Fughe


Ci lamentiamo della solitudine. Ogni pretesto è buono per pensare: quello ce l’ha con me, non mi ha salutato, sorriso, rinnovato gli auguri. È come se avessimo un’antenna pronta a captare ogni assenza di riguardo, ogni segnale diverso da ciò che ci aspettiamo, e a volte pretendiamo.
Odiamo essere soli. Ma potremmo chiederci se non siamo noi a lasciare solo il Cristo. Lui, come il Padre, scruta una strada deserta, per vedere di lontano se abbiamo il desiderio di tornare. È pronto a correrci incontro, a gettarcisi al collo per baciarci. Noi no, ci ostiniamo nel lamento, ci ribelliamo a un abbandono, a un’assenza procurata da noi stessi, con l’antica abitudine alla fuga.