Vivalascuola. Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

«“Come si fa a scrivere una poesia dopo Auschwitz?” chiese Adorno […] “e come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?” obiettò una volta Mark Strand. Comunque sia, la generazione a cui appartengo ha dimostrato di riuscire a scrivere quella poesia» (Iosif Brodskij, Discorso per il Nobel, 1987)

Verba manent
meditazione sulle parole dei testimoni in Shoah di Claude Lanzmann, 1985
di Maria Grazia Calandrone

Non era il mondo. Non era l’umanità. Non sembravano esseri umani. Invece, siamo capaci anche di questo. È una scelta.

Quando abbiamo aperto le fosse piangevamo tutti per quella legna marcia fatta di uomini – figuren. Avevamo davanti uno strato secco, una pianura di corpi che si sbriciolavano. Continua a leggere

Paolo MESSINA (Palermo 1923 – 2011). Nel ricordo di Flora Restivo

Due parole su Paolo Messina

Di più non le avrebbe gradite.

Domenica è mancato il poeta, drammaturgo, saggista, uomo di cultura ad amplissimo raggio, Paolo Messina. Non me l’aspettavo, non ce l’aspettiamo mai dai grandi personaggi, li si vorrebbe eterni, ma non è così che funziona.
Non era malato, se non di quella immensa malinconia che era impastata col suo essere, tuttavia, non c’è più ed io ne sentirò la mancanza.
Persona non facile, sincero fino all’osso, talvolta scontroso, forse anche duro, ma talmente grande che il tempo trascorso ad ascoltarlo, sembrava sempre poco. Continua a leggere

Flora RESTIVO – “DUDICI (DODICI) – Racconti in siciliano”

Flora Restivo, siciliana di Trapani, è poeta dialettale autrice delle raccolte poetiche Ciatu (Sfamemi, 2004) e Po Essiri (Samperi Editore, 2008). Non deve sorprendere questo suo primo libro di racconti che richiama qualità importanti già presenti nella sua poesia: l’essenzialità del dettato, lo sguardo acuminato ed ironico sul mondo e una forte sensibilità. La misura del racconto breve riesce dunque a riproporle, dette qualità, con nuovo equilibrio e tensione narrativa. Proprio riguardo all’essenzialità del dettato, scrive Marco Scalabrino nel suo saggio introduttivo (Flora Restivo – Dda notti chi spariu la luna & autri cunti): “Edgar Allan Poe ha individuato nella short story gli elementi della essenzialità, della densità, della unicità; Henry James ha affermato che il racconto bisognerebbe “farlo tremendamente conciso, con la più stringata scelta di particolari”; Evelyn Waugh ha sostenuto che “lo stile non è un attraente ornamento applicato, ma parte dell’essenza stessa”. Continua a leggere

Il piglio “piripicchio” e “piripacchio” fra le pagine di “Dudici”

Flora Restivo, Dudici (Dodici), Edizioni del Calatino, Catania 2011, pp. 143, € 10,00

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di Antonino Contiliano

Leggere i 12 racconti in lingua siciliana di Flora Restivo, e tradotti dalla stessa in lingua italiana, è stato un vano tentativo di cercarvi la scrittura del cambio di stagione, ovvero il prodotto del marketing editoriale aduso a compiacere il cliente delle “sveltine” o del non perdere tempo (un manuale di istruzioni univoche o pronto uso per non affaticare la gelatina del cervello già bruciato).

Un cliente che ormai, da tempo educato ad essere passivo e indifferente consumatore di devitalizzate storielle short, compera i libri al supermercato come un ragù già pronto (a buon mercato); un apparato digerente che non ha bisogno dunque, come si diceva una volta, dello strumento testa, ma di un colon non irritabile.

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Flora RESTIVO – DUDICI. Recensione di Marco Scalabrino

Con CIATU del 2004 e con PO ESSIRI del 2008 abbiamo conosciuto Flora Restivo quale Poeta. Sui temi e sulla forma, sulla progressione e sugli esiti della sua poesia sono stati spesi da più versanti autorevoli e lusinghieri giudizi. Nondimeno eccoci per le mani un suo nuovo lavoro: non poesia, come ci saremmo aspettati, bensì prosa, ancorché sempre in Dialetto. Questa virata merita un esercizio di decifrazione: la nostra è che, attraverso la breccia che la Poesia ha aperto, una regione dell’Autrice fino a quel momento segreta, recondita, inconfessata, quella regione carsica venutasi a creare in tutta una vita dalla sovrapposizione degli strati ancestrale, sociale, culturale, trascinando con sé custodite memorie, esperienze, sentimenti, si sia rivelata e, felicemente assistita dal suo genuino talento, abbia conquistato naturale, confacente sbocco. Una diversa cifra, quindi, una ulteriore opportunità, un aggiunto tramite mediante il quale svelarsi, ampliando l’orizzonte della sua comunicazione. E perciò nessun addio alla poesia, che peraltro ci risulta lei continui a frequentare con dedizione, quanto la chance per adempiere a una ritrovata occorrenza. Continua a leggere

“Il verso del moto” di Narda FATTORI. Con nota di lettura di Flora Restivo

Il vento è penetrato nel nido
ha sparigliato fili intrecciati a conca
avanzo dentro
una deriva di steli e di stecchi
ferite a vista abrasioni
le membra sciolte e incolte
come i fondi di caffè
alla turca bevuto in Macedonia
navigazione a vista
e sempre maldestra
fra scienza e nescienza
fra il fare e il pensare.
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“Ritorno al passato? sottotitolo: lettera aperta alla nuova poesia siciliana in coma profondo” di Flora RESTIVO

Carissima poesia siciliana, spero che tu riesca a sentirmi, distesa in quel lettino bianco, magra, emaciata, piena di tubi e tubicini e con tanti farmaci che ti vengono iniettati da pochi, ma volenterosi infermieri, motivati dal detto “spes ultima dea”. Ti parlo e cerco di presentarmi; è educato farlo anche con un malato grave, che sembra non sentire. Continua a leggere

Assunta, di Flora RESTIVO

Assunta%20Finiguerra
Il mese di settembre è stato molto attivo nell’affidare alla nera signora con la falce, grandi personaggi, sia nella cultura, che nello spettacolo.
Turi Vasile, che ho avuto il piacere di conoscere, apprezzandone, al di fuori della tempra artistica, lo spirito e l’ironia, Mike Bongiorno, che, nel bene e nel male (non ho mai fatto parte dei suoi ammiratori), ha rappresentato una svolta epocale nei costumi degli italiani e…Assunta Finiguerra. Ho appreso da un amico, non siciliano, la notizia che ci aveva lasciato e sono rimasta senza parole. Sapevo del male con cui stava combattendo, ma pensavo che lo avrebbe soffocato anche stavolta. Non è stato così e ora vorrei dire solo due parole per questa donna sfortunata, sincera e appassionata, violenta e dolce, bella e sensuale, tenera e ironica, come la poesia che, in tutto e per tutto, la rappresenta. Continua a leggere

Giovanni Nuscis, La parola data

Una recensione di Flora Restivo e 5 poesie

La scrittura di Giovanni Nuscis, complessa, scabra e, talvolta quasi ostica, trova il suo adeguato e congeniale svolgimento in una misura poematica non colloquiale, in un codice linguistico ed espressivo, teso a superare il concetto di poesia come momento consolatorio e aggregante, per diventare strumento demistificatorio inserito in una realtà storica, che inquieta e deforma i concetti e il sentire, inserendo i suoi tentacoli anche nel privato. Continua a leggere

“Intervista a Franco Loi, in assenza di Franco Loi” di Flora RESTIVO

franco loi

Sembra un gioco di parole, non troppo originale né tanto intelligente, in realtà si tratta semplicemente di un ritratto del tutto personale del grande poeta che io farò, senza certezza di ottenere il suo consenso, ma speranzosa di ottenerlo.
Sarà, comunque, una vera intervista, pertanto le risposte che verranno date alle mie domande saranno tutte assolutamente, parola per parola, di Franco Loi. Continua a leggere

“Po essiri” di Flora RESTIVO

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MAZZAMAREDDU

Fu dda ghiotta
di pisci
carrica d’agghia e spezzi
ddu mari di vinu e minchiati
                   chi ni sacciu…

Strata strata
truppicava nna fantasimi
nsivati di tossicu
e fumeri
sintìa ieni scaccaniari
squartariannu
caddozzi di ragiuni ancora viva…
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