalascuola. Donne e uomini nell’insegnamento

Nella puntata di vivalascuola dedicata all’8 marzo abbiamo parlato della femminilizzazione della scuola. Abbiamo visto che le insegnanti sono circa il 100% nella scuola dell’infanzia, il 95,6% nella scuola primaria, il 76.5% nella media, il 60.3% nella superiore. Questa realtà fa nascere molte domande. Come maestre e maestri vivono nel loro lavoro quotidiano la femminilizzazione della scuola? L’assenza di uno dei due generi in ambito educativo può nuocere ai bambini? Nascono difficoltà quando nel lavoro e nella relazione educativa si trovano a collaborare insegnante uomo e insegnante donna? Abbiamo rivolto queste domande a Donata Glori e Sebastiano Aglieco, di cui qui presentiamo le risposte. Quella che segue è la losro esperienza, ognuno dei lettori può aggiungere la sua. Continua a leggere

Vivalascuola. Per l’8 marzo della scuola

Nelle facoltà che formano insegnanti ed educatori i maschi sono solo il 13%. “Le conseguenze di questa sproporzione sono molto gravi”, spiega Barbara Mapelli. “Il messaggio dato, soprattutto ai più piccoli, è che siano solo le donne a prendersi cura di loro. L’educazione viene ancora considerata un’attività femminile, gli uomini se ne sono sempre preoccupati poco. Sarebbe utile che dall’asilo in su gli insegnanti fossero un uomo e una donna. I maschi hanno modi e competenze diverse, ma questo non può che essere un bene”. (vedi qui)

Scuola: sostantivo femminile
di Marina Boscaino

La delegittimazione programmatica dei docenti italiani è stata uno sport prevalentemente di centro destra. A turno Garagnani, Brunetta, Berlusconi, Gelmini hanno pronunciato parole trasudanti profondo disprezzo per chi fa il nostro lavoro. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola, le maestre, l’8 marzo

La scuola elementare e le maestre – i cui visi ricorrono in tanti testi a loro dedicati, poesie, documenti, fotografie, riproduzioni di manoscritti dalle sapienti e ordinate calligrafie – sono state lo strumento più prezioso per incanalare il cambiamento in binari di civiltà e di crescita etica e civile. Restituire alla memoria le storie private delle donne, delle maestre che hanno accompagnato il mutamento del nostro Paese significa intrecciare con gratitudine la piccola con la grande storia. (Marina Boscaino)

Non posso dimenticare il giorno
di Maria Grazia Calandrone

Convinta come sono che la scuola formi un’area decisiva della personalità dei futuri cittadini, ho accettato contenta di sciorinare una mezza paginetta di ricordi miei propri di allieva e di estemporanea portatrice di versi tra i banchi. Gli occupanti dei banchi, quando non volontari, sono annoiati preadolescenti che si presentano all’appuntamento con il pregiudizio che i poeti siano dei gobbi e lagrimosi individui macerati da lutto e da dolore. Continua a leggere