Sinodalità e partecipazione. Come il pane

di Giampaolo Centofanti

La libertà di crescere alla luce di ciò in cui si crede, anche nella scuola e nella comunicazione mediatica, e nell’incontro con ogni altra persona, comunità, cultura costituiscono una profonda via di rinascita personale e sociale. La democrazia sta involvendo nella dittatura soft dei poteri forti che tacitano in vario modo le voci alternative e cercano di teleguidare il popolo. Questo blog si propone di cogliere gli spunti non uniformati, degli orientamenti più diversi, dovunque si trovino. Certo nei limiti di una convivenza civile. Il pensiero unico, la falsa, impossibile, neutralità di un certo scientismo, stanno cercando di spegnere le coscienze, di rendere ciascuno un mero consumatore isolato dagli altri e perso in una massa anonima. Ma un mondo svuotato di slanci, di libera, vissuta, ricerca, di partecipazione va verso il crollo. Non lo si vede a tutto campo? Dall’ecologia, all’economia, alla psicologia, si cercano soluzioni tecniche ad un problema di base più profondo: la scomparsa di un’autentica, plurale, ricerca umana. In preda ai falsi meccanicismi della tecnica, degli apparati, la vita sulla terra va verso il crollo e nessuno sembra poter fare nulla. Serve un salto di qualità. Un passaggio epocale. Costruiamo dal basso una nuova società, viva di valori, non omologata.

Chi fosse interessato, può approfondire qui.

La manipolazione imperante

di Giampaolo Centofanti

L’identità da sola può diventare chiusura. L’incontro da solo può diventare un eticismo omologante che svuota le persone e le rende meri isolati consumatori manipolabili. L’identità non può venire ridotta a vago omologante solidarismo perché per esempio il cristiano ha bisogno di essere formato alla luce di Gesù in tutti gli aspetti del cammino di crescita.

La scuola se non vuole spegnere nell’appiattimento i giovani deve stimolare la loro libera vissuta ricerca identitaria a tutto campo. Il cristiano venire formato da insegnanti cristiani, il buddista da buddisti, l’ateo da atei e poi avere anche congrui momenti di scambio e di incontro con gli altri, di religioni e filosofie diverse. Almeno nei tempi e nei modi adeguati orientarsi in questa direzione. 

Continua a leggere

La questione di fondo

di Giampaolo Centofanti

Si può rilevare nella Chiesa un oscillare tra vari orientamenti. Alcuni più vicini ad un certo razionalismo, fino ad assumere criteri in parte ideologici. Altri che non si riconoscono in tale astrattismo ma non trovando il sostegno di una cultura rinnovata si rifugiano spesso in due limitate tendenze variamente distanti anche tra loro. Una di queste si focalizza su una crescita prevalentemente spirituale demandando il vasto campo dell’umano concreto alla cultura intellettualista vigente. Vista con vario sospetto ma anche senza conosciute alternative. Si finisce così nello spiritualismo, in un considerare un cammino solo delle intenzioni profonde ma con forti rischi di schematismo, di poca incarnazione. L’altro invece è un orientamento pragmatico che cercando di non restare impelagato nelle astrazioni del razionalismo e dello spiritualismo si getta nel vissuto senza trovare però più distintamente riferimenti alternativi. La cultura di fondo, pur vista con sospetto anche qui, resta quella in varia misura dei ragionamenti a tavolino.

Continua a leggere

Dove viene il regno di Dio

di Giampaolo Centofanti

“Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: «Eccolo qui», oppure: «Eccolo là». Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17, 20-21).

Qualche decennio addietro nella comunione osservavo nella Chiesa un certo possibile astrattismo, poi notai forse un passaggio verso un qualche spiritualismo.

Continua a leggere