POTERE FUTURISTA, il saggio

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Il saggio di Max Ponte dedicato al rapporto del futurismo italiano con la politica. I futuristi erano fascisti? E qual era davvero il progetto di Filippo Tommaso Marinetti? Viaggio attraverso la volontà futurista di portare l’arte al potere. Verranno analizzati il pensiero, la storia e le vicende che hanno accompagnato la prima fra le avanguardie storiche. Il saggio vuole affrontare l’aspetto più autentico e più trascurato del futurismo, con la speranza che possa essere compreso meglio il geniale disegno di Marinetti e non solo. L’onda lunga del futurismo è giunta fino ad oggi, nelle arti contemporanee, nel cyberspazio e nelle nuove guerre materiali e immateriali che ci accompagnano. Max Ponte svolge attività di ricerca presso l’Università Paris Ouest, ha pubblicato poesie e racconti, è curatore di eventi letterari e mostre d’arte contemporanea.

Il libro è disponibile in pdf su Ultima Books. Presente anche su IBS, BookRepublic e Gplay.

IL CENTENARIO DI LACERBA: IL FUTURISMO RACCONTATO DA CORRADO MARSAN

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il 2013 è l’anno del centenario di Lacerba, la storica rivista del movimento futurista, ma non solo. Ho avuto il piacere di parlare e di imparare moltissimo sull’argomento dallo storico dell’arte Corrado Marsan, uno dei massimi esperti in Italia in materia di Futurismo, che il prossimo 22 marzo, alle ore 17, terrà sulla pedana esterna del caffè fiorentino delle “Giubbe Rosse”, storico ritrovo dei futuristi, una conferenza sul tema “Filippo Tommaso Marinetti alle Giubbe Rosse”.

Le righe che seguono sono frutto della mia conversazione col Prof. Marsan, che mi ha anche permesso di pubblicare un articolo sul numero di domenica 10 marzo del “Corriere Nazionale”.

Da sinistra: Palazzeschi, Carrà, Papini, Boccioni, Marinetti (da giubberosse.it)

Le Giubbe Rosse hanno proprio in quest’anno (1913) il proprio sancta sanctorum, perché con la data del 1° gennaio – anche se di fatto arriva nelle librerie qualche giorno dopo – nasce il primo numero di Lacerba, dopo una lunga incubazione alla quale assiste, come “contenitore”, il caffè delle Giubbe Rosse. Se torniamo al fatidico 30 giugno 1911, vediamo come all’esterno del locale si verifica il primo famoso parapiglia tra Soffici e Boccioni. Boccioni, dopo il duro attacco su La Voce – la grande rivista di Prezzolini – nel maggio precedente, sanguigno com’è va a casa di Marinetti a Milano e convoca anche Carrà per farla “pagare” ai fiorentini vociani. In effetti, Soffici, con un linguaggio molto offensivo e molto greve, e soprattutto un po’ superficiale, aveva attaccato duramente la prima mostra di arte libera ospitata nell’aprile-maggio 1911 nel Padiglione Ricordi a Milano. I milanesi vengono allora giù a Firenze, auspice Aldo Giurlani, più noto come Aldo Palazzeschi, che fa da “avanguardia” e dice “Io so dove trovarli” – lui abitava in via Calimala al numero 2 – e si presta a far loro strada e a indicare quando arriveranno gli altri. Arrivano alle Giubbe Rosse, e Palazzeschi indica Soffici a Boccioni. Continua a leggere

Intervista impossibile a Luce Marinetti

di Marilena Lucente

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“Ogni mattina imponetevi di contraddire il progetto o programma che la vostra vita passata v’ispira. Fate esattamente il contrario di tutto ciò che il grande Albergo, il Baedecker, i vostri amici, la temperatura della giornata, il paesaggio, i vostri bagagli, il vostro denaro, le vostre comodità e tutti i vostri gusti vi impongono di fare. Sarà naturalmente in voi il desiderio di rimanere soli più lungamente possibile. Ma dovunque vi sono importuni e folle opprimenti!”

F.T.Marinetti, Scatole d’amore in conserva, 1927

In un  brillante pomeriggio d’estate, il treno corre  solcando l’estremo lembo della Puglia, attraversa la spianata degli ulivi – sembra sia il  vento dell’alta velocità a muovere  le foglie di verde, d’argento e di grigio –  sfiora il giallo delle dune lungo la costa, sino ad inabissarsi, ma è un’ impressione, nell’azzurro intenso del mare. Azzurro lapislazzulo. Nello scompartimento viaggia Luce Marinetti, curatrice del Centro Studi Marinettiani  della Yale University,  diretta a Lecce. Di fronte a lei, una donna, la chiameremo  semplicemente, la “Lettrice”, immersa nel libro: Scatole d’amore in conserva . Continua a leggere