Biografie a confronto: Barack Obama e Fidel Castro

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di Guido Michelone

Nel giro di poche settimane escono dalla scena politica due figure-chiave della Storia contemporanea e della realtà internazionale, Barack Obama e Fidel Castro, ai quali l’editore Rizzoli dedica subito due biografie molto interessanti, sebbene tra loro assai diverse per metodo, svolgimento, contenuto. Continua a leggere

GORDIANO LUPI INTERVISTA CARLOS ALBERTO MONTANER

Introduzione e intervista di Gordiano Lupi

da Postpopuli.it

Carlos Alberto Montaner (da abiculiberal)

Incontriamo Carlos Alberto Montaner, autore de La moglie del colonnello (Edizioni Anordest) per parlare del suo ultimo romanzo, appena uscito in Italia dopo aver riscosso un buon successo negli Stati Uniti e in Spagna. Si tratta di una storia d’amore, ma diversa dal solito, perché è il racconto del tradimento della moglie di un eroe della rivoluzione cubana che si trasforma in un thriller erotico con un finale imprevedibile.

L’autore scrive la storia dalla parte della donna, compiendo un’indagine profonda sulla sessualità femminile e sul machismo cubano, ma non trascura di denunciare la mancanza di libertà che affligge Cuba dal 1959. Il romanzo è ambientato nella situazione cubana degli anni Ottanta, in piena guerra d’Angola, ma gran parte della storia (il tradimento di Nuria) si svolge a Roma. Continua a leggere

Che – l’Argentino

di Mauro Baldrati

cheE’ uscito nelle sale il lungo film di Steven Sodebergh su Che Guevara, spezzato in due (la prima parte si intitola Che – l’Argentino), incerto tra la celebrazione di un rivoluzionario, idealista e pragmatico, intellettuale e soldato – oggi un eroe pop la cui immagine è riprodotta in serie ininterrotte su manifesti, magliette, cartoline – e la narrazione biografica di una vita, e di un evento storico. Probabilmente è per questa intenzione esitante, o sdoppiata, che riscontriamo una mancanza di forza narrativa, che pervade quasi tutte le sequenze del film, e i personaggi, a partire da un giovane Fidel Castro doppiato con una curiosa voce petulante, fino allo stesso Guevara interpretato da Benicio del Toro, che non riesce a conferire sufficiente profondità ed espressività al suo personaggio. Non riusciamo a capire, o solo a immaginare, come poteva essere il Che, dalla sua interpretazione. Lo seguiamo da Città del Messico, dove nel 1956 con Fidel progetta una spedizione a Cuba con un pugno di volontari, per iniziare la lotta di liberazione, e rovesciare il regime del dittatore-gorilla Batista, fino a una lunghissima, lenta, apparentemente senza scopo peregrinazione nella giungla, con (rari) scontri a fuoco con l’esercito regolare cubano. Lo vediamo parlare coi contadini, comandante severo con chi diserta e si abbandona a furti e violenze contro la popolazione, uomo in difficoltà per l’asma che lo perseguitava, ma resta un personaggio impenetrabile, a differenza del giovane idealista, sincero e amante della poesia e dell’avventura del bellissimo I diari della motocicletta.
Sono invece efficaci le scene, girate in un bianco e nero che riproduce perfettamente la fotografia dell’epoca, che ricostruiscono il viaggio a New York del 1964, dove parlò all’assemblea dell’ONU contro la politica imperialista degli Stati Uniti.

Attendiamo la seconda parte, Che – Guerriglia, in uscita a breve, perché è comunque imperdibile tutto ciò che riguarda la vita e la battaglia del grande comandante.