Tre poesie di Franco Arminio

anziana
Tutto viene da mia madre
dal suo perenne sgomento
come se la vita non fosse
mai veramente possibile,
come se l’attimo terribile
fosse sempre in agguato.
Ho preso nell’infanzia
questo sentimento
come una radiazione
e ora ogni mio respiro
è l’ossigeno del timore,
la sua lenta
improvvisa combustione.

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Contadini del sacro

di Franco Arminio

Non hanno detto o non ho sentito neppure un nome dei morti, conta solo il numero. E tutte le parole che dicono alla fine tengono lontano il dolore, il dolore del padre che aveva rimproverato il figlio perché non studia o perché si ritira tardi, il dolore di vedere un corpo tumefatto, dentro la tasca il telefonino intatto, la camicia bianca piena di polvere, il pantalone grigio con una macchia di sangue che pare un bicchiere, il dolore del funerale, il corpo dentro il legno, basta un corpo, uno solo che non parla più, mentre un diluvio di parole cade da ogni parte. Continua a leggere

Vivalascuola. Donne e uomini nell’insegnamento

Nella puntata di vivalascuola dedicata all’8 marzo abbiamo parlato della femminilizzazione della scuola. Abbiamo visto che le insegnanti sono circa il 100% nella scuola dell’infanzia, il 95,6% nella scuola primaria, il 76.5% nella media, il 60.3% nella superiore. Questa realtà fa nascere molte domande. Come maestre e maestri vivono nel loro lavoro quotidiano la femminilizzazione della scuola? L’assenza di uno dei due generi in ambito educativo può nuocere ai bambini? Nascono difficoltà quando nel lavoro e nella relazione educativa si trovano a collaborare insegnante uomo e insegnante donna? Abbiamo rivolto queste domande a Donata Glori e Sebastiano Aglieco, di cui qui presentiamo le risposte. Quella che segue è la losro esperienza, ognuno dei lettori può aggiungere la sua. Continua a leggere

La scrittura vertiginosa di Franco Arminio

di Anna Rotunno

La scrittura di Arminio non è artigianato colto, ma è scrittura ispirata, anche piena di scorie, detriti, schegge, che ingloba in sé come se si trattasse di relitti preziosi della coscienza e dell’inconscio, senza escludere nulla e anzi con meticolosa cura di ciò che altri getterebbero via come scarti. In questo e per questo si tratta di una scrittura in tutto anomala, atipica e soprattutto controcorrente, tanto che si dà atto alle case editrici che hanno pubblicato l’opera di Arminio (Da Laterza a Mondadori) del coraggio dimostrato nel puntare su uno scrittore che distanze siderali separano dall’attuale produzione letteraria italiana. Continua a leggere

La Punta della Lingua 2011

La Punta della Lingua 2011

POESIA FESTIVAL (VI edizione)

Ancona e Parco del Conero 14-21 giugno

Programma

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“Cartoline dai morti” di Franco Arminio. Appunti di lettura

di Donato Salzarulo

So che morirò, ma non lo credo
J. Madaule

Al termine della lettura dell’ultimo libro di Franco Arminio, Cartoline dai morti (Nottetempo, 2010, pagg. 137, euro 8,00), mi è tornata in mente una massima di Spinoza. Cito a memoria: l’uomo libero su nessuna cosa riflette meno che sulla morte. La sua sapienza non è meditazione della morte, ma della vita.

In fondo, mi sono detto, i morti non scrivono nulla e chi attribuisce loro delle cartoline è un abile e sperimentato scrittore vivo (io preferirei di più definirlo poeta) che utilizza questa intelligente finzione per parlare d’altro. Continua a leggere

Cartoline dai morti

di  Domenico Scarpa

Franco Arminio, Cartoline dai morti, Nottetempo, 2010


«Stavo giocando a biliardo. Poi la solita storia: fatelo bere, fatelo sedere. Qualcuno che ti tocca il polso, qualcuno che pronuncia continuamente il tuo nome». La solita storia è quella che tutti sappiamo ma nessuno di noi conosce. In Cartoline dai morti – il titolo del libro e questo primo campione basteranno a capire cos’è – Franco Arminio ce la fa vedere dall’altra parte, dalla prospettiva appunto della morte. Arminio, che si definisce «paesologo» ossia visitatore e curatore di piccole geografie malvive, si trova stavolta a essere lui stesso una destinazione; le cartoline che ha raccolto sono 128, la più lunga copre tredici righe, le più brevi un rigo solo, la misura media è sulle tre-cinque righe, due o tre frasi che gli bastano ad aprire uno spiraglio narrativo: «Mio marito mi ha gettata nel pozzo. Gli è venuta una furia, una forza che non gli avevo mai visto. Ho gridato mentre mi trascinava, ma non c’era nessuno, solo le rondini che facevano avanti e indietro per farsi il nido sotto il tetto della nostra casa». Continua a leggere

E allora puoi solo parlare della tua vita o di quella degli altri

Di Adelelmo Ruggieri

*

Il tempo allevia agli uomini il dolore.

Terenzio

*

Svariatissimi sono i modi di morire, eppure a tale impensabile varietà si oppongono un po’ di cose certe: una di loro, per esempio, è che a ognuno toccherà, si spera il più tardi possibile per ognuno, il proprio modo e solo quello. Per l’ipocondriaco non è così. Continua a leggere

Elogio del corpo

1.

Il corpo sa tutto o quasi

Il corpo conosce l’acqua perché la beve

conosce l’aria perché la respira

il corpo conosce i baci che dà e riceve.

Molta fatica fa con le parole

che ascolta o dice,

lì si confonde

tra linfa e parassita, tra la chioma

e la radice.

 
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Scatto e pedalo

bicicletta e telefonino,
oggi scatto foto al paese nuovo,
scatto e pedalo
ascolto se mi arriva
pure qualche voce.
ho in gola la lieve amarezza
dell’estate che volge alla fine
ma scatto e pedalo
qui dove il disastro del mio cuore
si sposa col cuore del disastro
e andiamo avanti
mentre la luce scema
e il telefonino ormai pesca solo ombra,
ecco, l’ultimo scatto è nero,
fuori dal disastro c’è solo la prima stella
che appare in cielo.

cairano 7x

20-27 giugno
Cairano,

Irpinia d’oriente,

30 giugno
Avellino

Paesi, paesaggi, paesologia

da un’idea
di Franco Dragone
direzione artistica:
Franco Arminio

a cura di: comunità provvisoria
organizzazione: pro loco cairano

Il programma qui e qui.

Per seguire: vedi qui.

Idea di Cairano
di Franco Arminio

c’è una desolazione che è anche beatitudine. c’è un paese piantato come un meteorite nell’irpinia d’oriente, un paese che guarda a un mare d’erba, ai monti picentini, alle alture lucane. cairano guarda a sud dalla sua rupe. non ci sono cose da vedere, nel senso strettamente turistico del termine, ma da cairano si vede molto. Continua a leggere