BUONA LETTURA: “Anatomia della battaglia”, di Giacomo Sartori

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.

Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

“BUONA LETTURA” 11. Anatomia della battaglia (ed. Sironi)

Anatomia della battaglia ha una forza: avvenimenti, caratteri, dialoghi e ambientazioni sono sì riferiti con chiarezza e lucidità ma riescono anche ad aprirsi ad una dimensione specifica: il rapporto fra la generazione uscita dalla guerra e quella successiva, sciupata e poi divorata dalla lotta politica senza riuscire ad individuare una via d’uscita.

Sartori conduce la narrazione contemporaneamente in più direzioni, con un uso quasi musicale del tempo, capace di dare il senso del complesso intrecciarsi di motivi di storia politica e culturale e rendere vivi tutti i personaggi.

Questi diventano persone, esseri umani, ciascuno con la propria storia: il padre fascista, la madre desiderosa di stare bene al mondo, il figlio (il narratore) che, rifiutando l’insegnamento paterno, entra a far parte di un gruppo di estrema sinistra e partecipa alla lotta armata ma che, ben presto, si allontana anche da questa e va a lavorare nell’Africa del Nord. Continua a leggere

“SONO DIO”, DI GIACOMO SARTORI

Recensione di Luigi Preziosi

sonodioL’ultimo libro di Giacomo Sartori, Sono Dio (NN Editore, Milano, 2016), sorprende sia per il tema sia per la cifra stilistica scelta per trattarlo, entrambi inconsueti per l’autore. Il titolo non nasconde un’iperbole o un’affermazione paradossale: dalle profondità dell’universo è dio stesso che parla. Racconta di sé, senza intermediari o rivelazioni che lo rendano comprensibile all’umanità. Contempla l’universo, con particolare interesse per la bellezza delle stelle, e si compiace della varietà infinita di forme con cui la vita si dispiega ovunque. Un po’ meno compiaciuto è il suo sguardo quando si posa su quel minuscolo dettaglio del creato che è l’uomo, di cui, nella sua sconfinata capacità di discernimento, coglie con precisione le imperfezioni, i limiti e le miserie. Le sue ricognizioni generano spunti per monologhi sconfortati sull’umanità, eccessivamente intenta ad attività non solo banali, ma anche deleterie per l’ordine cosmico, utili ad appagare egoismi voraci e irrefrenabili. Le conseguenti perversioni dell’uso del denaro, della tecnologia e della genetica che gli tocca osservare sono tali da farlo dubitare (contraddizione in termini, sia chiaro, l’onnipotente non può dubitare…) non solo della propria infallibilità ma anche del suo amore per le sue creature (il che ce lo rivela non proprio come il dio dei cristiani). Continua a leggere

Giacomo Sartori, Sono Dio

di
Roberto Plevano
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Sono citazioni impegnative, quelle che Giacomo Sartori pone in esergo al suo ultimo romanzo, Sono Dio (Enne Enne Editore, Milano, 2016). Leopardi, Carl G. Jung e due filosofi francesi contemporanei, non notissimi in Italia, Marcel Gauchet e Frédéric Lenoir, danno un compendio per cenni del discorso della modernità su Dio: l’eclisse del sacro, la secolarizzazione, il disincanto.

Temi spinosi, dal punto di vista limitato e parziale del genere umano. Dal punto di vista però dell’eterno e dell’infinito, cioè Dio, il Dio della rivelazione monoteista semitica, che è totalità delle totalità, e creatore onnipotente, sono quisquilie, trascurabili rognette di una porzione minuscola del creato, che non pare nemmeno proprio ben riuscita, e sarà presto annichilita, così informa il narratore, che, superfluo dirlo, è un narratore onnisciente – come potrebbe essere altrimenti?
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Giacomo Sartori, “Rogo”

sartori_rogo_coverGiacomo Sartori, Rogo, CartaCanta – I Cantastorie, 2014, pp. 199, euro 14,00.

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di Andrea B. Nardi

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Bruciano le parole di Giacomo Sartori, nonostante siano di ghiaccio. L’ambivalenza è segno di questo romanzo, in forma e in merito. La scrittura, da un lato, colpisce acuta, schegge di brace ustionanti, secca e potente; le immagini, dall’altro, evocano cime nevose di freddo e desolazione, frustate da venti gelidi fin nell’anima. Così le storie, sospese nell’ambigua esperienza della maternità, oscillano fra entusiasmo e disperazione, bulimia e vomito, dolcezza sognante e incubi neri. La struttura s’impernia su tre personaggi femminili, tutti coinvolti nel rogo della gravidanza, ognuno a modo proprio, ognuno col suo destino mai coincidente con le aspettative.

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GIACOMO SARTORI, “ROGO”. INTERVISTA DI MARINO MAGLIANI

Intervista di Marino Magliani

(Articolo già uscito su Mente Locale)

rogoMarino Magliani – Nel tuo nuovo romanzo Rogo si alternano tre vicende di figlicidi, che poi si rivelano essere legate tra loro. Come ti è venuta l’idea di abbordare questo tema, non certo facile?

Giacomo Sartori – Come per gli altri miei romanzi non c’è dietro una decisione razionale, sono partito da fatti di cronaca che mi hanno colpito, e che hanno creato in me la voglia di affrontarli con i miei mezzi, che sono quelli del narratore. Poi mi sono documentato, ma all’origine c’è questa attrazione istintiva. Una madre che uccide il suo bambino è l’atto più inumano che possiamo immaginare, in un certo modo è al di là della nostra comprensione. E non a caso spesso i media si scatenano contro le protagoniste di queste vicende, come è successo anche recentemente per il caso in Sicilia. E invece gli specialisti e gli addetti al mestiere ci spiegano che la maternità è un passaggio terribilmente difficile e delicato, e che i problemi sono frequenti. Moltissime mamme lo sanno molto bene, perché lo hanno vissuto sulla loro pelle. Quindi è la nostra visione che è facilona, e ci serve per rassicurarci, per non porci troppi interrogativi. Col risultato che quando le complicazioni arrivano molte mamme sono completamente impreparate. Continua a leggere

“BUONA LETTURA” – “SACRIFICIO”, DI GIACOMO SARTORI

di Mara Pardini

Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

SacrificioSacrificio di Giacomo Sartori è una storia di questi tempi, tutta giocata su sentimenti di speranze deluse, grigiore e desolazione.
Marta, Diego, Katia, Frank, Anna e Roberto – un gruppo di ventenni in un’opprimente valle trentina – si trovano a fare i conti con un episodio solo a prima vista chiaro e immutabile, perché capace di innescare il sentimento di dolore sotteso alla storia: la morte di Andrea, avvenuta durante il folle attraversamento del greto di un fiume in piena, a bordo di un fuoristrada, in una notte di pioggia.
Per scherzo, per noia, per una stupida scommessa.

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“ZOO A DUE”, DI MARINO MAGLIANI E GIACOMO SARTORI

di Carlo Martinelli

(da “Il Trentino” del 19 agosto 2013)

Zoo a dueZoo a due
Marino Magliani, Giacomo Sartori
Perdisa pop
178 pagine, 14 euro

Nel caravanserraglio dell’editoria italica capita che autori dalla scrittura nitida e tagliente, mille miglia alla larga dalle banalità imperanti, continuino ad essere collocati in un limbo fatto di editori minori, per quanto di qualità, alla ricerca di una visibilità maggiore, dovuta oltre che meritata. Vabbé, importa poco. Oggi possiamo comunque salutare la nuova, convincente – a dir poco, a tratti la lettura diventa piacere puro – di Giacomo Sartori, agronomo che si divide tra Parigi e la “sua” Trento e del quale abbiamo già doverosamente segnalato, al tempo, Tritolo, Anatomia della battaglia e Sacrificio. Continua a leggere

MARINO MAGLIANI, GIACOMO SARTORI: “ZOO A DUE”

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

da valentinamente.wordpress.com

da valentinamente.wordpress.com

Marino Magliani e  Giacomo Sartori sono gli autori di Zoo a due, raccolta di racconti edita da Perdisa Pop, che in realtà non è una semplice serie di storie brevi. È un percorso a più voci, un coro polifonico narrativo. Protagonisti, gli animali, tanti, diversi e spiazzanti.

Una struttura originale, con brevi – ma non brevissime, e soprattutto dense – pillole di Giacomo Sartori, seguite da due componimenti lunghi di Marino Magliani, legati tra loro per i personaggi e l’ambientazione (la Liguria).

Le storie di Sartori, invece, ruotano intorno a figure sempre differenti e si svolgono in luoghi indeterminati, nella miglior tradizione fabulistica, da Esopo e Fedro in poi. A volte scendono addirittura nell’infinitamente piccolo, con i “tormenti” di un organismo monocellulare, o comunque nel piccolo, con – tra le altre cose – le vicissitudini di una laboriosa formica, desiderosa di uscire dagli schemi. Ma troviamo anche un canarino preoccupato dalle conseguenze della sbadataggine dei suoi proprietari, o le vicende di una simpatica cagnetta alle prime esperienze d’amore. Sono pillole, appunto, sorprendenti per la capacità del narratore di calarci in un punto di vista “non umano”, sia pur “antropomorfizzato”. Continua a leggere

“Cielo Nero”, di Giacomo Sartori

Recensione di Alberto Pezzini


Ci sono storie scomode che fa comodo pensare non siano mai esistite. Qualcuno ricorderà ancora oggi Claretta, un film di Pasquale Squitieri sugli ultimi giorni di Benito Mussolini. Una pellicola ambientata tra Salò e Gardone, con Claudia Cardinale, sotto un cielo gonfio d’acqua. Ultimi giorni di vita di un uomo che aveva conosciuto sole e distese di uomini acclamanti. Quel film passò inosservato nonostante una sua bellezza interiore, e venne criticato come una pellicola grottesca. Che non accada a Cielo nero (ed. Gaffi, pagg. 214, euro 16,00), scritto da Giacomo Sartori, il quale ha deciso di raccontare invece gli ultimi giorni di vita di Galeazzo Ciano, l’ombra di Mussolini come lo ha immortalato Roy Moseley in una biografia intensa come un ritratto da vicino. Continua a leggere

I padri

Articolo di Marino Magliani

Due uomini, due padri, uno tedesco, uno italiano, ma di un’Italia lontana, di confine. Non oserei dire di frontiera.
Dal saggio Confine o frontiera? di Giorgio Bertone, sulla Liguria di Biamonti, il confine è una «situazione geoculturale ben delimitata da una linea che marca più o meno nettamente la divisione tra “dentro” e “fuori” , e con “frontiera” una fascia mobile che pulsa…» Le cose nette, dentro o fuori, sono le cose del padre italiano. Continua a leggere