SUL TAMBURO n.75: Gianluca Barbera, “Magellano”

Gianluca Barbera, Magellano, Roma, Castelvecchi, 2018

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di Giuseppe Panella
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«12 settembre 1568. Mi chiamo Juan Sebastián del Cano – detto el Perro, il cane – e, come la maggior parte dei miei connazionali senz’altro ricorda, ho viaggiato in qualità di nocchiero sulla Trinidad, al fianco di Ferdinando Magellano, per un anno, sette mesi e diciassette giorni: tanti ne ho contati. Delle cinque caracche partite per sfidare gli oceani con a bordo duecentosessantacinque uomini di equipaggio solo una tornò, la Victoria, che il destino aveva posto sotto il mio comando, quale ultimo ufficiale rimasto di tutta quella gran spedizione; invero la più piccola e fragile della flotta dopo la Santiago, affondata tra i crepacci del Rio Santa Cruz, ad appena due gradi di latitudine dallo stretto di Todos los Santos, da noi scoperto il 1 novembre dell’anno di grazia 1520. Sì, io ebbi la ventura (o chiamatela come vi pare) di essere stato uno dei diciotto uomini cui fu concesso di fare ritorno, dopo tre anni intorno al globo e avventure e tragedie al di là di ogni umana sopportazione. Io, Sebastián del Cano, el Perro, lo confesso, qui, ora, per la prima volta, ho tradito il mio comandante e ammiraglio, Ferdinando Magellano, nel più abietto dei modi…»

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Intervista su “Magellano”. A tu per tu con Gianluca Barbera, autore del romanzo


di Guido Michelone

Dopo Finis mundi (2014) e La truffa come una delle belle arti (2016) ecco Magellano, il nuovo romanzo del cinquantenne Gianluca Barbera da Correggio, allievo dello stesso liceo classico, dove studiò Pier Vittorio Tondelli (considerato l’apripista della giovane narrativa italiana già a metà degli anni Settanta), ovviamente basato sul personaggio storico reale, ma con un taglio narrativo inedito, come gli stesso ci spiega in quest’intervista esclusiva. Continua a leggere

SUL TAMBURO n.37: Gianluca Barbera, “La truffa come una delle belle arti”

Gianluca Barbera, La truffa come una delle belle arti, Reggio Emilia, Aliberti Gruppo Editoriale, 2016

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di Giuseppe Panella

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«A voler credere alle congiunzioni astrali il 1842 fu un anno colmo di prodigi. […] E, dulcis in fundo, il mio bisnonno Petreus, detto Pepé, stupì il mondo con l’esibizione di un esemplare di sirena ribattezzato la “Sirena delle Galàpagos”. Migliaia di persone si misero in fila per ammirarla, ignare del fatto che si trattava di un banale innesto tra la testa e il torso di uno scimpanzé e la coda di un tonno essiccato. La creatura aveva la bocca spalancata, la coda piegata verso l’alto e le braccia protese, come raggelate in uno slancio disperato. Pareva morta tra indicibili tormenti. Anni dopo Pepè avrebbe ricordato la cosa con queste parole, sputando a terra: “Era una creatura brutta e rinsecchita, di colore melmoso, lunga un metro e mezzo, ed emanava un odore nauseabondo, ti assicuro…”. L’aspetto repellente della sirena non tenne lontana la folla dei curiosi venuti da ogni parte, disposti a scucire senza batter ciglio l’esorbitante prezzo del biglietto, per nulla scoraggiati dal fetore che quell’essere rattrappito emanava» (pp. 13-14).

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A proposito di Altra Musica. Dialogo fra Gianluca Barbera e Guido Michelone

falzon DYLAN
‘Jazz forever. La straordinaria storia del Jazz dalle origini ai nostri giorni’, ‘Blasco Story. Tutto quello che c’è da sapere su Vasco Rossi’, ‘Bob Dylan. Tu sei quel che sogni’ e ‘Canzone dopo canzone. Fabrizio De André una discografia commentata’: a inizio 2016, la neonata editrice Melville vara una collana dal titolo Altra Musica a cura di Guido Michelone che, per conto del direttore editoriale Gianluca Barbera, cerca di trovare nuovi libri che stimolino interessanti riflessioni sul mondo delle sette note, oltre a cimentarsi, come di consueto, nella scrittura di saggi e biografie dal taglio pedagogico e divulgativo. La Poesia e lo Spirito registra e propone un dialogo fra i due, direttore e curatore/scrittore, che raccontano e spiegano le caratteristiche di una collana che può già vantare a luglio quattro titoli in catalogo, cui se ne aggiungeranno altri tre entro dicembre. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Gianluca Barbera

barbera scrittore
La truffa come una delle belle arti

Gianluca Barbera, cinquantenne reggiano (ma senese d’adozione), dopo Finis Mundi (2015), ha da poco pubblicato il suo secondo romanzo, dal titolo spiazzante: La truffa come una delle belle arti. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Gianluca Barbera

Barbera Gianluca editore
Cosa significa fare l’editore oggi?

Caro Gianluca, da scrittore ti chiedo subito una riflessione sul cosa significhi fare l’editore, mandare avanti una casa editrice, produrre e pubblicare libri oggigiorno
Significa essere pronti per il reparto psichiatrico. Scherzi a parte, si deve accettare l’idea di correre grossi rischi economici e di andare incontro a più dolori che soddisfazioni. Come ho detto a un amico: troppe leggi, troppe tasse, troppi pochi lettori. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Gianluca Barbera su “Finis mundi”

Barbera Gianluca foto
Gianluca Barbera, cinquantenne da Reggio Emilia, ma da tempo con le radici a Siena, dove ha fondato l’omonima casa editrice, è tornato in ottobre alla narrativa con il romanzo Finis mundi nella collana ‘Alta Definizione’ per l’editore Gallucci. Si tratta di uno scritto al di fuori delle logiche mercantili che attraversano il panorama culturale italiano, per via di una serie di tematiche di rara intensità e di originale fattura: per quanto espresso riga dopo riga, parola per parola, il testo merita di essere discusso in esclusiva con l’Autore medesimo. Continua a leggere