FRANCO MICHIELI, “LA VOCAZIONE DI PERDERSI

Recensione di Giovanni Agnoloni

Franco Michieli
La vocazione di perdersi
Ediciclo Editore, 2015

Questo libro di Franco Micheli l’ho visto praticamente nascere. Mi spiego meglio: l’amico e collega Davide Sapienza mi aveva parlato di un viaggio a piedi in Lapponia in programma insieme all’autore e a un terzo escursionista, Davide Ferro. Poi un’intempestiva tendinite l’avrebbe costretto a dare forfait, per cui sarebbero rimasti in due, per quella che si prospettava come una marcia senza il supporto di mappe, bussole, GPS o altri ausili tecnici per l’orientamento; solo le stelle, il sole e la conformazione del territorio.
prod_1377_MichieliLa sfida, estremamente affascinante, sarebbe poi diventata questo prezioso volumetto edito da Ediciclo, il cui titolo (La vocazione di perdersi) e sottotitolo (Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti) disegnano un arco ideale all’interno del quale sta racchiusa tutta la filosofia di viaggio di Franco Michieli (“Piccola filosofia di viaggio” è, appunto, il titolo della collana che lo ospita). Perdersi significa infatti mollare qualunque riferimento che possa venire da strumenti cartacei o tecnologici e affidarsi al paesaggio, lasciando che siano le sue linee, unite alla volta celeste di notte e al percorso apparente del sole di giorno, a orientare i passi. Così facendo, si apre uno scenario in cui sono le vie a venire incontro ai viaggiatori – va da sé, non del tutto impreparati sull’orografia del territorio che attraversavano né sprovveduti in materia di costellazioni e natura in genere. Inoltre, ogni strada imboccata o panorama scorto avrà il sapore di un’epifania, a sua volta capace di suggerire nuovi spunti. Continua a leggere