Bamboccioni? No, arresi. E cocciuti nella loro resa.

 
di: Guido Tedoldi

Recensione de «La resa», romanzo di Fernando Coratelli – Gaffi, 2013, pp. 410, € 16,90
 
Questo romanzo racconta l’oggi di una generazione, quella dei trenta-quarantenni, e racconta l’oggi di una città, Milano. E lo fa con la ragion veduta dell’autore, Fernando Coratelli, che è nato nel 1970 e parla delle persone che conosce e che incontra nella vita di tutti i giorni, nel posto che frequenta ogni giorno. Per farlo ci impiega un tot di pagine, in molte delle quali sembra che i componenti della generazione raccontata vogliano realmente impegnarsi per cambiare il mondo – per quanto possibile in meglio a seconda delle sensibilità personali di ognuno. Invece, quando si arriva alla fine… si realizza ciò che fin dal titolo era evidente. Si arrendono tutti. E nel caso in cui qualcuno continui a combattere, be’, non se la passa tanto bene.

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La resa, di Fernando Coratelli

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La resa (Gaffi editore)
di Fernando Coratelli

Rashid è sul terzo vagone della linea tre, la “gialla”, in direzione San Donato – il treno è appena ripartito dalla fermata Sondrio. Lo zaino gli pesa ma non gli pesa la testa. Stanotte ha dormito contro ogni previsione. In caso non fosse accaduto aveva una boccetta di Xanax a portata di mano, però non l’ha usata e ne è fiero. Anche Attash ne sarebbe fiero. Sul vagone in cui viaggia c’è tanta gente, ma evita di guardarla: non deve provare alcuna emozione, alcun pentimento o genere di misericordia. Ci crede. È un moto dell’anima. Continua a leggere

Wikipedia, la precisione delle fonti e lo scrivere libri contemporaneo

di: Guido Tedoldi

Un paio di idee ispirate da «Quando il comunismo finì a tavola», romanzo di Fernando Coratelli, Caratteri Mobili, 2011, pp. 125, € 13,00

Una recensione di questo libro è già comparsa qui su LaPoesiaELoSpirito – lo scorso 2 aprile a firma di Franz Krauspenhaar. In quella sede Franz ha parlato soprattutto del valore letterario del racconto su cui si basa il libro, cioè quello dei 33 anni trascorsi in Italia tra il 1978 e i giorni nostri, ovvero tra il rapimento di Aldo Moro in un periodo in cui c’era ancora il partito comunista, e l’affogare del 4° governo Berlusconi, in un periodo in cui il partito comunista non c’era più dopo aver cambiato nome diverse volte.

Coratelli però non ha parlato soltanto di politica. Ha messo in evidenza un’altra trasformazione avvenuta tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo: quella ispirata dalla Wikipedia riguardo il valore della precisione. Niente più incertezze, niente più ricordi vaghi, tutta precisione chirurgica resa possibile dai nuovi strumenti informatici.

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L’ibrido autobiografico di Coratelli.

di Franz Krauspenhaar

Conosco bene Fernando Coratelli, uno scrittore barese di stanza ormai da parecchi anni a Milano. E’ anche operatore culturale, organizzatore di serate e readings, editor. Coratelli crede ancora – uno dei pochi – nel potere della letteratura di muovere non solo le coscienze (che è “movimento sedentario”, per dir così) ma soprattutto le persone, fisicamente, da un luogo all’altro. Organizzare eventi legati al libro significa prestare particolare ascolto a ciò che inizia e finisce con la lettura, perché il libro è la letteratura, ovvero è un contenitore fisico di problematiche esistenziali, di speranze, di lotte, di pensiero umano. Il libro comincia laddove finisce un vissuto legato all’opera, come se esso fosse il neonato distaccato dal taglio del cordone ombelicale. Continua a leggere

Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani.#5 FERNANDO CORATELLI

a cura di Franz Krauspenhaar

Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?

È una domanda cui da tempo cerco risposta. Spesso mi sveglio al mattino, mi guardo allo specchio e come novello Travis Bickle ripeto: “You talkin’ me?”. Ovviamente è l’io scrittore che risponde all’io uomo che gli chiede perché fai lo scrittore.

Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.

Direi che fra gli amori ce ne sono vari – da alcuni immancabili classici (Cervantes, Baudelaire, Dostoevskij, Camus, Gombrowicz ecc.) a altri più contemporanei, fra cui DeLillo, Auster e Marías. In Italia citerei Cappelli.

Alla voce odi, invece, annovererei Salinger, Wallace (ebbene sì non mi è mai piaciuto, o non quanto viene osannato) e un poco di autori italiani che più che odiare trovo assai noiosi. Ma c’è un’autrice di cui fatico a leggere anche solo tre pagine di seguito: Isabel Allende. Continua a leggere

Imprescindibile – one man show

One man show  di Franz Krauspenhaar tra poesia, racconti, improvvisazioni, forse invettive, forse altro ancora.

Il 9 Luglio venerdì a Milano presso la Fondazione Durini, Sala delle danze, all’interno della mostra “Il Mito del vero/il ritratto/il volto” in via Santa Maria Valle 2 (vicino a via Torino, MM Duomo.)
Dalle ore 21 fino ad orario imprecisato.

FK sarà presente in sala anche fra le 18 e le 20 per due chiacchiere preventive.

Guest star: Fernando Coratelli.

Per puro caso – di Fernando Coratelli

Il suono delle stoviglie del bar all’angolo

Le finestre aperte le mattine estive

Gli stessi libri in biblioteca da vent’anni

Le promesse che scivolano da amante ad amante

Il passo pomposo di chi non si è mai mosso

La nudità nascosta in un accappatoio Continua a leggere