BMW (di Ambra Stancampiano)

Il giorno che sono andato a prendere la BMW c’era un sole giallo e cattivo.
Guardavo dallo specchietto della mia vecchia 127 lo squallore del rione in cui sono cresciuto con un fremito su per lo stomaco: potevo farcela, ne stavo uscendo.
Il venditore mi ha fatto firmare un sacco di carte e ha preteso documenti e buste paga, poi mi ha consegnato le chiavi. Scintillavano.

La BMW mi aspettava nel garage della concessionaria, bellissima come la donna della tua vita quando la immagini da ragazzino.
Il commesso ha disattivato l’antifurto col telecomando, quel bip bip mi è sembrato più dolce del suono di un’arpa.
Sono salito sull’auto, mi sono lasciato avvolgere dall’abbraccio degli interni in pelle, mi sono guardato intorno: quella era la mia macchina. Neanche colei che si sentiva padrona della mia vita poteva interferire. Era la prima cosa solo mia a parte il lavoro con cui mantenevo entrambi in quel quartiere di merda.
Mi sono guardato allo specchietto, ho sfoderato il mio sorriso da venditore; inutile rovinarsi la giornata coi brutti pensieri, a mamma la macchina sarebbe piaciuta.

Al mio ritorno tutto sembrava più bello, perfino le baracche in misto cemento e lamiera attaccate ai pali della corrente per rubare la luce al comune. La BMW mi faceva sentire una spanna al di sopra del degrado che mi circondava, mentre la gente affacciata alle finestre e ai balconcini si passava la notizia che “Micuzzu, u figghiu da ‘za Tana, si fici i soddi” più velocemente dei miei 90 cavalli. Continua a leggere

Il silenzio insubordinato di Rossella Milone

Milone
di Giacomo Verri

Dentro ci sono sei racconti, storie di donne eccentriche e forti, a volte dure, disperate e poi struggenti. Traccia delle linee, Rossella Milone, con questo suo nuovo libro, Il silenzio del lottatore (Minimum fax, pp. 226, euro, 14), dei graffi che tentano, sempre più dappresso, di tracciare il profilo di tante donne difficili, dalla sfacciata brillantezza intellettuale, indefinibile eppure concretissima. Continua a leggere

Fare spazio a un mondo diverso: i giocattoli di Cesare Zavattini

Zavattini

di Giacomo Verri

“Ho torto forse a ripetere che il mondo sarebbe bello se tutti fossimo malati?”, leggo a un certo punto tra alcune brevi prose di Cesare Zavattini che le edizioni Hacca hanno rimesso in volume con il titolo I giocattoli (pp. 59, euro12): si tratta di una plaquette di una sessantina di pagine, aperta e chiusa da dotti saggi di Valentina Fortichiari e Gualtiero De Santi; i testi di Za risalgono tutti al lustro 1934-1939, e tutti apparvero in origine su «L’illustrazione del medico» e furono ripresi nel 1976 da Einaudi, nel volume di poco successo Al macero: Scritti 1927-1940. Il peso di queste prose è quello lieve della malinconia appena velata da un palpito ironico; un peso specifico, direi, che in questo delicato volume, dalle pagine ben spaziate, trova l’esatto veicolo per poter essere apprezzato al meglio. Continua a leggere

“Adua”: il romanzo di chi parte senza sapere dove arriverà

Adua
di Giacomo Verri

Se passeggiate per Roma e imbroccate la piazza Santa Maria sopra Minerva, ai piedi del piccolo obelisco potreste vedere una donna che si confida con il dolce elefantino del Bernini: è Adua (così il titolo dell’ultimo romanzo di Igiaba Scego, Giunti, pp. 186, euro 13), figlia dell’indovino somalo Mohamed Ali Zoppe, giunta in Italia negli anni Settanta con un sogno nel cuore, quello di diventare come Marilyn o come Audrey una stella del cinema, e finita invece a girare un porno tanto leggero quanto ignobile e spietato. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Giacomo Verri su “Partigiano Inverno”

PartigianoInverno copertina

di Guido Michelone

Così, a bruciapelo chi è Giacomo Verri?
Papà di due bimbi e persona curiosa. Amo ciò che è strano e ciò che è raro. Mi piacciono le imprese difficili.

Di cosa parla in tre righe il tuo libro?
Dell’uomo di oggi di fronte alla questione morale della memoria; dell’uomo di oggi stretto tra le fittissime maglie della contemporaneità che illudono, distraggono e nascondono, non permettendo più di avere uno sguardo profondo sulla storia. Continua a leggere