Francesco Tomada, Portarsi avanti con gli addii

E’ uscito da poco per l’editore Raffaelli un libro di poesia che deve essere segnalato con gioia, Portarsi avanti con gli addii di Francesco Tomada. In attesa di tornarci appena possibile, ne presentiamo una poesia e un invito alla lettura di Giorgio Morale. Continua a leggere

Vivalascuola. Il canto di una classe

Poi succede qualcosa
in un momento preciso della giornata:
il canto di una classe dietro ai vetri
interroga tutti i nostri destini.
(Sebastiano Aglieco)

Scrivere poesie che parlano degli studenti, in molti casi dei propri studenti – bambini, ragazzi – è un’operazione pericolosissima: il rischio è infatti quello di sommare alla difficoltà di accesso che la poesia spesso porta in sé quella atmosfera paternalistica, o moralistica, che deriva dal fatto di insegnare, trasmettere qualcosa o almeno sforzarsi di farlo. Allora sgombriamo subito il campo dalle congetture, dicendo che nei testi raccolti in seguito ciò non accade. (Francesco Tomada)

Ai miei bambini maestri
di Chandra Livia Candiani

Io vi conservo il camminare
incollo ogni passo a terra
resto
per voi mi sveglio
disegno la faccia
sotto l’acqua e le dita
io vi conservo le parole
come pane inzuppato Continua a leggere

Vivalascuola. Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

«“Come si fa a scrivere una poesia dopo Auschwitz?” chiese Adorno […] “e come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?” obiettò una volta Mark Strand. Comunque sia, la generazione a cui appartengo ha dimostrato di riuscire a scrivere quella poesia» (Iosif Brodskij, Discorso per il Nobel, 1987)

Verba manent
meditazione sulle parole dei testimoni in Shoah di Claude Lanzmann, 1985
di Maria Grazia Calandrone

Non era il mondo. Non era l’umanità. Non sembravano esseri umani. Invece, siamo capaci anche di questo. È una scelta.

Quando abbiamo aperto le fosse piangevamo tutti per quella legna marcia fatta di uomini – figuren. Avevamo davanti uno strato secco, una pianura di corpi che si sbriciolavano. Continua a leggere

Miljana Cunta. Za pol neba (Per metà del cielo)

Poesia in giallo e nero e rosso. Di Francesco Tomada

L’autrice slovena Miljana Cunta giunge alla sua prima raccolta, “Za pol neba” (Per metà del cielo), dopo un percorso lungo e importante in campo letterario: sebbene giovane (è nata nel ’76), è stata infatti per anni responsabile del festival internazionale di Vilenica, e si è impegnata in diversi settori della vita culturale slovena. Difficile dire quanti stimoli esterni siano dunque confluiti nella sua scrittura e forse poco importa saperlo, perché in ogni caso Miljana Cunta dimostra una spiccata capacità di interiorizzare e riproporre impulsi che a volte, nell’arco di poche parole, aprono gli orizzonti in direzioni diametralmente opposte (“Sulla parete ad alta voce tace / il tempo trattenuto”). Continua a leggere

Sottoselva. Di Francesco Tomada


(Solstizio d’inverno)

Sottoselva

Palmanova è la città dai bastioni a nove punte
è una stella che però si vede di giorno
guardando dal cielo verso terra
e attorno non ha il buio ma
distese d’erba

io ripenso agli ultimi giorni di mia nonna
sempre più pallida e scheletrica nel suo letto a sponde
quando ormai non riconosceva nessuno
e raccontava cose senza senso
ho visto gli angeli da vicino
hanno l’odore di un maglione di lana appena lavato

e in fondo è giusto che sia successo qui
nell’ospizio poco fuori dalle mura
come una stella che si spegne
nell’universo piccolo di un prato

Inedito 2010

Michele Obit. Le parole nascono già sporche.

Di Francesco Tomada

Michele Obit, LE PAROLE NASCONO GIA’ SPORCHE, Le Voci Della Luna, Sasso Marconi (2010).

Persona riservata ma al tempo stesso molto attiva e generosa nell’ambito della promozione del lavoro altrui, Michele Obit pone, con “Le parole nascono già sporche”, un nuovo importante tassello nella prosecuzione di un percorso poetico iniziato oltre vent’anni fa e portato avanti con coerenza e rigore in ogni occasione. A distanza di sei anni da “Mardeisargassi” (Moby Dick), questa nuova raccolta esprime il pieno della maturità di un autore che meriterebbe ben altri riconoscimenti per la qualità elevatissima della sua scrittura, riconoscimenti che mi auguro possano – finalmente – pervenire adesso.
“Le parole nascono già sporche” fornisce l’idea di un lavoro essenziale non solo per quanto riguarda il numero dei brani (una trentina), ma soprattutto per il processo di creazione che ne è alla base. Continua a leggere

In ricordo di Tito Maniacco

In ricordo di Tito Maniacco.
Di Francesco Tomada

In pochi anni il Friuli ha visto scomparire una intera generazione di personalità che ne hanno attraversato la storia nel secolo scorso, segnandola in modo definitivo dall’alto della loro statura culturale e umana. Penso a Bartolini, Giacomini, Morandini e altri, ed ultimo penso a Tito Maniacco, spentosi pochi giorni fa a Udine. Di Tito a ragione molti scrivono in questi giorni e molti scriveranno ancora, ed è un bene pensare che la sua grande eredità trovi così, lo spero davvero, un modo per perpetuarsi. Io, qui, vorrei dire brevemente dell’uomo, che ho avuto la fortuna di conoscere negli ultimi anni e di cui sento la mancanza. Continua a leggere

Nadia Agustoni, “Taccuino nero”

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Taccuino Nero di Nadia Agustoni
di Francesco Tomada

Sono pochi, e spesso arrivano da piccole ma validissime case editrici, i lavori in poesia che riescono a scavarsi uno spazio nella vasta produzione odierna grazie alla loro unicità ed alla loro pienezza, e uno fra questi è il Taccuino Nero di Nadia Agustoni (Le Voci della Luna, 2009), una raccolta densa, costruita su una scrittura matura e potente. Continua a leggere

Viola Amarelli – Note su “A ogni cosa il suo nome” di Francesco Tomada

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               Viola Amarelli – Note su A ogni cosa il suo nome di Francesco Tomada

     “Le Voci della Luna” confermano una attenta linea editoriale pubblicando “A ogni cosa il suo nome”, secondo libro di Francesco Tomada, autori tra i più interessanti degli ultimi anni.
     I testi di questa raccolta palesano, con una accresciuta consapevolezza, ragioni e spazi della scrittura di Tomada già presenti nel precedente, felice esordio de “L’infanzia vista da qui”. Continua a leggere